I classici EA sono tornati in vendita. Venticinque giochi del catalogo storico di Electronic Arts sono comparsi su Steam, su GOG e sull’applicazione dell’azienda. Ci sono quasi tutta la serie Wing Commander, i nove capitoli di Ultima con i due Ultima Underworld, Crusader: No Remorse e No Regret, Strike Commander, Road Rash e Theme Hospital.
Sette sono riedizioni vere, con migliorie di comodità e filmati rifatti a risoluzione più alta a partire dai nastri master. Sono Road Rash, i primi quattro Wing Commander, Wing Commander Prophecy e Privateer 2: The Darkening, e portano in etichetta l’anniversario: trentacinque anni per i due capitoli iniziali della serie spaziale, trenta per gli altri. Gli altri diciotto sono conversioni fedeli degli originali, come elenca EA nel proprio annuncio.
Per chi non c’era, è un campionario di generi che nel 2026 non esistono quasi più in quella forma: Wing Commander è il simulatore di combattimento spaziale con i filmati recitati da attori veri, Crusader uno sparatutto isometrico, Strike Commander un simulatore di volo militare, Road Rash una serie di corse in moto in cui ci si prende a bastonate, Theme Hospital il gestionale che ha insegnato a mezza Europa a costruire corsie.
Da dove vengono questi giochi
L’origine dell’operazione è il tipo di storia che di solito non esce dalle aziende. Jim Vessella, produttore di Electronic Arts, cercava un posto dove mettere i nastri Betacam usati per la Command & Conquer Remastered Collection. Un addetto alle strutture gli ha detto che in un altro edificio c’era una stanza con materiale simile. Quella stanza era piena di nastri, bobine di pellicola e CD.
Nell’intervista a The Game Business, che parla di ventimila nastri, il produttore racconta di aver pensato a Indiana Jones nel momento in cui ha aperto la porta, e di aver convinto i dirigenti che recuperare quel materiale valeva il lavoro necessario. È lo stesso archivio da cui erano uscite le seicento bobine di Wing Commander 3, di cui avevamo scritto il 12 ottobre: allora sembrava un recupero isolato, un mese dopo è diventato un catalogo.
Quanto costano
I prezzi sono bassi e, fino al 19 novembre, scontati della metà. Theme Hospital è uscito su Steam il 5 novembre e costa 2,49 euro invece di 4,99, con i testi in italiano. Ultima VII: The Complete Edition, che mette insieme The Black Gate e Serpent Isle, sta allo stesso prezzo ma solo in inglese. L’offerta introduttiva vale su tutta la raccolta e si chiude il 19 novembre, quando i titoli più cari saliranno.
Sulla lingua conviene controllare scheda per scheda prima di comprare. Le conversioni fedeli riportano i file originali, e negli anni Ottanta e Novanta la traduzione italiana spesso non c’era: chi vuole giocarsi la serie Ultima dall’inizio deve mettere in conto quarant’anni di inglese, oltre a interfacce che nessuno ha ammorbidito.
Il dettaglio che l’azienda non mette nel comunicato
Theme Hospital è un gioco di Bullfrog Productions, lo studio di Peter Molyneux che Electronic Arts comprò nel 1995 e chiuse nel 2001. Ultima è di Origin Systems, comprata nel 1992 e chiusa nel 2004. Le due serie che reggono questa raccolta vengono da studi che l’azienda che le rivende ha smontato.
Lo stesso elenco un lettore lo ha scritto a mano su sette lapidi di cartone davanti a un ufficio dell’azienda, in un memoriale comparso il 2 novembre, cinque giorni prima di questa riedizione. Il primo nome sulla lista era Bullfrog.
Cosa vale per chi conserva i giochi
Venticinque giochi fuori commercio tornano acquistabili e girano su Windows attuali, sette con i filmati migliori di quelli dell’epoca. Chi li cercava doveva passare da copie di dubbia provenienza o da emulatori, con tutto quello che comporta in termini di legalità e di tempo.
Di quei ventimila nastri EA non ha detto quanti arriveranno in vendita e quanti restano in magazzino. Rock Paper Shotgun fa anche notare che la buona notizia per la conservazione arriva mentre i nuovi proprietari dell’azienda, un fondo sovrano e una società di investimenti, guardano ad altri pezzi del settore. Ventimila nastri sono un numero grande. Venticinque giochi no.

















