EA Sports ha confermato che un nuovo Fight Night è in sviluppo. L’annuncio è arrivato il 20 ottobre da un account X creato per l’occasione, @EASPORTSFN, con un messaggio di una riga: a tutti quelli che sono rimasti nel nostro angolo, Fight Night sta tornando. Il post accompagna un’immagine con un paio di guantoni appesi sopra un ring vuoto e ha superato i quattro milioni di visualizzazioni nelle prime ore. Nessuna data, nessuna piattaforma, nessuno studio di sviluppo indicato.
Quindici anni dall’ultimo capitolo
Il quinto e ultimo capitolo è Fight Night Champion, uscito nel 2011. Era anche l’unico della linea con una classificazione per adulti, per via di una modalità storia che raccontava un pugile dentro e fuori dal carcere. Tutti e cinque i capitoli avevano raccolto medie di stampa su Metacritic negli ottanta alti, un andamento raro per una serie sportiva annuale e ancora più raro per una disciplina di nicchia nel mercato dei videogiochi.
Dopo Champion l’attenzione dell’editore si è spostata sulle arti marziali miste, con cinque edizioni di EA Sports UFC, sigla dell’organizzazione statunitense che governa quella disciplina, pubblicate fra il 2014 e il 2026. La ragione dello spostamento, come ricostruisce Video Games Chronicle, è di natura contrattuale. Ottenere i diritti sull’immagine dei pugili più noti richiede una negoziazione separata con ciascun atleta e con il suo entourage, a cifre cresciute negli anni. Con l’organizzazione delle arti marziali miste si chiude invece un accordo unico, che copre l’intero elenco dei lottatori sotto contratto.
Il contesto in cui arriva l’annuncio
Il ritorno della serie viene comunicato a poche settimane dal completamento della cessione di Electronic Arts al Public Investment Fund dell’Arabia Saudita, il fondo sovrano del Paese. Nello stesso periodo l’Arabia Saudita è diventata la principale piazza mondiale per gli incontri di pugilato di primo livello, con una serie di eventi costruiti attorno ai titoli mondiali dei pesi massimi. Attraverso le proprie partecipazioni controlla anche la promozione Zuffa, gestita insieme a Dana White.
La sovrapposizione fra il nuovo proprietario dell’editore e chi organizza gli incontri riguarda proprio il nodo che aveva fermato la serie: le licenze. Un soggetto che ha rapporti diretti con i promotori e con gli atleti parte da una posizione diversa da quella di un editore che deve trattare da fuori. Nulla di questo è stato dichiarato da EA Sports, che sull’annuncio non ha aggiunto una parola oltre al messaggio pubblicato.
Sul piano dei numeri la cessione è l’operazione più grande mai vista nel settore. Nel terzo trimestre del 2026 le fusioni e acquisizioni nei videogiochi hanno totalizzato 57,8 miliardi di dollari, e 55 di quei miliardi sono il solo passaggio di Electronic Arts. Il percorso dell’accordo era partito a settembre con il coinvolgimento di Savvy Games Group, la società di videogiochi controllata dallo stesso fondo. Una serie ferma da quindici anni che riparte poche settimane dopo la chiusura di un’operazione di quelle dimensioni è un segnale su come verrà gestito il catalogo, più che su un singolo gioco.
Le richieste arrivate da fuori
Fra chi chiedeva il ritorno della serie c’era anche il mondo del pugilato. Tyson Fury e Anthony Joshua, due dei pesi massimi più noti dell’ultimo decennio, erano già comparsi come lottatori aggiuntivi nelle edizioni di EA Sports UFC, un segnale di quanto il pubblico della boxe fosse considerato interessante. Eddie Hearn, promotore di Fury, aveva dichiarato in una diretta nel 2020 di avere presentato all’editore una propria proposta per un gioco di pugilato, sostenendo che ogni volta che nominava la serie sui social la reazione era fuori scala.
Sul fronte opposto, la lunga assenza ha lasciato spazio a produzioni indipendenti e a simulazioni dal budget contenuto, nessuna delle quali è riuscita a occupare il posto lasciato libero. Il pugilato è una disciplina difficile da tradurre in gioco, perché l’incontro si decide su distanza, tempi e consumo fisico più che sulla varietà delle azioni. Le soluzioni trovate dalla serie di EA Sports fra il 2004 e il 2011 restano il riferimento tecnico del genere.
Il sistema di controllo arrivato con il primo capitolo, nell’aprile 2004 su PlayStation 2 e Xbox, è la parte che viene citata più spesso. Si chiamava Total Punch Control e spostava i pugni dai tasti frontali alla levetta analogica destra: la direzione del movimento decideva il tipo di colpo, fra diretti, ganci e montanti, e la precisione del gesto incideva sulla traiettoria. Era una scelta che rendeva il gioco lento da imparare e difficile da tradurre in una mappatura a pulsanti.
La discussione fra i giocatori sul ritorno della serie è in buona parte una discussione su quel sistema. Nei capitoli successivi venne affiancato da uno schema a tasti per chi lo preferiva, senza sparire. La serie aveva raccolto il testimone da Knockout Kings, la precedente linea di pugilato dello stesso editore.
Cosa non si sa
Non si sa quale studio stia lavorando al gioco, e la domanda non è secondaria: la struttura canadese dell’editore che aveva firmato i capitoli originali è la stessa che da allora ha sviluppato la linea delle arti marziali miste. Non si sa su quali piattaforme uscirà, né in quale anno fiscale sia collocato. Non si sa se il gioco avrà le licenze dei pugili in attività, che era il punto di rottura della serie, né se adotterà un elenco misto fra atleti storici e contemporanei. Sul sito dell’editore esiste una pagina dedicata alla serie che non contiene informazioni sul nuovo capitolo, e Gematsu e Inven Global confermano che l’immagine dell’annuncio non contiene riferimenti utili a datare l’uscita.


