Due ore, due boss e un salvataggio che non si butta
Stupid Never Dies ha una demo scaricabile su PlayStation 5 e Steam. Si chiama First Bite ed è arrivata il 4 settembre 2026, stando all’annuncio dello studio. Copre le prime due ore circa del gioco completo, filmato di apertura incluso, e comprende l’hub del centro commerciale dove Davy tiene le sue cose e i suoi comprimari.
Dentro ci sono due boss. Afreet, un fedele del Re dei Mostri che beve fiamme, e Phoenix Zaza Hotfeathers, che di tutta la faccenda non sembra particolarmente interessato. In mezzo si prende confidenza con le tre meccaniche su cui poggia il combattimento. Lo Style Eat è divorare un nemico per portarsi via una sua abilità, il Body Hack sostituisce arti e testa con innesti tecnologici, il Davy Burst è il potenziamento generale che scatta quando la barra della furia è piena. Gematsu conferma il perimetro della demo e i due scontri.
Il dettaglio che pesa più di tutti sta in fondo alla scheda: i salvataggi della demo si trasferiscono nel gioco completo. Chi finisce le due ore adesso non le rigioca a ottobre, e questo cambia il senso della prova. Non è un assaggio staccato dal resto, sono le prime due ore vere.
Chi c’è dietro, e perché la firma conta più del solito
Lo studio si chiama GPTRACK50, ha sede a Osaka e lo guida Hiroyuki Kobayashi. In Capcom Kobayashi ha prodotto i primi sei Resident Evil, Dino Crisis, il primo e il quarto Devil May Cry e la serie Sengoku Basara. È il motivo per cui questo gioco viene guardato con attenzione da chi il genere lo segue: la struttura a cambio di stili e il ritmo del combattimento vengono da lì.
C’è però una parte della storia che vale la pena raccontare per intero. Quando il gioco è stato mostrato ai The Game Awards del dicembre 2025, GPTRACK50 veniva presentato come uno studio di NetEase, l’editore cinese di videogiochi. Oggi lo studio si descrive come indipendente, e quando RPG Site ha chiesto conto del cambio di descrizione, l’ufficio stampa ha risposto “no comment”. A pubblicare il gioco in tutto il mondo è Sega. Chi metta i soldi e chi tenga le chiavi dello studio, però, resta una domanda senza risposta pubblica, e a un mese e mezzo dall’uscita non è un dettaglio da poco.
Il terzo trailer presenta i Quattro Generali
Insieme alla demo è uscito il terzo trailer, mostrato allo State of Play di PlayStation del 3 settembre. Presenta i Quattro Generali al servizio di KOM, il Re dei Mostri. Surtr R.S. è ossessionato dal combattimento e disprezza gli zombie, Dragul detto l’Impalatore è praticamente immortale e ha un suo seguito di ammiratori. Takiyasha-Hime è maledetta e legata a KOM come a una figura paterna, mentre Wolfgang è un lupo mannaro che comanda il suo gruppo e marca il territorio anche durante le riunioni. Nel filmato compare anche Everent, un saggio legato alla natura e finito sotto la maledizione di Takiyasha-Hime.
La premessa resta quella dei trailer precedenti, ed è il motivo per cui il gioco si fa ricordare in mezzo a tutto il resto. Davy è uno zombie che vive in un centro commerciale abbandonato e che, dopo aver trovato una ragazza umana congelata di nome Julia, decide di scendere nel sottosuolo per riportarla in vita, come riassume Bloody Disgusting. Lo studio ha coniato per il proprio combattimento l’etichetta Funky Zombie Action, e per il genere quella ancora più esplicita di action RPG a crescita accelerata.
Quanto costa e cosa cambia fra le due edizioni
Sulla pagina Steam il gioco è in prenotazione a 49,99 dollari nella versione standard. La Glorious Idiot Edition costa 59,99 dollari e aggiunge il pacchetto scaricabile TickTock Teddies: Nonsense Overload, che venduto da solo ne costa 11,99. Sono dieci dollari di differenza per un contenuto che a listino ne vale dodici, quindi il conto torna a favore di chi compra l’edizione cara, che è il contrario di come funzionano di solito queste cose. Il gioco è localizzato in tredici lingue nell’interfaccia e nei sottotitoli, con il doppiaggio soltanto in inglese.
L’uscita resta fissata al 21 ottobre 2026 su PlayStation 5 e PC, la stessa che il sito riportava il 2 agosto e che da allora non si è mossa. Ne avevamo scritto la prima volta ad aprile, quando il gioco era ancora poco più di un trailer e di una dichiarazione di intenti pop punk.
La demo è il primo momento in cui l’estetica smette di essere l’argomento e tocca al combattimento reggere da solo. Due ore bastano a capire se lo Style Eat è una meccanica o una trovata, e sono due ore che nessuno dovrà rigiocare a ottobre.


