Anku dipinge di colore una piattaforma in Colorbound, il puzzle platform di Panpipe Studio

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Il puzzle platform Colorbound esce il 12 ottobre, e i colori cambiano il peso delle cose

Tempo di lettura: 3 minuti

Colorbound, data di uscita fissata al 12 ottobre 2026. È un puzzle platform, cioè un gioco di salti e rompicapi a due dimensioni, e arriva su PC tramite Steam, Epic Games Store e Humble, più PlayStation 5, Xbox Series X e S, Nintendo Switch e Switch 2. Lo sviluppa Panpipe Studio e lo pubblica Whitethorn Games.

L’idea sta in una tavolozza. Si controlla Anku, un ragazzino aymara, e i colori che raccoglie lungo la strada non servono a decorare: cambiano le proprietà fisiche di quello che tocca. Alcuni rendono un oggetto abbastanza leggero da salire per aria, altri lo appesantiscono e lo fanno precipitare. Sulla scheda Steam il gioco si presenta come un platform a tavolozza, e la definizione è più precisa di quanto sembri, perché il colore qui è il verbo e non l’aggettivo.

Chi è Anku, e perché attraversa mezzo continente

Gli aymara sono un popolo indigeno delle Ande, distribuito fra Bolivia, Perù e Cile settentrionale, con una lingua propria parlata ancora oggi da un paio di milioni di persone. Anku è uno di loro. Suo nonno era un musicista, è morto, e la banda con cui suonava si è sciolta: gli strumenti sono finiti in un cassetto e i componenti si sono sparsi. Il viaggio serve a ritrovarli uno per uno, rimettere in mano a ognuno il suo strumento e organizzare un ultimo concerto in memoria del vecchio.

È una premessa che regge il gioco anche sul piano meccanico, perché dà un motivo per attraversare posti diversi: deserti polverosi, città in rovina, foreste. Ogni rompicapo occupa un solo schermo, quindi si guarda tutto prima di provare, e questo colloca Colorbound dalla parte dei giochi in cui si sta fermi a ragionare invece che dalla parte di quelli in cui si muore e si riprova.

Come funziona la tavolozza

Oltre al peso, i colori fanno altre due cose. Cambiando la tinta dello sfondo certi oggetti diventano invisibili, e quando sono invisibili ci si passa attraverso: è il trucco classico del contrasto cromatico usato come geometria del livello. In altri casi il colore inverte la gravità di quello su cui viene steso, o lo rende spingibile fino a trasformarlo in una piattaforma su cui salire. Il nuovo filmato di presentazione mostra questi tre usi in fila, come ha riassunto mxdwn.

La combinazione di peso, gravità e visibilità dentro un singolo schermo è un impianto compatto e sensato. Il rischio, con i giochi costruiti su una sola idea forte, è sempre lo stesso: che dopo il terzo mondo il gioco abbia finito le cose da dire sul colore e inizi a ripetere le stesse soluzioni con la vernice diversa. È la domanda a cui il progetto deve rispondere, e la risposta arriva solo giocando.

Uno studio di una persona, e un gioco nato in una game jam

Panpipe Studio è cileno ed è stato fondato nel 2025 dal compositore Isaías Arrué R., che lo sviluppa da solo. Il sito dell’editore lo dice in chiaro, e dice anche da dove viene il gioco: da una maratona di sviluppo, la Latin American Game Showcase Game Jam del 2025, in cui Colorbound ha vinto sia il voto dei partecipanti sia quello della giuria, su un tema assegnato che suonava più o meno come “quel che l’occhio non vede, il cuore non sente”.

Il premio in sé non dice niente sulla qualità del gioco finito, e noi i riconoscimenti li trattiamo come cronaca e non come prova. Dice però una cosa utile sul metodo: il nucleo giocabile esisteva e funzionava prima che ci fosse un editore, un budget e una data. Nei platform costruiti attorno a un’unica trovata è esattamente l’ordine giusto, e spiega perché uno sviluppatore solo abbia potuto arrivare a una uscita simultanea su sette piattaforme con Whitethorn Games dietro.

Arrué viene dalla composizione musicale, il che non è un dettaglio biografico in un gioco la cui trama è il rimettere insieme una banda: la colonna sonora usa strumenti tradizionali andini, e l’arte segue la stessa direzione. Il rischio dell’operazione, quando una cultura poco rappresentata viene usata come cornice estetica da uno studio che le appartiene, è minore di quando la usa qualcun altro, ma non è zero: la differenza fra omaggio e cartolina la fa il gioco, non il comunicato.

Le cose pratiche

Su Steam c’è già una demo scaricabile, quindi non serve fidarsi della descrizione. Le lingue supportate sono undici e l’italiano c’è, con interfaccia, sottotitoli e doppiaggio: per un gioco indie di questa taglia non è scontato, e in un titolo pieno di testo scritto per un pubblico giovane conta parecchio. Il prezzo non è stato annunciato.

La data lo mette in mezzo alla stagione più affollata dell’anno, quella che porta alle feste, e su Switch 2 in particolare arriverà in una libreria ancora magra. Il posto è buono. Quello che dovrà fare, per uscirne, è convincere in quei pochi minuti di demo che i colori restano interessanti anche dopo il ventesimo schermo. Le uscite del 12 ottobre si contano nelle prossime settimane, come segnala MonsterVine, e la concorrenza nel genere non è poca: anche COGconnected lo inquadra fra i rompicapo di un autunno pieno.

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