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Nel party game Clowntown i minigiochi cambiano regole mentre li giochi, e il clacson dei tuoi amici non si può silenziare

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Nel party game Clowntown i minigiochi cambiano regole mentre li giochi, e il clacson dei tuoi amici non si può silenziare

Tempo di lettura: 3 minuti

I party game vendono l’illusione di una serata tra amici e consegnano quasi sempre quattro adulti che litigano per un controller. Clowntown parte da questa premessa e la peggiora di proposito. Lo sviluppa e lo pubblica Batterystaple Games, lo studio di 20XX e 30XX, due platform d’azione tecnici e spietati. Stavolta i blaster alla Mega Man sono finiti da parte, e al loro posto c’è una campagna cooperativa da 2 a 8 giocatori.

Ne avevamo parlato nella rassegna indie, con la demo già disponibile. Il gioco completo non ha ancora una data sulla scheda Steam, che al 28 ottobre dice “da annunciare”, mentre il comunicato dello studio indica gennaio 2027. La demo va provata in compagnia: la scheda elenca soltanto modalità multiplayer, quindi senza almeno un amico, sul divano o su Discord, non c’è niente da giocare.

Nella lobby si personalizza il pagliaccio e si sceglie il suono del clacson. Ce ne sono più di trenta, c’è un tasto dedicato (Honk) e, per quello che ho visto nelle opzioni, nessuno può mutare gli altri: nei primi cinque minuti il rischio è non fare altro che inseguirsi strombazzando come idioti. Online la scheda promette fino a otto giocatori anche con Remote Play Together, mentre in locale, oltre il quarto controller sullo stesso PC, si va a sbattere contro il limite di XInput di Windows.

Il Ringmaster cambia le regole mentre le stai imparando

In Mario Party un minigioco finisce e si torna al tabellone. In Clowntown il Ringmaster, il direttore del circo che orchestra tutto, li fa mutare in più fasi mentre ci stai dentro. La trilogia dello spelling è l’esempio che usa l’annuncio dello studio. Si parte da Spelling Bee, parole semplici composte una lettera a testa, poi il livello diventa Spelling Wasp, con un timer ansiogeno e parole come “polytetrafluoroethylene” da mettere insieme pestandosi i piedi. Si chiude in Bees Spelling, dove compaiono i cannoni spara-clown e le lettere si raccolgono acchiappando api che volano per lo schermo. È la promessa della scheda Steam, dove sono i minigiochi a giocare te, e non c’è un momento in cui ti senti al sicuro.

Il modo più rapido per capire quanto sia rumoroso è guardarlo muoversi.

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La campagna è prevalentemente cooperativa, ma il gioco fa di tutto per metterti contro i compagni. Il Friendship Test ti fa rispondere a domande sui tuoi amici, a partire dal frutto preferito, e tra Mela, Banana e Pera spunta la Senape. Il Trivia ti chiede a bruciapelo quale giocatore sta per morire tra tre secondi, mentre tutti corrono nel panico. Thou Shalt Not è un platform tirannico in cui si sopravvive obbedendo a regole assurde che cambiano al volo, e in THIS IS SPARTA! l’istinto di spingere la tua migliore amica dentro un pozzo arriva puntuale. Gli autori promettono sfide in cui le regole si rovesciano all’improvviso, ed è la descrizione più onesta che ho letto.

Una schermata di Clowntown, il party game cooperativo di Batterystaple Games
Clowntown © Batterystaple Games

I livelli PvP e la Contest Mode, che trasforma le sfide cooperative in risse per la corona, sono dove l’amicizia finisce davvero. La scheda Steam elenca PvP locale e online. Tra i minigiochi presentati dallo studio ci sono Fall Clowns, dove vince l’ultimo in piedi su blocchi che si sgretolano, e Charging Slammers. C’è anche Turf War, o Turf 2 Turf, presa in giro adorabile di Splatoon in cui imbratti di vernice l’arena e gli altri pagliacci. Il menu dei modificatori si chiama Patch Notes When e serve a rompere le regole della serata: per esempio rende i colpi di clacson ancora più molesti.

Un'altra schermata della demo di Clowntown con i pagliacci giocatori in azione
Clowntown © Batterystaple Games

Quello che chiede per essere giocato

I controlli rispondono al millimetro: si sente la mano di chi ha fatto 30XX, e saltare o spingere non ha quella fisica budinosa che rovina tanti party game. Il costo di ingresso è altrove. In singolo non si gioca. Per una serata da sei o otto persone sullo stesso PC il problema è l’hardware: la scheda Steam consiglia il gamepad e Windows, con XInput, non va oltre il quarto controller. Gli sviluppatori non c’entrano, ma l’attrito uccide la serata prima del primo Honk.

Il verdetto: Clowntown è il test più crudele che conosca per scoprire quale dei vostri amici sopporta un’umiliazione in diretta: dietro i disegni colorati c’è un design pensato per metterti in imbarazzo, ma se la squadra non c’è la demo resta un menu muto.

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