Il mercato ha passato una settimana a Colonia a mostrare cose nuove, e le wishlist gamescom 2026, cioè le liste dei desideri di Steam con cui si misura l’attesa, hanno premiato un contenuto aggiuntivo per un gioco di ruolo uscito nel 2015. Non è nemmeno andata di misura: la distanza fra il primo e il secondo è di settantaduemila liste dei desideri. Il pubblico, quando può scegliere, sceglie una cosa che conosce.
I numeri arrivano da Alinea Analytics, società di analisi di mercato che stima l’andamento delle pagine Steam, e li ha pubblicati il 1 settembre il suo responsabile Rhys Elliott nella newsletter della società. La finestra misurata va dal 23 al 30 agosto, quindi parte due giorni prima dell’Opening Night Live e arriva alla chiusura della fiera. In cima c’è The Witcher 3: Wild Hunt – Songs of the Past, la terza espansione del gioco di CD Projekt Red, con 451.000 nuove wishlist.
Al secondo posto, e primo fra i giochi veri e propri, c’è Warlock: Dungeons & Dragons di Invoke Studios con 379.000. A Colonia lo hanno mostrato con quasi dieci minuti di gioco e con Maggie Robertson nel ruolo di Tasha. Terzo Ananta, l’open world anime gratuito in arrivo a gennaio 2027, con 302.000. Dietro di loro, in ordine: LEGO Skylines a 273.000, il remake di Heroes of Might and Magic III a 189.000, Wardogs a 146.000, Afterworld a 121.000, Metro 2039 a 110.000 e The Blood of Dawnwalker a 108.000.
Due classifiche dello stesso evento, e nessuna delle due sbaglia
Qui succede la cosa che rende la storia interessante per chiunque legga classifiche senza chiedersi come sono fatte. GameDiscoverCo, la società di Simon Carless che misura le stesse cose con un metodo diverso, ha pubblicato la sua tabella post fiera e Songs of the Past non c’è. Non perché il dato sia sbagliato, ma perché quel conteggio esclude per costruzione le espansioni e i contenuti aggiuntivi: la classifica parte dal secondo posto di Alinea, e in testa mette Warlock con 375.000, un numero praticamente identico all’altra stima. Il confronto lo ha ricostruito WCCFtech.
Carless misura anche un’altra cosa, e vale più di tutto il resto per capire quanto pesi ancora la vetrina di Geoff Keighley. Contando i sette giorni successivi a ciascuno showcase, l’Opening Night Live ha generato oltre cinque volte l’aumento mediano di qualunque altro evento della stagione. La fiera nel suo complesso ha chiuso con 368.000 visitatori, il tre per cento in più dell’anno prima, e con più di 78 milioni di visualizzazioni online per la serata di apertura.
Prima che qualcuno cominci a calcolare quante copie venderà l’espansione, una precisazione che Elliott mette in cima al suo stesso pezzo: le liste dei desideri non sono un indicatore di vendite. Sono segnalibri, non carrelli. Servono a misurare quanta gente ha visto una cosa e ha deciso che gli interessa, il che è esattamente quello che una fiera dovrebbe produrre, ed è tutto. Sul totale assoluto, del resto, nessuno di questi numeri sposta la classifica generale del 2026: i quattro titoli in testa stanno tutti sopra il milione di liste.
Perché ha vinto un’espansione di undici anni fa
La risposta noiosa è che The Witcher 3 ha una base installata enorme e che a queste persone CD Projekt Red non ha chiesto un euro. Il 29 settembre arriva il rimasterizzato in 4K, gratuito per chi possiede già il gioco base, con Hearts of Stone e Blood and Wine inclusi. Songs of the Past è la prima storia nuova per quel gioco dal 2016 ed esce nel 2027. Porta Geralt a Letten, una regione della Redania settentrionale costruita apposta, e il filo narrativo ruota attorno alla sparizione di Ranuncolo. La sviluppa Fool’s Theory insieme allo studio polacco. Sulla scheda Steam la pagina dell’espansione è già aperta, senza prezzo né data precisa.
La risposta meno noiosa è che a Colonia, fra un rinvio al 2027 e l’altro, l’unica cosa che il pubblico poteva prenotare con la certezza che uscirà e sarà buona era un pezzo di un gioco che ha già dimostrato di funzionare. L’espansione ha anche vinto tre premi ufficiali della fiera, il che nel nostro conteggio delle prove non vale niente ma nel comunicato di CD Projekt varrà parecchio, come riporta GamingBolt.
Va detta anche la parte scomoda per l’entusiasmo generale: un settore in cui l’annuncio più desiderato dell’anno è un contenuto aggiuntivo per un gioco del 2015 non è un settore in gran forma creativa. È un settore in cui il pubblico si fida di pochissime cose e paga per quelle. Chi ha commentato il dato lo ha fatto quasi sempre esprimendo sorpresa. Vuol dire che non se lo aspettava nessuno.
451.000 segnalibri per un’espansione non sono un miracolo di marketing: sono la fiducia che CD Projekt Red ha accumulato regalando aggiornamenti da undici anni. Se nel 2027 Songs of the Past uscirà a pezzi, quella riserva l’avranno spesa tutta qui.


