Motherbrain di Ubisoft è il nome che compare in più richieste di marchio depositate dall’editore per progetti di intelligenza artificiale: se ne è accorto Stephen Totilo di Game File, e il 28 settembre 2026 ne ha scritto Kotaku. Secondo Game File il termine è usato dentro l’azienda per indicare le sue varie iniziative sull’IA. Fuori dall’azienda non risulta nessuna comunicazione ufficiale che lo citi.
Il nome è quello del cervello ribelle della serie Metroid di Nintendo, l’intelligenza artificiale che tenta di usare i Metroid come arma. Kotaku scrive che Ubisoft “sembra” voler usare Motherbrain per la sua nuova spinta sull’IA generativa: l’ipotesi nasce dai documenti depositati, e Ubisoft non ha fatto dichiarazioni sul nome.
Cosa dicono le richieste di marchio
Kotaku descrive una manciata di domande che usano tutte il termine per riferirsi a progetti di IA. Una riguarda un software scaricabile che usa l’intelligenza artificiale per creare videogiochi e contenuti interattivi. Un’altra riguarda la ricerca, la progettazione e lo sviluppo di software basato sull’IA e l’IA come servizio (AIaaS) per analizzare dati e interagire con le persone.
Le descrizioni sono ampie e non nominano prodotti. Non dicono se Motherbrain sia uno strumento per chi sviluppa, un servizio o un nome di reparto. Totilo, in un post su X, lo presenta come il nome interno del gruppo che si occupa dei progetti di IA generativa già annunciati da Ubisoft, quelli sui dialoghi dei personaggi non giocanti e sui compagni di squadra degli sparatutto. Nessuna delle fonti lette riporta una data di deposito né l’ufficio a cui le domande sono state presentate.
I progetti già annunciati
Ubisoft non è arrivata a Motherbrain senza preavviso. Nel 2023 aveva presentato Ghostwriter, uno strumento che aiuta chi scrive a generare i dialoghi dei personaggi non giocanti per giochi come Far Cry. Un anno dopo aveva annunciato Neo NPC, un’iniziativa per rendere quei personaggi più dinamici, e nel 2025 “Teammates”, che descriveva come il suo primo progetto di ricerca giocabile sull’IA generativa.
Teammates era una piccola dimostrazione che somigliava a un gioco della serie Ghost Recon: i compagni di squadra erano doppiati da un’IA e reagivano in tempo reale a quello che il giocatore diceva. Il direttore dell’IA generativa applicata al gameplay, Xavier Manzanares, aveva spiegato a Variety che i giochi del futuro ascolteranno, capiranno e reagiranno ai giocatori molto più di quelli attuali. Aggiungeva che la ricerca offre uno sguardo su cosa il gioco adattivo e generativo potrebbe aggiungere ai sistemi già collaudati.
L’IA che compare senza volerlo
Secondo Kotaku l’IA generativa è arrivata nei giochi Ubisoft anche in modo non voluto. Anno 117: Pax Romana è uno dei giochi degli ultimi anni in cui erano comparsi errori nelle immagini, attribuiti a contenuti generati dall’IA, finiti nella versione finale; le immagini sono state poi tolte, scrive Kotaku.
Il contesto aziendale
Ubisoft affronta questi progetti in un anno pesante. A gennaio l’editore ha annunciato una ristrutturazione che, secondo ScreenHub, prevedeva ulteriori investimenti nell’IA generativa, la cancellazione del remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo e quella di altri quattro giochi non annunciati. PC Gamer ricordava allora che l’amministratore delegato Yves Guillemot aveva definito l’IA generativa una rivoluzione per il settore paragonabile al passaggio al 3D.
I conteggi dei tagli cambiano da fonte a fonte. Secondo la ricostruzione di NuclearCoffee a gennaio sono stati chiusi due studi e cancellati sei progetti, e pochi mesi dopo altri due studi hanno chiuso e un terzo è stato ristrutturato, con circa 380 posti tagliati. Twisted Voxel a maggio parlava invece di sette progetti cancellati e sei rinviati, con circa 1.200 dipendenti in meno rispetto all’anno prima.
Cosa non si sa
Ubisoft non ha commentato pubblicamente il nome nelle fonti lette, a circa tre anni dalla presentazione di Ghostwriter, il primo strumento annunciato in questo campo. Non è chiaro se Motherbrain diventerà un nome visibile ai giocatori, se indichi uno strumento, un servizio o soltanto l’etichetta interna di un gruppo, e quando le domande saranno esaminate: una richiesta di marchio non è una registrazione, e le due descrizioni citate da Kotaku sono per ora le uniche note. Il nome ha già attirato l’attenzione delle comunità di Metroid e di Phantasy Star, dove compare un personaggio con lo stesso nome, come scrive Nintendo Life.
@immagine: Kotaku


