Sargon, il protagonista di Prince of Persia: The Lost Crown, primo gioco Ubisoft a fare a meno del launcher Connect su Steam

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Ubisoft elimina il launcher Connect su Steam, parte da Prince of Persia

Tempo di lettura: 3 minuti

Prince of Persia: The Lost Crown butta fuori Ubisoft Connect da Steam

Ubisoft sta testando su Steam un sistema che elimina la necessità di installare il launcher Ubisoft Connect per giocare ai suoi titoli. Il primo a riceverlo è Prince of Persia: The Lost Crown, come riportato da PCGamesN. Il sistema si chiama Ubisoft Connect Services e gestisce salvataggi condivisi fra piattaforme, sfide e ricompense senza un secondo programma in esecuzione.

Chi possiede il gioco su Steam trova in libreria un messaggio che annuncia la modifica, e Ubisoft lo definisce un primo passo verso un avvio più diretto. In pratica l’account Ubisoft va comunque collegato a Steam la prima volta, ma il launcher separato non resta più installato né in esecuzione.

Perché un launcher in più era un problema vero

Per chi non ha seguito la vicenda: un launcher è il programma che un editore interpone fra l’utente e il gioco, di solito per autenticare l’acquisto e gestire i servizi online. Aprendo un titolo Ubisoft da Steam se ne avviavano due in fila, e il secondo doveva raggiungere i server dell’azienda perché il gioco partisse.

La conseguenza non è teorica. A luglio, quando Ubisoft Connect è andato giù, Assassin’s Creed Black Flag Resynced smise di avviarsi su PC anche per chi selezionava la modalità non in linea: il client cercava di riautenticare, non trovava nessuno e si chiudeva. Sulle console, nessun problema. Lo stesso era capitato a The Lost Crown all’inizio del 2025, con i giocatori bloccati fuori da un gioco per giocatore singolo che avevano regolarmente comprato.

Le discussioni sulla pagina Steam del gioco sono lì da due anni e dicono tutte la stessa cosa: gente che rinuncia all’acquisto finché il launcher resta obbligatorio. È il motivo per cui questa modifica non somiglia a un regalo: somiglia alla rimozione di un ostacolo che l’azienda si era messa da sola.

Un gioco che Ubisoft aveva già lasciato andare

C’è un dettaglio che rende la scelta del titolo di prova quasi ironico. Prince of Persia: The Lost Crown, metroidvania di Ubisoft Montpellier, cioè un gioco d’azione a due dimensioni in cui la mappa si apre man mano che si trovano nuove abilità, uscito il 18 gennaio 2024, è stato accolto benissimo dalla critica e ha raccolto circa l’84% di recensioni positive su Steam. Non ha però venduto quanto l’azienda si aspettava, e dieci mesi dopo l’uscita la squadra che lo aveva fatto è stata smantellata e il seguito cancellato.

Fra le ragioni di quelle vendite deludenti, indicata all’epoca da più parti dentro e fuori l’azienda, c’era proprio la distribuzione. Il gioco uscì su Ubisoft Connect ed Epic Games Store saltando Steam, e arrivò sul negozio di Valve solo l’8 agosto 2024, quasi sette mesi dopo. Il primo gioco a liberarsi del launcher è quindi un gioco che il launcher, insieme alla scelta di ignorare Steam, aveva contribuito ad affossare.

Cosa cambia per gli altri giochi

Ubisoft dichiara l’intenzione di estendere il sistema, e i candidati naturali sono i titoli che la gente apre ogni giorno: Rainbow Six Siege, The Division 2, la serie Assassin’s Creed. Non ci sono però né un calendario né un elenco: per ora esiste un test su un gioco solo.

Vale la pena distinguere due cose che si somigliano ma non sono uguali. Togliere il launcher riduce i programmi in esecuzione e un punto di rottura, e questo è un guadagno concreto per chi gioca. Non toglie però il collegamento obbligatorio all’account, e non dice niente sugli altri sistemi di protezione che quei giochi montano: su Black Flag Resynced ce n’erano tre impilati, e Connect era solo il primo. Un gioco che richiede comunque di autenticarsi resta un gioco che può smettere di partire quando il server dall’altra parte non risponde.

La direzione del mercato, comunque, è quella. Electronic Arts è tornata a vendere su Steam accettando che il proprio account resti facoltativo, e la concorrenza su quanto sia scomodo avviare un gioco è diventata un argomento di vendita. Ubisoft arriva dopo, con un test su un titolo la cui squadra non esiste più, e la misura di quanto ci creda la darà il giorno in cui toccherà a Rainbow Six Siege. Fino ad allora è un annuncio su un gioco che l’azienda stessa aveva smesso di sostenere.

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