Ogni tanto un extraction shooter decide di azzerarti tutto, l’inventario, i progressi, le ore investite, e chiama la cosa “wipe stagionale” come se fosse un regalo. Io, cresciuta a pane e save state su cartucce che non si cancellavano mai da sole, non ho mai fatto pace con l’idea di un salvataggio che qualcun altro può resettare al posto tuo.
HUNGER, l’extraction RPG in arrivo su Steam nel corso del 2026 (data ancora non annunciata), ha deciso di fare l’esatto contrario: nessun wipe forzato, mai. A svilupparlo e pubblicarlo è Good Fun Corporation, nome nuovo di una squadra tutt’altro che nuova: è lo studio, ex Black Matter, che ha creato Hell Let Loose prima di venderlo a Team17. L’ambientazione stavolta è un’Europa napoleonica devastata da un Batterio sconosciuto che ha trasformato il continente in quello che il gioco chiama, senza troppi giri di parole, il Mondo Dopo la Fine.

Un salvataggio che nessuno vuole cancellare
Il combattimento, recita la pagina Steam, mescola fucili e pistole a mortai a mano sperimentali che lanciano granate di vetro, per poi passare ad ascia o mazza quando le munizioni finiscono o il nemico è troppo vicino per ricaricare. Il resto è puro scaffolding da RPG persistente: livelli da 1 a 100, oltre cento talenti tra i tre alberi di abilità, professioni di crafting e raccolta, un mercato gestito dai giocatori, tutto ancorato al Chateau, l’hub multiplayer dove si commerciano risorse, si accettano missioni e ci si confronta con gli altri sopravvissuti, i “Living”. Al lancio in Early Access sono previste tre mappe grandi e oltre trenta armi, con altre annunciate in arrivo.

Il director Max Rea, in un hands-on per GamesRadar, ha descritto il riferimento più immediato come “Arc Raiders, mescolato a un po’ di Dark and Darker e Tarkov”, ma con l’ambizione dichiarata di un’accessibilità da RPG generalista, più Skyrim che simulatore punitivo. Altri, secondo GameRant, ci vedono più che altro l’estetica di Bloodborne innestata sull’ossatura di Arc Raiders. Dopo anni passati a ricostruire con maniacale precisione storica la Normandia del 1944, il team si concede finalmente il lusso di inventare di sana pianta un’epidemia e un continente immaginario.
Un genere costruito per decenni sulla paura di perdere tutto, ora prova a reggersi senza quella paura: è un esperimento rischioso, ma se il progetto punta sul piacere di costruire qualcosa che nessuno può cancellarti, è già una scommessa più interessante della centesima mappa innevata con lo stesso inventario che si resetta ogni tre mesi.


