Un remaster di Black and White sarebbe in lavorazione, e a dirlo è Peter Molyneux, che però non lo sta facendo e non ha i diritti per farlo. La frase arriva da un’intervista a PC Gamer in cui il progettista spiega anche perché un terzo capitolo non è mai stato prodotto: il genere interessa a pochi editori e i diritti sono divisi fra due aziende diverse.
Le parole esatte, e dove sono state dette
L’intervista l’ha fatta Robert Jones a Guildford ed è uscita il 16 ottobre. Alla domanda se ci sia qualcosa di nuovo in arrivo sulla serie, Molyneux risponde: “Penso che ci siano persone al lavoro su un remaster di Black and White. Ma non sarebbe appropriato che io ne parlassi”, scrive PC Gamer.
Il verbo scelto è “penso”. Lo studio di Molyneux, 22cans, non possiede più il marchio, e lui non lavora né per Electronic Arts né per Microsoft, cioè per chi quei diritti li ha. Quello che resta è una voce riferita da una persona che il settore lo frequenta, come ha notato anche Rock Paper Shotgun.
Il primo ostacolo è tecnico
Black and White uscì nel 2001 e per funzionare richiese sistemi costruiti da zero, perché all’epoca non esisteva middleware, cioè componenti già pronti da comprare e montare dentro un gioco. Il problema più grosso era la telecamera. In quasi tutti i giochi si ottimizza sapendo che il giocatore sta in un punto preciso, il che permette di smettere di calcolare tutto il resto del mondo, mentre qui si poteva guardare ovunque e zoomare a piacere in qualsiasi momento.
“Perché ci sono voluti 27 anni per farlo? È un titolo difficile, difficile, impegnativo da sviluppare”, dice Molyneux, che si trova davanti lo stesso problema anche sul gioco a cui lavora adesso. La storia tecnica della serie, con le sue tre creature allevabili e il sistema morale, è ricostruita su Wikipedia.
Il secondo ostacolo sono i diritti, divisi in due
“Quel genere, quella fetta di torta, si assottiglia di continuo”, dice Molyneux. “Quindi convincere un grande sviluppatore come EA, che ha i diritti su Black and White 3, e Microsoft, che ha i diritti su Black and White 4, a dire va bene, rinunciamo a uno di questi giochi da fetta grande e ne facciamo quattro da fetta piccola, è molto difficile.”
Tradotto: il terzo e il quarto capitolo non stanno nelle mani della stessa società, e nessuna delle due ha bisogno di un gioco di divinità per far quadrare i conti. L’ultima uscita della serie è l’espansione Black and White 2: Battle of the Gods, che ha vent’anni. Un remaster costa una frazione di un capitolo nuovo, ed è l’unica operazione che in quelle condizioni può avere senso per chi i diritti li possiede.
Molyneux e il gioco a cui lavora
Il progettista sta finendo Masters of Albion, in accesso anticipato su Steam a 25,49 euro, che ha presentato come il suo ultimo gioco e come il ritorno al genere di cui è considerato il fondatore. A inizio ottobre il gioco ha ricevuto l’aggiornamento New Beginnings, e pochi giorni dopo lo stesso Molyneux se la prendeva con Steam per l’eccesso di titoli in vetrina.
Sul suo rapporto con gli annunci esiste una letteratura intera: è l’autore che negli anni ha descritto giochi più grandi di quelli poi usciti, al punto che per anni è circolata una parodia dedicata. Qui però non sta promettendo niente di suo, sta riferendo di avere sentito qualcosa su un gioco che non gli appartiene. La differenza conta, perché sposta l’onere della verifica su Electronic Arts e Microsoft, che non hanno commentato.
Nello stesso giro di domande sulla serie, PC Gamer scrive che Black and White è in cima alla lista dei remaster più richiesti sul Dreamlist del negozio GOG, la bacheca dove gli utenti votano i giochi che vorrebbero rivedere in vendita.
Cosa non si sa
Non si sa chi starebbe lavorando al remaster, né se riguardi il primo gioco o il secondo. Non si sa a quale delle due società risponderebbe il progetto, visto che i diritti sui due capitoli successivi sono separati. Electronic Arts e Microsoft non hanno commentato, non esiste una pagina del negozio, non esiste una data. E resta aperto il punto da cui parte tutto: Molyneux dichiara un’impressione personale, senza indicare una fonte.


