Ubisoft separates biggest franchises like Far Cry and AC into new subsidiary

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Ubisoft cancella il Far Cry di sopravvivenza in Alaska: arriva Kodiak, un nuovo open world

Tempo di lettura: 2 minuti

Ubisoft ha cancellato un Far Cry a cui lavorava dal 2023. Lo riporta Tom Henderson, il giornalista che sul suo sito Insider Gaming ha costruito una reputazione quasi interamente sui leak Ubisoft, in un pezzo pubblicato il 27 luglio 2026: il progetto sepolto si chiamava Maverick, era uno sparatutto extraction ambientato in Alaska, e non convinceva più nessuno ai piani alti.

Al suo posto entra in sviluppo Kodiak, uno sparatutto open world costruito riciclando parte del lavoro fatto su Maverick.

Chi decide oggi il destino di Far Cry

Per capire perché una cancellazione di questo tipo non fa notizia come una chiusura di studio, bisogna guardare a chi comanda su Far Cry dall’ottobre 2025. Da quel mese Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six non rispondono più direttamente a Ubisoft, ma a Vantage Studios, la “creative house” nata da un investimento di Tencent da 1,2 miliardi di dollari in cambio del 25% della società, come ha raccontato PC Gamer al lancio. Alla guida ci sono due co-CEO, Christophe Derennes e Charlie Guillemot, il figlio del CEO di Ubisoft Yves Guillemot.

Maverick lo ha deciso Vantage, ed è morto. Henderson lo aveva rivelato per la prima volta a ottobre 2023: un PvPvE ambientato nella natura selvaggia dell’Alaska, giocatori contro giocatori, contro la fauna locale e contro il meteo. Per anni quel progetto è stato scambiato per il vero Far Cry 7, complice il fatto che condivideva l’ambientazione con leak precedenti sul capitolo principale. Non lo era: Far Cry 7, nome in codice Blackbird, è tutta un’altra cosa, ed è quello che uscirà per primo.

Un frullato di generi che diventa un open world

Kodiak ha superato la fase di concept a luglio 2026, secondo le fonti di Henderson, e resta comunque a “diversi anni” dal lancio: uno sparatutto open world dove “le interazioni tra giocatori e le storie guidate dal giocatore sono al centro”. Tradotto dal linguaggio dei comunicati: Ubisoft prova a smontare l’idea di extraction shooter tenendone la struttura di base, ma restituendola nel formato open world che ha sempre fatto vendere la serie.

Sul destino di Blackbird, invece, i toni interni sembrano opposti a quelli riservati a Maverick. Guillemot lo ha definito “onestamente impressionante” e lo ha chiamato “Act One” in un’intervista interna, lasciando intendere che se il gioco funzionerà commercialmente arriveranno altri capitoli mainline costruiti sullo stesso impianto. Blackbird avrà anche una componente multiplayer, la stessa cooperativa a due giocatori che la serie porta avanti da tempo.

La ristrutturazione forzata dal flop di Skull and Bones e Star Wars Outlaws è lo stesso contesto che ha portato alla nascita di Vantage, cioè al tentativo di concentrare le risorse sulle tre IP che pesano di più sui ricavi. Cancellare un progetto pluriennale per sostituirlo con uno che le stesse fonti di Henderson collocano a “diversi anni” dal lancio è la logica conseguenza: su Assassin’s Creed, Far Cry e Rainbow Six, Ubisoft non può permettersi un altro passo falso.

Ubisoft non ha confermato né smentito nulla ufficialmente.

Altre testate hanno già ripreso il report di Henderson senza aggiungere conferme indipendenti: restiamo quindi nel campo del leak con una fonte sola, per quanto affidabile. Chi aspettava Far Cry 7 come extraction shooter in Alaska può smettere di farlo. Chi aspetta semplicemente un buon Far Cry dovrà aspettare ancora, e più a lungo di quanto sperasse.

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