Il mercato dei giochi “cozy”, quelli rilassanti con la tazza fumante in copertina, ha un problema che nessuno ammette, e Dressmaker ci è finito dritto contro: sono quasi tutti lo stesso gioco. Coltivi, vendi, decori la casetta, ripeti fino a quando l’ansia non passa o finisce il backlog, e di solito finisce prima l’ansia. Dressmaker è arrivato su Steam il 21 settembre con un’idea che, su carta, sembrava troppo di nicchia per funzionare: fare vestiti. Non scegliere un vestito da un menu. Farlo, dal cartamodello all’ultimo bottone.
Lo sviluppa Cozy Lives, una costola dello studio sudafricano Free Lives, che lo pubblica. È lo stesso gruppo di Broforce, lo sparatutto a scorrimento fatto di esplosioni, e dello strategico ecologico Terra Nil. Nel primo si distrugge tutto, nel secondo si fanno rifiorire terreni morti: Dressmaker sta più vicino al secondo, con meno ruspe e più pizzo.
Il gioco costa 15,47 euro, 13,92 con lo sconto di lancio del 10% che dura fino al 28 settembre, ed è disponibile per Windows e Mac. Le lingue sono inglese, cinese semplificato e giapponese: l’italiano non c’è, anche se la scheda Steam è tradotta.
Drittofilo, sbieco e l’ansia della forbice
Il ciclo è quello di una sartoria vera, come lo descrive la scheda del gioco. Una cliente entra con una richiesta per un evento preciso, tu prendi le misure, disegni il modello, compri il tessuto (cotone, lino, lana, seta, velluto) e disponi i pezzi del cartamodello sulla stoffa. Il modo in cui li metti, allineati al drittofilo o tagliati di sbieco, decide come cade il vestito finito. Poi si cuce a macchina, si aggiungono bottoni, fiocchi, applicazioni e pizzi, e si consegna. Puoi accontentare la cliente, oppure sabotarla, e la storia prende un’altra strada. C’è anche una vetrina per vendere abiti già pronti, e c’è un gatto da accarezzare, perché un gioco rilassante senza gatto nel 2026 viene respinto alla certificazione (è una battuta, ma dovrebbe essere una regola).
Secondo Pixelkin, la campagna di commissioni supera le 35 ore, e il gioco è concentrato sulla sartoria più che sulla gestione del negozio. Chi cerca un gestionale con fatture e fornitori resterà deluso: qui il sistema è il vestito, e l’interfaccia è un tavolo da taglio. È una scelta di interfaccia rara, perché trasforma in gioco il passaggio più noioso e più rischioso del mestiere, quello in cui una forbiciata sbagliata ti costa il tessuto.
Questo è il trailer di lancio pubblicato da Cozy Lives:
Numeri che nessuno si aspettava
Dressmaker è nato come prototipo: Free Lives lo aveva costruito in circa tre settimane e pubblicato gratis su itch.io, con Jonathan Hau-Yoon, Sabrina Becker, Ruan Rothmann e Sara Laubscher nei crediti. L’idea è di Hau-Yoon, che si è ispirato al lavoro di Becker, esperta di sartoria, secondo Pixeltwelve. Prima dell’uscita il gioco aveva oltre 400.000 giocatori con il titolo nella lista dei desideri, e poche ore dopo il lancio contava più di 6.000 giocatori, secondo Pixelkin.
Il giorno dopo, il 22 settembre, era al nono posto della classifica mondiale dei più venduti su Steam, davanti a Diablo 4 e a Control Resonant, ha scritto GamesRadar. La scheda Steam, il 23 settembre, conta 1.233 recensioni con il 96% di positive. La cosa più interessante però è un’altra: nel messaggio ai giocatori del giorno dopo il lancio, gli sviluppatori hanno scritto di aver già recuperato tutti i costi di sviluppo. Il budget non è pubblico e nemmeno le vendite, quindi il dato va preso come dichiarazione dello studio. Ma è il modo corretto di misurare un successo, altro che premi e cartelloni: un gioco che ripaga chi l’ha fatto in ventiquattro ore.
Nell’anno in cui mezza industria licenzia per far quadrare i margini, uno studio sudafricano che vende un gioco di cucito a quindici euro ha fatto i conti meglio di parecchi editori quotati in borsa. Non che la cosa sposti gli equilibri del mercato, ma fa bene vederlo scritto.
Cosa manca, e cosa arriverà
La parte gestionale è ridotta all’osso, e dopo molte ore di commissioni il rischio di ripetitività è concreto: è il prezzo di un gioco che ha scelto di fare una cosa sola. Lo studio lavora a versioni per Switch e per dispositivi mobili, senza date, e ha promesso un aggiornamento con una modalità sfida online in cui i giocatori votano i vestiti degli altri. Chi ha apprezzato la cura grafica di questi indie troverà qui la stessa ossessione per il dettaglio, applicata a un orlo invece che a un paesaggio.
Il verdetto: Dressmaker ha capito che il comfort sta nel fare una cosa sola, bene e con le mani. Se la modalità online non diventa la solita gara di vestiti copiati, avremo un gioco rilassante che insegna qualcosa invece di far passare il tempo.


