Ho una sonda di temperatura incollata male dentro il case: a PC spento segna quarantadue gradi. Asmongold ha pubblicato la lista dei peggiori giochi del 2026, e dentro c’è Marvel’s Wolverine.
Lo streamer statunitense ripete il rito ogni dodici mesi: due elenchi, uno di candidati al gioco dell’anno e uno che chiama dogshit of the year, la merda dell’anno, e più avanti un vincitore per parte. Il 2 ottobre il sito americano Geeks + Gamers ha pubblicato le due liste. Nel reparto peggiori, accanto al gioco di Insomniac Games, stanno Marathon, Mixtape, Halo: Campaign Evolved, 1348 Ex Voto, Highguard e Ashes of Creation. Segnatevi i nomi, perché è lì che la mia sonda scollata trova finalmente una collega.
Primo valore letto: 77
Partiamo dal numero che hanno in mano tutti. Marvel’s Wolverine è uscito il 15 settembre su PlayStation 5 a 69,99 dollari e ha chiuso l’ondata di recensioni a 77 su Metacritic, che nel catalogo delle esclusive prime parti di Sony su PS5 vale il diciannovesimo su venti posti. Sotto c’è solo Concord, a 62, che però è il gioco da quaranta milioni di dollari spento dopo quattordici giorni e circa venticinquemila copie (altro campionato, altro pianeta). La testata americana IGN ha dato 6, Giant Bomb 5 su 10, e per Insomniac è il voto più basso dai tempi di Marvel’s Spider-Man 2, che stava a 90.
Settantasette è un brutto voto per lo studio che ha fatto i giochi di Spider-Man, e nessuno qui vuole consolare una multinazionale. È però il voto di un gioco che si avvia, gira e finisce: l’esclusiva ha venduto 1,9 milioni di copie in tre giorni secondo la stima di Alinea Analytics, più della metà in preordine. Delusione e disastro pesano diverso, e un elenco dei peggiori dovrebbe accorgersene.
Stesso elenco, stessa lettura, un gioco spento in quarantacinque giorni
Highguard è lo sparatutto fantasy a squadre di Wildlight Entertainment, lo studio messo in piedi da una sessantina di veterani del settore, molti dei quali venivano da Apex Legends e Titanfall. Lo hanno annunciato come rivelazione finale ai Game Awards del dicembre 2025. È uscito il 26 gennaio e ha toccato quasi 97.000 giocatori in contemporanea nella prima ora. Ne ha persi il 90% in una settimana, e a metà febbraio ne faceva 1.600 al giorno su Steam. Poi Tencent ha chiuso il rubinetto e lo studio ha licenziato. I server si sono spenti il 12 marzo, dopo quarantacinque giorni di vita, con il gioco tolto dai negozi e un Metacritic a 63 su PC. Ashes of Creation sta pure peggio: dieci anni di Kickstarter, una alfa ad accesso anticipato e poi la cancellazione, insieme allo studio che lo faceva.
Qui la taratura va a farsi benedire. Nella stessa colonna ci stanno un’esclusiva che in tre giorni ha venduto quasi due milioni di copie e un servizio online che non è arrivato a marzo, e lo strumento restituisce per entrambi lo stesso identico valore. Quando un sensore dà la stessa lettura a un die sotto carico e a una ventola ferma, il problema non sta nei due oggetti: sta in cosa è attaccato a misurare.
E poi c’è quello che ha preso 10 da IGN
A questo punto la sonda smette proprio di fingere. Mixtape è l’avventura narrativa di Beethoven & Dinosaur, pubblicata da Annapurna Interactive il 7 maggio. Sta a 86 di Metacritic su PC e PS5 e a 92 nella versione Xbox, ed è raccomandata dal 97% della critica su OpenCritic. IGN le ha dato 10. Game Informer, GameSpot, Push Square e Nintendo Life le hanno dato 9. E sta fra i candidati al peggior gioco dell’anno, perché evidentemente il 97% della critica ha sbagliato lavoro.
Il copione lo abbiamo già letto, e lo ha scritto a maggio proprio chi le aveva dato il voto più basso della stampa anglofona. Harvey Randall di PC Gamer, che l’aveva valutata 74, ha raccontato come una parte dei giocatori si fosse incastrata nell’ennesima guerra culturale. Due filoni: le accuse di recensioni comprate, perché Annapurna è stata fondata dalla figlia del miliardario Larry Ellison, e il solito ritornello sul gioco troppo woke. Randall faceva notare, da persona con più pronomi che capelli, che Mixtape di progressista ha ben poco e che parla di nostalgia anni Novanta e basta. Il gioco è rimasto quello che era. Il rumore intorno no, e il rumore è l’unica cosa che quel sensore legge bene.
Stessa procedura per la voce più piccola della lista. Il sito che ha pubblicato gli elenchi spiega la presenza di 1348 Ex Voto con le critiche alla sua estetica e al suo strappo con la tradizione. Si parla di un indie con una cavaliera errante medievale, e sappiamo tutte perfettamente di che strappo si tratta. È la glossa di chi rilancia la lista e non la motivazione di chi l’ha scritta, ma dice parecchio su quale pubblico la raccoglie e cosa ci sente dentro. Nella stessa colonna sta anche Halo: Campaign Evolved, che il suo processo per vendite scarse per colpa del woke lo ha già subito: i numeri raccontavano un remake a prezzo pieno di un gioco del 2001, arrivato dopo due anni di licenziamenti. Nessun pronome coinvolto, ma la diagnosi era già pronta prima dei dati.
Cosa sta misurando davvero
Il sensore incollato male dentro il mio case funziona benissimo: legge la temperatura della graffetta di plastica a cui è attaccato, la stampa sul display e io mi fido. La lista dei peggiori dell’anno gira sullo stesso principio. Una quantità la registra davvero, ed è quanto si è urlato online a proposito di un gioco: un dato vero e pure interessante, perché dice quali titoli sono finiti nel tritacarne e perché ci sono finiti. Solo che sull’etichetta c’è scritto un’altra cosa.
Il pezzo di cronaca, alla fine, è che un signore su Kick ha fatto un elenco e mezza stampa di settore lo ha ripreso, perché il suo nome sposta i click come non li sposta il responsabile qualità di Insomniac. A proposito di tarature: ad agosto Asmongold era stato sospeso da Twitch per aver detto in diretta che sui migranti di Ceuta si dovrebbe sparare. Il display continua a mostrare un numero, qualcuno continua a leggerlo come se fosse la qualità dei videogiochi, e intanto nessuno ha staccato il sensore dalla graffetta.


