Rockstar Games ha pubblicato una pagina di linee guida che dice in modo esplicito cosa è permesso e cosa no nelle mod di GTA e degli altri giochi della casa, come Red Dead Redemption. Le testate specializzate l’hanno notata il 20 settembre 2026, a due mesi dall’uscita di Grand Theft Auto VI. Le mod per giocare da soli restano tollerate; sono vietati i porting non ufficiali su altre piattaforme, le mod che proseguono le storie ufficiali, quelle che mescolano contenuti di giochi diversi e ogni guadagno che non passi dalla piattaforma di Rockstar.
Cosa vietano le nuove linee guida
La pagina di Rockstar elenca i divieti per categorie. Il primo riguarda la proprietà intellettuale della casa: niente mod che uniscono mappe, luoghi, personaggi o trame di un gioco Rockstar dentro un altro, niente estensioni delle storie e dei personaggi ufficiali, niente riuso delle registrazioni vocali dei giochi. Una mod che porta le praterie di Red Dead Redemption 2 dentro Los Santos, per fare un esempio concreto, finisce fuori dalle regole.
Il secondo divieto è quello che, secondo il sito specializzato GTA BOOM, tocca più progetti esistenti: le mod non possono far girare i giochi su console, dispositivi o piattaforme dove Rockstar non li ha pubblicati. Ricadono qui il porting amatoriale di Grand Theft Auto V su Switch, le versioni per Wii e GameCube dei vecchi capitoli, la raccolta per Nintendo 3DS e l’esperimento su iPhone che la testata ha seguito nel corso dell’anno. Il porting per Switch, sempre secondo GTA BOOM, si appoggerebbe al codice sorgente di GTA V trafugato anni fa.
Ci sono poi i divieti sul comportamento e sui contenuti. Non si possono creare, condividere o usare menu di trucchi o programmi che interferiscono con il multigiocatore ufficiale. Non si possono usare marchi, musiche, personaggi, luoghi reali o sembianze di persone vere senza autorizzazione. Rockstar esclude pornografia, contenuti che incitano all’estremismo violento o all’autolesionismo, mod che mettono a rischio i minori e, come segnala GameRiv, anche i giochi di ruolo di guerra che mettono in scena organizzazioni armate realmente esistenti.
Soldi e multigiocatore passano dal Creator Platform
La parte economica è la più netta. Tutto il modding deve restare senza scopo di lucro, salvo quello che passa dal Creator Platform, la piattaforma ufficiale di Rockstar per i contenuti creati dai giocatori, che la pagina indica come l’unico posto autorizzato a far guadagnare i creatori. Anche lì si vende solo attraverso i negozi digitali approvati dalla casa. GTA BOOM aggiunge che sono esclusi esplicitamente criptovalute, NFT, casse premio e gioco d’azzardo con soldi veri.
Lo stesso vale per il multigiocatore modificato, che resta limitato al Creator Platform salvo licenze concesse caso per caso. La piattaforma è costruita sulla tecnologia di FiveM, il sistema di server personalizzati per GTA V su cui girano da anni i grandi server di gioco di ruolo, di cui Rockstar ha acquisito il gruppo di sviluppo. In pratica i server amatoriali già esistenti, se vogliono guadagnare, devono stare dentro il sistema gestito da Rockstar.
Cosa resta permesso
La pagina conferma che le mod per il gioco in singolo sono ammesse, purché non commerciali, rispettose della proprietà intellettuale altrui e lontane dai servizi online. Rockstar consente anche di disattivare BattlEye, il programma anti-trucchi che gira su PC con GTA Online, quando si gioca alla modalità Storia: lo spiega la pagina di assistenza dedicata. Chi modifica GTA V per cambiarne la grafica o aggiungere veicoli, insomma, non fa niente di diverso da prima.
Una posizione che Rockstar tiene dal 2017
Buona parte della pagina ripete cose già note. Il 23 giugno 2017, dopo aver colpito con azioni legali alcuni venditori di trucchi per GTA Online e lo strumento di modding OpenIV, Rockstar aveva aggiornato la propria pagina di assistenza: come riportato da Game Developer, Take-Two si impegnava a non agire legalmente contro progetti per PC in singolo, non commerciali e rispettosi della proprietà intellettuale di terzi. La nuova pagina riprende quel principio e lo mette in un elenco più lungo, aggiungendo le regole sul Creator Platform e sui porting.
Il tono con cui la notizia è circolata è stato diverso. TheGamer ha parlato di regole molto severe per GTA 6 e ha ricordato i precedenti di Rockstar contro progetti di modding di grandi dimensioni. GTA BOOM osserva invece che la pagina codifica posizioni tenute da anni e che la stessa Rockstar si riserva di rimuovere qualsiasi mod in qualsiasi momento, senza che questo significhi un’ondata di rimozioni imminente.
Cosa cambia per GTA 6
Nell’immediato, poco. GTA 6 esce il 19 novembre 2026 su PS5 e Xbox Series X e S, e non ha ancora una versione per PC, dove si concentra quasi tutto il modding. Il momento della pubblicazione fa pensare comunque al lancio, perché le regole saranno in vigore dal primo giorno in cui il gioco arriverà su computer. Sul fronte online, abbiamo scritto il 19 settembre delle dichiarazioni del capo di Twitch su GTA 6 Online nel 2027; e nello stesso giorno del vecchio leak di GTA V diventato pubblico, lo stesso materiale su cui secondo GTA BOOM poggia il porting per Switch.
Rockstar non ha annunciato quando arriverà GTA 6 su PC né se il Creator Platform sarà disponibile anche per il nuovo capitolo. Non ha nemmeno detto se e quando interverrà sui porting amatoriali già in circolazione, che per le nuove linee guida sono ora dichiaratamente non autorizzati.


