I licenziamenti Funcom annunciati il 14 ottobre 2026 arrivano insieme a due decisioni che valgono più dei numeri: lo studio norvegese si concentra solo su Conan Exiles e Dune: Awakening, e il suo amministratore delegato lascia entro la fine dell’anno.
Cosa ha comunicato Funcom
L’azienda parla di una riorganizzazione per allineare la struttura al nuovo obiettivo, cioè le operazioni dei due giochi già in vendita. Il processo, scrive Funcom, comincia subito, e riporta MassivelyOP che non verranno dati altri dettagli fino alla conclusione. Quante persone perderanno il posto, quindi, non si sa.
Rui Casais, amministratore delegato uscente, ha motivato la scelta dicendo che l’azienda non può mantenere la dimensione e la struttura che servivano nella fase di sviluppo intensivo. Al suo posto arriva Scott Junior, responsabile di prodotto dello studio. Il passaggio si chiude entro dicembre.
Perché “operazioni live” significa meno gente
Quando un editore dice di volersi concentrare sulle operazioni live intende che smette di costruire giochi nuovi e si dedica a far durare quelli che ha: aggiornamenti, stagioni, contenuti aggiuntivi. Serve meno gente, e serve gente diversa. È il passaggio in cui spariscono i reparti che lavorano su quello che non è ancora uscito.
Funcom ha già fatto questo giro, con le stesse parole. Nell’ottobre 2025 aveva annunciato un’altra tornata di tagli dentro una ristrutturazione, dichiarando che il processo iniziava e che non era ancora possibile determinarne l’impatto. Dodici mesi dopo la formula è identica, con in più l’uscita del vertice.
I numeri dei due giochi che restano
Dune: Awakening è uscito il 10 giugno 2025, costa 49,99 euro e sulla sua pagina Steam ha il 72% di recensioni positive su 80.631. Il 15 ottobre 2026 ci giocavano insieme 5.105 persone.
Conan Exiles, nella versione Enhanced, ha una storia più lunga: in vendita dal maggio 2018, sta al 79% di positive su 117.914 recensioni e viaggia sui 3.829 giocatori contemporanei, con la scheda Steam che lo sconta a 19,99 euro dai 39,99 di listino. Del rifacimento con Unreal Engine 5 e delle mappe unite abbiamo scritto a maggio, e dell’ultimo capitolo di Dune: Awakening a gennaio.
Sono due giochi che funzionano, con un pubblico che paga. Il costo che Funcom dichiara insostenibile è quello di tutto il resto.
La parabola di Dune: Awakening spiega bene cosa è cambiato in sedici mesi. Al lancio aveva superato i 180.000 giocatori contemporanei su Steam, e nell’ottobre 2025 la media dei picchi giornalieri era scesa a ventimila. A metà ottobre 2026 il picco sta sui cinquemila. È la curva normale di un survival a pagamento, che perde il pubblico dei primi giorni e si tiene chi ci torna, e su una curva così si costruisce un organico diverso da quello che serviva per fare il gioco.
Per chi ci gioca, la riduzione non è una brutta notizia immediata. Concentrare le risorse sui due titoli in vendita significa che gli aggiornamenti continuano, e che le stagioni di contenuti restano il modo in cui l’azienda fa cassa. Il conto lo pagano le persone che lavoravano su quello che non vedremo, e chi sperava in un gioco nuovo dallo studio che negli anni ha fatto Age of Conan e The Secret World.
Cosa c’era intorno ai due giochi
Funcom non è uno studio da un gioco alla volta: in trentadue anni ha pubblicato giochi di ruolo online come Anarchy Online e Age of Conan, l’avventura The Secret World, e negli ultimi anni ha fatto anche l’editore per studi esterni. È quel pezzo di azienda che la riorganizzazione tocca per primo, perché è quello che non produce incassi mensili.
Il passaggio a due soli titoli, inoltre, cambia il rapporto con la licenza. Dune non è roba di Funcom: è un marchio in concessione, e un gioco in operazioni live su licenza altrui vive dentro i termini di un contratto che va rinnovato. Finché i numeri tengono il problema non si pone, ma è un vincolo in più rispetto a Conan Exiles, dove la serie è la stessa da otto anni.
Chi controlla Funcom
Dal gennaio 2026 la proprietà è ancora più concentrata: Tencent ha stretto il controllo sullo studio norvegese insieme a Techland e Sumo Digital, e ne abbiamo scritto allora. Le decisioni sulla dimensione di un’azienda che appartiene a un gruppo di quella taglia si prendono guardando i rendimenti del portafoglio, non il singolo gioco.
La notizia è stata data anche da GamesIndustry.biz.
Cosa non si sa
Mancano tre cose: quante persone sono coinvolte, cosa succede ai progetti non annunciati su cui lavoravano i reparti che si chiudono, e se Casais resterà nel gruppo con un altro incarico. Funcom ha detto che parlerà a procedura conclusa, senza indicare quando sarà. Scott Junior prende il posto entro dicembre.


