Ho passato il pomeriggio a capire perché lo stesso identico script girasse sul mio portatile e non sul server. Era una variabile d’ambiente, ovviamente. Veterum parte dallo stesso principio, ma lo mette in un campo di battaglia: la squadra è la stessa, le abilità sono le stesse, e il risultato cambia perché è calata la nebbia.
Il gioco ha lasciato l’accesso anticipato il 7 settembre 2026, dopo poco più di nove mesi: la versione in lavorazione era comparsa su Steam il 27 novembre 2025. La versione 1.0 ha aggiunto le missioni finali della storia, quelle che chiudono il viaggio di Sir Edward, l’ultimo inquisitore dell’Ordine dei Guardiani della Soglia. Lo firma Crasleen Games, sviluppatore ed editore di sé stesso, già responsabile di Warbanners, un tattico a turni del 2017 che sta ancora in vendita e che oggi viene venduto in pacchetto con questo. Costa 19,99 dollari, 16,99 con lo sconto di lancio del 15 per cento fino al 14 settembre.
Le variabili d’ambiente decidono più della scheda del personaggio
Il combattimento è a turni su una griglia di esagoni, e la cosa interessante non sono le statistiche ma tutto quello che ci gira intorno. Contano il morale, la stanchezza accumulata, la direzione in cui l’unità è girata, la linea di vista e il livello di illuminazione di ogni singola casella. La nebbia e la pioggia intralciano gli arcieri. Le creature notturne diventano pericolose al buio, e allora accendi un fuoco per illuminare il campo.
La parte che mi interessa di più è che quelle condizioni le puoi scrivere tu. Si costruiscono barricate, si scavano fossati, si abbattono alberi, si congelano i fiumi. Prima ancora che lo scontro cominci si possono usare pergamene monouso per far piovere, avvelenare i nemici o piazzare una catapulta. Non stai ottimizzando un personaggio, stai configurando il terreno su cui quel personaggio girerà.
L’esercito si mette insieme reclutando umani, nani, elver e turani, e ognuno ha tratti caratteriali, abilità attive e passive, e uno stipendio suo da pagare. Non tutti sono contenti di combattere accanto ad altre razze, il che aggiunge un vincolo di compatibilità che il genere di solito ignora.
Il video di lancio serve soprattutto a far vedere la griglia esagonale in movimento e quanto cambia il campo quando ci si mette mano.
Il 92 per cento che avete letto in giro non è più quello
Qui bisogna stare attenti, perché il numero che gira è vecchio di tre giorni. L’8 settembre Notebookcheck scriveva di un debutto al 92 per cento su poco più di 160 recensioni, con il gioco arrivato primo fra le nuove uscite popolari di Steam.
Oggi la pagina dice altro. Le recensioni complessive sono 187 e la percentuale positiva è scesa all’88 per cento. Quelle degli ultimi trenta giorni sono 53, e lì la valutazione è 77 per cento, che su Steam si chiama “perlopiù positive” e non “molto positive”. Cinquanta voti sono pochi e possono rimbalzare in una settimana, ma la direzione è quella, ed è meglio saperlo prima di comprare invece che dopo.
Le critiche ricorrenti sono tre, e hanno poco a che fare con le idee. Notebookcheck le ha raccolte così: intelligenza artificiale nemica che a volte fa scelte goffe, gestione dell’equipaggiamento macchinosa, interfaccia ancora grezza. Sono esattamente i difetti di un progetto piccolo che ha messo tutte le energie nel sistema e poche nel guscio. La recensione di RPGFan arriva alla stessa conclusione da un’altra strada: i sistemi di tratti e di movimento reggono il gioco, la narrazione e la parte visiva no, e i segnalini delle unità restano generici e non personalizzabili.
La riga sulla traduzione automatica
Sulla scheda Steam c’è una dichiarazione che conviene leggere per intero. Lo studio scrive di aver aggiunto cinese, tedesco, francese e portoghese usando traduzione automatica basata su intelligenza artificiale, per rendere il gioco accessibile a più persone. Le lingue supportate sono undici, e l’italiano non c’è.
Da una parte è una dichiarazione onesta, e il fatto che Valve la imponga è una delle poche cose buone successe allo store negli ultimi anni: il giocatore sa cosa compra. Dall’altra è il solito conto che non torna. Tradurre a macchina l’interfaccia di un tattico pieno di termini inventati (turani, elver, l’Ordine dei Guardiani della Soglia) significa quasi certamente consegnare a quattro mercati un testo che nessuno ha riletto. Per chi traduce videogiochi di mestiere, è un lavoro in meno pagato zero.
Il resto della dotazione è generoso per uno studio di queste dimensioni. C’è l’editor di unità e mappe, con il supporto al Workshop per scambiarsi missioni fatte in casa. Gli obiettivi sono 28 e la difficoltà si regola nei dettagli: probabilità di colpire, punti vita, ricompense. Gira su Windows e su Linux, e su Steam Deck risulta giocabile.
Se il genere vi interessa, ad agosto avevamo provato la demo di Ex Sanguis, che lavora sulla stessa ossessione da un’altra angolazione: lì si sposta il turno dei nemici, qui si sposta il terreno sotto i loro piedi. Anche lì, per inciso, l’italiano non c’era.
Con meno di duecento recensioni alla prima settimana, Veterum resterà fuori da qualunque vetrina consigliata ancora per un pezzo. Se avete voglia di un tattico dove perdere uno scontro perché avete dimenticato di accendere un fuoco, diciassette dollari sono il prezzo giusto per scoprire se vi piace litigare con il meteo.


