Una scena di Wardogs, lo sparatutto di Bulkhead in accesso anticipato su Steam

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Bulkhead, lo studio dello sparatutto Wardogs, chiede ai candidati le ore di gioco su Steam

Tempo di lettura: 3 minuti

Bulkhead, lo studio britannico dello sparatutto Wardogs, chiede a chi si candida le ore di gioco registrate su Steam, per verificare che abbia davvero passione per gli sparatutto in prima persona. Lo hanno raccontato a GamesRadar il capo dello studio Joe Brammer e il producer Kane Allard, in un’intervista uscita il 20 settembre 2026. È la seconda pratica di selezione dello studio a finire sui giornali in pochi giorni, dopo il controllo dei profili social alla ricerca di messaggi contro il crunch.

Le ore su Steam come requisito

Secondo GamesRadar, Allard ha spiegato che lo studio controlla lo storico di Steam di ogni candidato per assicurarsi che ami gli sparatutto. Brammer ha precisato che giocare ad altro non è un difetto e non rende nessuno uno sviluppatore peggiore, ma che Bulkhead vuole persone attente ai dettagli di quello che fa. Il suo esempio è personale: a lui non lascerebbero fare un Final Fantasy, perché non saprebbe da dove cominciare, e secondo lui fingere che generi così diversi appartengano allo stesso mestiere è un po’ sciocco.

Brammer ha legato la scelta anche al rapporto con il pubblico. Nell’intervista ha spiegato che il sistema anti-trucchi dello studio è costoso e rischioso, e che Bulkhead vuole che i giocatori sappiano in che tipo di studio finiscono i loro soldi. Come riassume TheGamer, il senso è presentarsi come uno studio di giocatori di sparatutto che lavora per altri giocatori di sparatutto.

Il precedente: i profili social e il crunch

Pochi giorni prima, in un’intervista a The Game Business, Brammer aveva detto che lo studio controlla i profili social dei candidati e scarta chi pubblica spesso messaggi contro il crunch, i periodi di straordinari prolungati prima delle scadenze. Secondo Kotaku, la sua spiegazione è che lo studio cerca sempre di evitarlo, ma che prima o poi succede, e chi è contrario non sarebbe contento lì. Ne avevamo scritto il 16 settembre in un pezzo sul crunch di Bulkhead, uscito insieme alla notizia dei due milioni di copie vendute.

Dopo le polemiche Brammer ha aggiunto alcuni dettagli. In una dichiarazione a Eurogamer, citata da DualShockers, ha raccontato l’unico episodio recente: a giugno, a ridosso della beta di Wardogs, il direttore si era scusato con il gruppo e aveva chiesto due ore in più al giorno dal lunedì al giovedì per quattro settimane, ammettendo che si trattava di crunch. Secondo Brammer era facoltativo: quattro persone hanno rinunciato e non è successo loro nulla. Nell’aggiornamento di Kotaku lo stesso Brammer sostiene che l’80% delle quote dello studio appartiene alla metà dei dipendenti e che a dicembre tutti hanno avuto il mese libero.

Da dove viene Bulkhead

Bulkhead ha alle spalle altri sparatutto multigiocatore come Battalion 1944, ma anche il gioco a enigmi The Turing Test. Secondo GodisaGeek, lo studio era di proprietà di Tencent finché il gruppo cinese non ha smesso di finanziarlo; a dicembre 2025 Brammer aveva avvertito i circa cento dipendenti che potevano esserci licenziamenti, mentre trattava un accordo di investimento con Hiro Capital ed Everplay, la società madre di Team17. Sotto Tencent Wardogs era pensato come un progetto ad alto budget, poi ridimensionato per uscire in accesso anticipato.

Il gioco è in accesso anticipato su Steam dal 10 settembre 2026 e ha superato i due milioni di copie. Sulla pagina Steam ha 77.086 recensioni, di cui 60.771 positive, cioè il 79%, con la valutazione “Abbastanza positive”. Lo studio ha puntato su scelte ormai rare negli sparatutto multigiocatore di grandi dimensioni, come i server gestiti dalla comunità e un elenco dei server da cui scegliere dove giocare. Secondo FandomWire, Bulkhead ha ammesso di aver trascurato quei server nelle prime settimane e con la patch 0.11 li ha separati da quelli ufficiali, aggiungendo filtri, ricerca e identificativi permanenti.

Cosa non si sa

Brammer non ha spiegato come lo studio valuti le ore su Steam di chi gioca soprattutto su console, né se esista una soglia minima. Non ha detto nemmeno se la verifica riguardi tutti i ruoli, compresi quelli amministrativi o tecnici lontani dal game design. Non è chiaro, infine, se i controlli sui profili social siano stati modificati dopo le critiche: nelle sue dichiarazioni successive Brammer ha difeso la sua posizione sul crunch, senza annunciare cambiamenti nelle procedure di assunzione.

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