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Lo sparatutto a rapine Fairgames riappare dopo tre anni, da un playtest riservato

Tempo di lettura: 3 minuti

Fairgames, gameplay in circolazione per la prima volta dal 2023: due minuti di video presi da una pagina di iscrizione a un playtest riservato, cioè una prova a porte chiuse, comparsa il 10 settembre su Player.gg. Il gioco lì dentro non si chiama Fairgames. Si chiama Project Espresso, e l’annuncio della piattaforma parla di accesso esclusivo a una prova chiusa di uno sparatutto competitivo non annunciato, sviluppato da uno studio grande. Nessun nome.

Tutto il resto punta nella stessa direzione. Tom Henderson di Insider Gaming, che sul progetto ha le fonti migliori del settore, scrive che Project Espresso è il nome interno dello sparatutto di Haven Studios, lo studio canadese di proprietà di Sony.

Cosa mostra il video

Un gioco di rapine a squadre in terza persona, dove due gruppi di giocatori entrano in un posto sorvegliato, cercano il bottino e provano a portarlo fuori prima degli altri. Nel materiale del playtest le fasi hanno tre nomi: si trova il codice del caveau e si raccoglie denaro, si fora il caveau e si litiga per il carico, si porta il carico al punto di estrazione chiamando un mezzo. Chi fallisce l’estrazione cerca un’altra via d’uscita.

È la stessa struttura che Haven aveva descritto all’annuncio, e la stessa che compare nella descrizione ufficiale della prova: squadre in gara per infiltrarsi in luoghi ad alta sicurezza, rubare il carico e uscire prima dei rivali. Chi ha visto il video lo trova identico nello stile al filmato mostrato nel 2023.

Non è nemmeno la prima volta che il gioco viene provato con quel nome in codice. Ad aprile Insider Gaming aveva riferito di una versione preliminare con una modalità chiamata Cargo Heist, costruita sulle stesse tre fasi: entrare, prendere il carico, portarlo via, con la possibilità di guadagnare denaro dentro la partita e di intercettare il bottino della squadra avversaria invece di procurarselo.

Perché si pensa a Sony

Gli indizi sono tre e nessuno è una conferma. Il progetto è in sviluppo per PS5 e PC. Il video di prova, secondo chi l’ha esaminato, è stato registrato su PS5 Pro. E diversi partecipanti hanno raccontato che per entrare serviva un account PlayStation, cosa che un editore terzo non chiederebbe mai. Gamerant non è riuscita a verificare quest’ultimo punto, e segnala che l’11 settembre per iscriversi bastava un account Steam.

La faccenda è anche meno clandestina di quanto sembri, e vale la pena dirlo. Il filmato non è uscito da un archivio rubato: stava sulla pagina pubblica che serviva a reclutare i tester, ed è stato usato per pubblicizzare la prova. Player.gg è una piattaforma legata a Geoff Keighley, il presentatore dei Game Awards, e le prime segnalazioni sono arrivate da chi aveva ricevuto l’invito. Di segreto c’è solo il nome dello studio.

Tre anni di niente, e due persone andate via

Fairgames fu annunciato al PlayStation Showcase del maggio 2023 e da allora Sony non lo ha più mostrato, limitandosi a ripetere che il lavoro andava avanti. Nel frattempo dallo studio se ne sono andati Jade Raymond, che lo aveva fondato e che al tempo di Ubisoft aveva lavorato al primo Assassin’s Creed, e il direttore creativo del progetto.

Insider Gaming ha raccontato più volte che le prove interne tornavano indietro con giudizi pessimi su movimento, classi e intelligenza artificiale degli avversari, e che lo studio faticava a trovare il divertimento nel proprio gioco. I commenti sotto il video di questi giorni vanno nella stessa direzione, e insistono sulla somiglianza con giochi che esistono già.

C’è anche un dettaglio sul nome: nel 2026 Sony ha depositato il marchio Break In, che potrebbe essere il titolo definitivo. Nel materiale del playtest, «Break In» è il nome della prima fase di gioco.

Il contesto è tutto

Questo è il gioco a servizio che PlayStation non ha cancellato. Concord è stato ritirato dal mercato due settimane dopo l’uscita, e altri progetti della stessa famiglia sono stati chiusi prima di vedere la luce. Quel fallimento ha portato l’azienda a stringere i controlli di produzione su tutto quello che aveva in canna, fino a mollare il gioco di Kojima.

Che Fairgames sia arrivato a una prova esterna, dopo tre anni di silenzio e due uscite eccellenti dallo studio, dice che Sony ci sta ancora mettendo dei soldi. Cosa ci veda esattamente, dopo che la sua stessa strategia sui giochi a servizio è stata smontata pezzo per pezzo, è l’unica domanda interessante rimasta.

Al momento restano un video di due minuti, un nome in codice e nessun commento ufficiale. Un annuncio vero, se arriva, arriverà con un altro titolo.

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