Chi ha montato almeno un PC con pezzi di recupero conosce la sensazione: la scheda madre presa da un cugino, l’alimentatore di un vecchio ufficio, e quell’attimo di silenzio prima di premere il tasto di accensione. Nomad Drive è quella sensazione trasformata in gioco, con un camper al posto del case e un mondo post-apocalittico al posto della scrivania. La demo mostra un’idea che funziona e un gioco che, per ammissione dello stesso studio, ha ancora bisogno di parecchio lavoro.
Lo sviluppa e lo pubblica Indie Devil. La demo è su Steam dal 15 giugno 2026 e si gioca da soli o in cooperativo fino a quattro, con l’italiano fra le lingue. L’accesso anticipato (cioè il gioco in vendita mentre è ancora in lavorazione) era previsto per settembre, poi lo studio ha annunciato un rinvio per lavorare sull’ottimizzazione. Oggi la pagina Steam indica il 20 ottobre 2026. Le parentele sono evidenti: The Long Drive per il viaggio senza fine in un deserto abbandonato, My Summer Car, il simulatore finlandese in cui si assembla un’auto bullone per bullone, per il rapporto maniacale con ogni pezzo.

Recuperare componenti un pezzo alla volta
Si parte con un camper malandato in un mondo generato proceduralmente, cioè ricostruito in modo diverso a ogni partita, con un punto di partenza diverso ogni volta. Da lì in poi il gioco è un grande banco di lavoro: motore, gomme, batteria, radiatore, e poi fornelli, frigoriferi, sedili, perfino un gabinetto. Ogni parte si tocca, si ripara e si personalizza. Per sopravvivere si cucina quello che si trova, si pesca, si prepara il caffè e si piantano in vaso i semi di frutta e verdura raccolti in giro. Si può anche verniciare la carrozzeria, e nel forum qualcuno ha già chiesto ugelli diversi per la bomboletta.
L’atmosfera è l’altra metà del lavoro. Fuori dal finestrino c’è la fine del mondo, dentro c’è la tua cucina, e il contrasto è la parte più riuscita dell’idea. Fra i tag scelti dagli utenti su Steam ci sono simulazione di guida realistica, costruzione di basi, fisica e cucina, che raccontano bene il miscuglio.
Il trailer di presentazione qui sotto è quello pubblicato da Indie Devil sul proprio canale.
Il cooperativo e il processo che non ha ancora abbastanza da fare
In cooperativo si viaggia fino in quattro sullo stesso camper. Il limite della demo, secondo chi l’ha provata, è la varietà: nella discussione sulla demo c’è chi dopo otto tappe continuava a trovare sempre gli stessi pezzi, e in un altro thread un giocatore racconta di aver guidato ore senza radiatore senza che il motore se ne accorgesse. Chi cerca la sopravvivenza più dura nello stesso scenario trova qualcosa in più in Scavland.

Poi c’è l’ottimizzazione, e qui a parlare chiaro è lo studio stesso. Nella sezione della pagina Steam dedicata all’accesso anticipato avverte che bisogna aspettarsi bug e che gli aggiornamenti più pesanti potrebbero richiedere di cancellare i salvataggi, e mette prestazioni e correzione degli errori in cima alle priorità. La versione completa è prevista fra sei e dodici mesi dopo l’accesso anticipato, con nuovi ambienti da esplorare e più pezzi per il camper.
Sul resto lo studio è altrettanto esplicito. Spiega di aver scelto l’accesso anticipato per costruire il gioco insieme a chi lo gioca, raccogliendo segnalazioni e idee sul forum di Steam e sul server Discord, e promette che durante l’accesso anticipato il prezzo sarà più basso, per poi salire con i contenuti nuovi e un ultimo rincaro al lancio della versione completa. Nella build dell’accesso anticipato ci saranno già guida, manutenzione e riparazione del camper, l’esplorazione del mondo generato a caso, la raccolta di risorse, la gestione della sopravvivenza e il cooperativo online. Fra le funzioni elencate da Steam ci sono anche gli achievement, i salvataggi nel cloud e Remote Play Together, che permette di invitare un amico anche se non possiede il gioco.
Il verdetto: Nomad Drive ha già la scheda madre giusta, cioè l’idea di una casa su ruote da montare a mano, e uno studio che ammette senza giri di parole quanto lavoro resti da fare. Il 20 ottobre dirà se le settimane di rinvio sono bastate a far girare il sistema.


