I ricavi Micron del trimestre chiuso il 3 settembre 2026 sono stati di 54,23 miliardi di dollari, contro 11,32 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso: quasi cinque volte tanto. Micron, il produttore statunitense di memorie che fornisce anche le RAM per PC e telefoni, lo ha scritto il 30 settembre nel comunicato sui conti depositato alla Securities and Exchange Commission, l’autorità statunitense di vigilanza sulla Borsa. L’utile netto del trimestre è stato di 37,70 miliardi e per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 la società prevede ricavi per 61,5 miliardi, con un margine di errore di 1,5 miliardi.
I numeri del trimestre e dell’anno
Nell’anno fiscale 2026, chiuso il 3 settembre, Micron ha incassato 133,19 miliardi di dollari, contro 37,38 miliardi dell’anno precedente, e ha chiuso con un utile netto di 84,97 miliardi, contro 8,54. Il margine lordo del quarto trimestre, cioè la quota di ricavi che resta dopo i costi di produzione, è stato dell’86,8 per cento, mentre un anno prima era del 44,7 per cento. Il flusso di cassa operativo del trimestre è stato di 43,97 miliardi, contro 5,73 miliardi dell’anno prima, e la società chiude l’anno con 73,48 miliardi di liquidità e investimenti finanziari.
Gli investimenti in impianti e macchinari sono stati di 10,77 miliardi nel trimestre e di 27,37 miliardi nell’anno. Il consiglio di amministrazione ha deciso un dividendo di 0,15 dollari per azione, da pagare il 29 ottobre. L’amministratore delegato Sanjay Mehrotra dice che il 2026 è stato un anno record e che ci si aspetta un 2027 ancora più forte, e attribuisce la crescita all’intelligenza artificiale, che il comunicato chiama “Super Intelligence”. Insider Gaming aggiunge che le vendite di Micron crescevano già di circa il 37 per cento l’anno nell’ultimo quinquennio e del 130 per cento nei due anni più recenti.
Da dove arrivano i ricavi
Il comunicato divide l’attività in quattro unità. L’unità Core Data Center, quella dei server dei data center, ha incassato 18,00 miliardi nel trimestre, contro 1,58 miliardi di un anno prima, con un margine lordo del 90 per cento. L’unità Cloud Memory ne ha incassati 16,28. L’unità Mobile e Client è arrivata a 13,11 miliardi, contro 3,76 un anno prima, con un margine lordo del 90 per cento. Automotive ed Embedded, per auto e dispositivi integrati, ha fatto 6,82 miliardi.
Un altro dato del bilancio riguarda i clienti: nell’anno Micron ha incassato 12,75 miliardi come depositi dei clienti legati a contratti, e a fine anno le passività verso i clienti per contratti non correnti sono salite a 12,90 miliardi, da 0,57 miliardi di maggio. Secondo Mehrotra, gli Strategic Customer Agreements, i contratti con i clienti strategici, danno più fiducia sulla durata dei risultati. Il testo non pubblica le condizioni di quei contratti.
Cosa c’entrano i giochi
Il legame con il settore è il prezzo delle memorie. Insider Gaming ha riportato che Lenovo, durante una presentazione, ha detto che i prezzi della DRAM, la memoria di lavoro dei computer, difficilmente torneranno ai livelli di prima, anche se precisa che l’uso della parola mai sarebbe stato esagerato nel resoconto tedesco di ComputerBase. Il resoconto parla di un nuovo livello di prezzi possibile dal 2030, molto più alto di quelli del 2024 e del 2025 e già calcolato con l’arrivo di nuova capacità produttiva dal 2028.
La stessa testata, in un altro pezzo, scrive che una ricerca di Jefferies prevedeva aumenti dei prezzi delle memorie tra il 40 e il 50 per cento nel terzo trimestre del 2026 e un altro 40 per cento nell’ultimo trimestre fiscale del 2027, con un sollievo solo nel 2028, quando arriverebbe nuova capacità. Una causa collettiva depositata in California il 25 giugno accusa Samsung, Micron e SK Hynix di aver coordinato un taglio della produzione di RAM per concentrarsi sulle memorie per l’intelligenza artificiale, come racconta Insider Gaming. Le tre società non risultano aver commentato nel pezzo.
Di questo filone abbiamo scritto più volte: il 26 giugno sugli accordi di Micron che tengono alti i prezzi, il 7 agosto sulla DDR5 quadruplicata, il 13 agosto sulle nuove fabbriche già vendute ai data center e il 4 settembre sulla memoria cinese che non cambia i prezzi.
Cosa non si sa
Il comunicato non dice quanto del fatturato di Mobile e Client venga da PC e console di gioco rispetto a telefoni e altri apparecchi, né come i margini del 90 per cento si traducano in prezzi per chi compra una RAM. Non pubblica nemmeno le condizioni dei contratti con i clienti e non dà previsioni sui prezzi, ma solo sui propri ricavi. I prossimi dati verificabili sono la chiusura del primo trimestre del 2027 e il pagamento del dividendo del 29 ottobre.


