Ananta uscirà il 15 gennaio 2027, e NetEase ha già messo una cifra sul suo futuro: almeno sette anni di supporto dopo il lancio. Lo hanno detto i responsabili di publishing e marketing di Naked Rain in un’intervista a Insider Gaming alla gamescom, pubblicata il 4 settembre. Se il piano regge, il gioco riceverà contenuti nuovi fino al 2034.
Nella stessa conversazione lo studio ha quantificato anche il lancio: almeno cento ore di contenuti dal primo giorno, contando la storia principale, l’esplorazione del mondo aperto e le attività secondarie sparse per le città. Da lì in poi entrano in gioco le operazioni continuative, con l’aggiunta regolare di missioni, personaggi e mappe.
Cos’è Ananta
Un gioco di ruolo d’azione gratuito ambientato in una città contemporanea, sviluppato da Naked Rain, studio di Hangzhou che fa capo alla divisione Thunderfire di NetEase. Per anni si è chiamato Project Mugen, e la rete lo ha ribattezzato “il Grand Theft Auto in salsa anime” per la libertà di movimento dentro la città.
La premessa è che si interpreta un influencer: le missioni, le crisi cittadine e gli incontri servono a costruirsi una reputazione, e la reputazione sblocca risorse e vantaggi. Si passa da un personaggio giocabile all’altro, si combatte a mani nude usando come armi gli oggetti che capitano, e ci si sposta in auto, in bicicletta, con lo skateboard o volando fra i palazzi.
La scheda Steam conferma la data del 15 gennaio e mette il gioco su PC, con un client proprio oltre a Steam. Le altre versioni sono PlayStation 5, iOS e Android. Ci sono due città, Nova City e Chongxiao, e l’italiano è previsto nei menu e nei sottotitoli.
La data è arrivata il 25 agosto all’Opening Night Live della gamescom, come ha riepilogato Shacknews, insieme al dato che NetEase ha voluto in prima pagina: oltre 17 milioni di preregistrazioni in più di 110 paesi.
Quanto vale una promessa di sette anni
Vale come dichiarazione di intenzioni, che è già qualcosa, e come indicazione di quanto NetEase abbia investito.
Nessuno però può firmare sette anni di aggiornamenti in anticipo, perché quel calendario dipende da una cosa sola: quante persone continuano a giocare e a spendere.
Il 2026 è stato l’anno che lo ha dimostrato più volte. Ad agosto Riot Games ha annunciato che a dicembre chiuderà lo sviluppo attivo di 2XKO, il picchiaduro gratuito uscito su console a gennaio dello stesso anno. Nel comunicato ripreso da Game Developer l’azienda scrive di non aver visto abbastanza giocatori restare abbastanza a lungo da rendere il gioco sostenibile, e che gestirlo costa sostanzialmente più di quanto incassi. A febbraio dal progetto erano già state licenziate circa 80 persone.
Quando un gioco a servizio si ferma, il conto lo pagano anche i giocatori che ci hanno speso dei soldi. Nel caso di 2XKO Riot ha scelto la strada più generosa: sblocca tutti i personaggi, mette insieme gran parte dei contenuti estetici e rimborsa il denaro speso fino al 20 agosto. È una decisione dell’azienda, non un obbligo, e proprio per questo non si può darla per scontata la volta successiva.
La stessa parola, ritenzione, è quella con cui Rovio ha spiegato la cancellazione di Sonic Blitz e la chiusura del suo studio di Copenaghen. È la misura di quanti giocatori riaprono il gioco dopo un giorno, una settimana, un mese, e per un titolo gratuito è la cifra che decide tutto il resto.
Sul fronte opposto ci sono i casi che riescono: Warframe è ai suoi massimi storici dopo tredici anni, mentre Destiny 2 ha chiuso lo sviluppo. Fra i due esiti non c’è una regola, ci sono i numeri di chi resta.
La cosa da guardare, invece della promessa
La riga più informativa della scheda Steam sta in fondo, sotto la voce contenuti. Ananta dichiara acquisti in-app e acquisti in-app basati sul caso, cioè un sistema in cui si paga per una probabilità e non per un oggetto certo. È la formula che finanzia quasi tutti i giochi di questo tipo, e sarà quella a pagare gli eventuali sette anni.
Su come funzionerà nel dettaglio NetEase non si è ancora esposta, e in rete circolano ricostruzioni contraddittorie su quanto pescherà dal borsellino dei giocatori. Fino a quando l’azienda non pubblicherà le condizioni, quelle ricostruzioni restano ipotesi. Da qui al 15 gennaio ci sono quattro mesi buoni per chiarirlo, e quel documento dirà sulla tenuta del piano molto più di qualsiasi numero di anni.


