I prezzi della RAM continueranno a salire per tutto il 2027 e anche nel 2028, e la scarsità sarà più forte di quella del 2026. Lo ha detto Sanjay Mehrotra, amministratore delegato di Micron, nella conferenza con gli investitori del 30 settembre 2026, quella in cui l’azienda ha chiuso il proprio anno fiscale con un trimestre da record. La frase che conta più di tutte è un’altra: Micron dice di non avere idea di quando domanda e offerta torneranno in equilibrio.
Cosa ha detto Micron
Mehrotra ha spiegato che le condizioni di offerta e domanda per memorie e archiviazione saranno molto più tese nel 2027 e nel 2028 di quanto non lo siano state nel 2026. Non è un aggiustamento da poco: a giugno la stessa azienda prevedeva un miglioramento graduale proprio a partire dal 2028, e adesso sposta in avanti l’orizzonte senza indicarne uno nuovo.
Il dato più concreto riguarda il magazzino che ancora non esiste. Oltre il 75 per cento della produzione del 2027 è già impegnato con i clienti, e secondo quanto riferito da Mehrotra le trattative in corso riguardano ormai il 2028. Buona parte della memoria ad alta banda del prossimo anno, quella che finisce dentro i processori per l’intelligenza artificiale, è già venduta, e a prezzi che lui stesso definisce molto più alti di quelli di quest’anno.
I numeri del trimestre
I conti spiegano perché nessuno in quell’azienda abbia fretta di risolvere la scarsità. Il trimestre si è chiuso con 54,23 miliardi di dollari di ricavi e un utile netto di 37,7 miliardi, mentre la sola divisione DRAM ha fatto 39,8 miliardi, più del triplo rispetto allo stesso periodo dell’anno prima. Sono gli stessi conti di cui abbiamo scritto il 1 ottobre, letti però dal lato della previsione invece che da quello del bilancio.
Sul fronte dei prezzi al cliente, nell’ultimo trimestre la DRAM è salita di una percentuale a metà fra il quindici e il venti per cento, mentre la memoria flash NAND, quella degli SSD, è aumentata di circa il trenta. Micron ha annunciato 25 miliardi di dollari di investimenti nella prima metà del nuovo anno fiscale, ma i nuovi impianti non entrano in funzione prima della fine del 2028, e i dirigenti stessi avvertono che non risolveranno niente a breve.
Perché riguarda chi gioca
Memoria vuol dire schede video, console, portatili da gioco e computer assemblati, e la catena è corta. Il suo costo si sposta sul prezzo finale senza passaggi intermedi. VGChartz nota che nell’ultimo anno hanno già ritoccato i listini tutti e tre i produttori di console, e che Valve ha alzato il prezzo dello Steam Deck mentre la sua Steam Machine viene venduta sopra i mille dollari.
È lo stesso meccanismo che a luglio aveva prodotto il peggior mese per le console dal 2020: quando il componente costa di più, il prezzo sale, e quando il prezzo sale la gente compra meno. La differenza rispetto a un anno fa è che adesso c’è una previsione aziendale che copre due esercizi, non una stima di analisti.
Da dove arriva la domanda
Non sono i giocatori ad aver svuotato gli scaffali. La spinta viene dai data center per l’intelligenza artificiale, che assorbono memoria ad alta banda in quantità che crescono più in fretta della DRAM ordinaria. Samsung ha indicato che nel 2027 quel tipo di memoria occuperà quasi il 30 per cento della capacità produttiva del settore, contro il 20 di quest’anno.
Tradotto in termini pratici, ogni fetta di capacità che va alla memoria per l’intelligenza artificiale è una fetta che non va a quella dei computer e delle console. È un travaso, non una crescita della torta, e spiega perché la concorrenza sui chip cinesi, di cui abbiamo scritto a settembre, non abbia spostato i prezzi: quei volumi restano piccoli rispetto a quanto chiede il settore dell’intelligenza artificiale.
Cosa non si sa
Micron non ha indicato una data per il ritorno all’equilibrio e non ha quantificato di quanto saliranno i prezzi al consumo nel 2027. Non è stato detto quali categorie di prodotto verranno servite per prime fra quelle rimaste fuori dal 75 per cento già impegnato, e nessun produttore di console o di schede video ha annunciato nuovi aumenti collegati a questa previsione. Il prossimo appuntamento utile è la trimestrale successiva, dove si vedrà se la percentuale di produzione 2027 già venduta è salita ancora.


