Yoko Taro dice di aver realizzato i suoi sogni con Drakengard e di lavorare anche per prevenire la demenza

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Yoko Taro, il director e sceneggiatore di Drakengard e Nier, ha detto che i suoi sogni di sviluppatore li ha già realizzati con il primo Drakengard e che continua a lavorare anche “per la prevenzione della demenza”. Secondo Automaton, lo ha affermato a The Tenth Mosaic, un evento giapponese sulla cultura dei videogiochi tenuto il 22 e 23 settembre 2026.

Cosa ha detto a The Tenth Mosaic

Il dialogo era con Keisuke Okabe, director di Ender Lilies ed Ender Magnolia. Automaton fa risalire il resoconto ai siti giapponesi 4Gamer e Denfaminicogamer, mentre iXBT cita 4Gamer. Le frasi qui sotto sono quelle delle due testate, tradotte dall’inglese.

Taro ha spiegato che, già lavorando al primo Drakengard, poteva fare quasi tutto quello che voleva nella creazione di un gioco. Tutto ciò che è venuto dopo lo considera i suoi “giorni rimanenti”. Non ha un titolo specifico che sente di dover realizzare. Secondo Automaton ha aggiunto di essere vicino al punto in cui risparmi e pensione basterebbero a mantenerlo senza lavorare, e che dal punto di vista emotivo ha finito: “Ho finito di lavorare, non voglio più farlo”.

La demenza e il lavoro

Il passaggio che ha dato il titolo alle cronache riguarda la salute. Taro ha detto di continuare a sviluppare giochi anche per prevenire la demenza, perché ha sentito di persone abituate a lavorare di continuo che si ammalano all’improvviso dopo il pensionamento. Quando sul lavoro succedono cose spiacevoli, si dice: “Questo fa bene per prevenire la demenza”.

Taro non cita nessuno studio, e nemmeno il resoconto di Automaton: la tesi poggia sulle storie che ha sentito raccontare. Il legame fra lavoro continuo e salute del cervello resta quindi un’opinione sua, che le fonti non verificano.

Automaton aggiunge che, vista la fama di Taro per le sue uscite provocatorie, le sue affermazioni vanno accolte con scetticismo. Wikipedia ricorda che Taro non ama farsi fotografare e per questo si presenta con una maschera a interviste e presentazioni.

Chi è e cosa sta facendo

Secondo Wikipedia, Taro è nato nel 1970 a Nagoya ed è entrato nel 2001 in Cavia, lo studio di sviluppo dove ha lavorato a Drakengard (2003), il suo primo gioco da director e sceneggiatore, e a Nier (2010), nato come terzo capitolo di Drakengard e poi trasformato in spin-off. Con Nier: Automata (2017) ha avuto il successo più grande: ne avevamo scritto quando il gioco ha superato i dieci milioni di copie, con la promessa di Square Enix che la storia sarebbe continuata, nel pezzo sui dieci milioni di copie.

Dopo la chiusura di Cavia e l’uscita di Nier ha lavorato come freelance, soprattutto su giochi per dispositivi mobili, tra cui per Square Enix SINoALICE (2017) e Nier Reincarnation (2021), sempre secondo Wikipedia. Il lavoro più visibile del 2026 è un altro: il 23 febbraio è stato annunciato, durante l’ultimo giorno dell’evento per i trent’anni di Evangelion, che Taro scriverà la nuova serie animata di Neon Genesis Evangelion (l’anime di mecha di Hideaki Anno), prodotta da Khara e CloverWorks, due studi di animazione giapponesi. Anime Corner gli attribuisce la sceneggiatura e la composizione della serie, e Cartoon Brew indica la regia di Kazuya Tsurumaki insieme a Toko Yatabe e le musiche di Keiichi Okabe. Il titolo e la data di uscita non sono stati comunicati.

Il contesto: Okabe e il JRPG in 2D

Nella stessa conversazione Okabe ha detto di voler fare un JRPG (gioco di ruolo giapponese), idealmente in 3D ma forse in 2D, lo stile in cui ha più esperienza, e di ritenere che dopo Undertale non sia uscito un JRPG 2D davvero definitivo. È una sua opinione, non di Taro, ed è citata da Automaton come parte dello stesso incontro.

Cosa non si sa

Non è chiaro se Taro stia lavorando a un nuovo gioco: nel resoconto di The Tenth Mosaic non ne nomina nessuno, e dice di non averne uno da fare a tutti i costi. Non c’è nemmeno una data per il ritiro che il suo discorso lascia intuire, e quanto detto sul pensionamento riguarda il suo stato d’animo, non un annuncio. Le parole originali in giapponese si possono leggere solo sulle cronache di 4Gamer e Denfaminicogamer, sulle quali le traduzioni inglesi si basano.

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