Il gioco di ruolo a turni Send In The Clown contiene una sola battaglia, e tutto il resto del gioco serve a prepararla. Dura circa un’ora, lo fa lo studio Mad Herons, e la pagina Steam ha già una demo giocabile mentre la data di uscita non c’è ancora. Il gioco è stato notato da Rock Paper Shotgun proprio per quella struttura.
Un clown, un compleanno e un bambino da neutralizzare
Il protagonista è Pockets, un clown che la storia non ha trattato bene, e il suo lavoro è salvare la festa dei dodici anni di Miranda. Il problema si chiama Tad, è il fratello della festeggiata e sta rubando la scena. Tutto il gioco converge su un unico scontro strategico contro di lui, e quello che si fa prima è reclutare gli invitati da schierare in quello scontro.
Gli invitati si conquistano con i minigiochi, e sono tre direzioni diverse. C’è un padre single che vorrebbe ballare e non ci riesce, e si aiuta con una prova a ritmo di musica. C’è una madre stremata a cui serve una pausa, e lì si passa a una sequenza di tasti da premere al momento giusto. E c’è uno sparatutto a schermata fissa, intitolato “America Shoots Guns At The World”, in cui bisogna battere il punteggio di un bambino.
Quel titolo nel mezzo di una festa di compleanno dice già in che registro siamo. Una volta convinti, gli ospiti entrano nella squadra con abilità loro, e una schermata della galleria mostra il combattimento con la squadra schierata. In un’altra si vede la festa prima che degeneri.
Come la scheda lo classifica
La scheda Steam classifica Send In The Clown come avventura, passatempo, indie e gioco di ruolo insieme, e fra le etichette scelte dagli utenti ci sono commedia, scelte che contano, minigiochi e breve. È una somma che descrive bene il progetto: un gioco di ruolo breve, costruito intorno a una gag che deve reggere un’ora.
La riga che lo studio ha messo sulla pagina
In fondo alla scheda c’è una dichiarazione che vale più di mezza presentazione: nessuna intelligenza artificiale, e nessuna intelligenza di alcun tipo, è stata usata per fare questo gioco. La seconda metà è la battuta, la prima è una presa di posizione.
Nel giro di una settimana su questo terreno si sono accumulate tre notizie che vanno nella direzione opposta. Epic ha detto di aver fatto scrivere il nuovo launcher a un modello. Xbox ha aperto una divisione per le ricompilazioni che lavora con agenti e tecnologie emergenti, anche se la nota interna non nomina mai l’intelligenza artificiale. E la Complete Edition di Shogun 2 è finita al 17% di recensioni positive, anche per le illustrazioni che sembrano generate. In quel contesto una riga sola sulla pagina del negozio è un posizionamento, non una civetteria: dice al compratore chi ha disegnato quello che sta guardando.
Cosa si sa e cosa no
Si sa che la demo è scaricabile, che il gioco girerà su Windows, Mac e Linux, e che le lingue sono solo inglese per testi e parlato. L’italiano non compare in elenco. Per una commedia tutta giocata sui tempi comici del dialogo è un limite che si sente: le battute tradotte male non fanno ridere, e quelle non tradotte per molti non arrivano affatto.
Non si sa quando esce né quanto costerà, perché la scheda dice da annunciare su entrambe le voci. Lo sviluppatore è anche l’editore, quindi quelle due decisioni dipendono solo da Mad Herons, e gli aggiornamenti passano dal sito ufficiale.
C’è anche una ragione pratica per cui una struttura così funziona meglio di un gioco di ruolo normale. In un gioco di ruolo classico i combattimenti sono tanti e quasi tutti uguali, e il senso di crescita arriva dai numeri che salgono. Qui la crescita è fatta di persone convinte una alla volta, e ognuna aggiunge una mossa che prima non c’era. Chi arriva allo scontro finale sa da dove viene ogni pezzo della sua squadra, perché se li è guadagnati facendo ballare un padre imbarazzato e dando mezz’ora di pace a una madre stremata.
Il rischio di un gioco da un’ora costruito su una sola battaglia è ovvio: se la battuta di fondo non tiene, non c’è una seconda ora a recuperare. Il vantaggio è il rovescio della stessa medaglia, perché un’ora è anche la lunghezza giusta per una barzelletta lunga, e la demo serve esattamente a capire da che parte cade.


