La moto-aereo Ermes sulle isole di Santa Rosa in Into the Wind

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Into the Wind, l’anteprima: consegne in moto-aereo su un Adriatico che sa di Italia

Tempo di lettura: 3 minuti

Into the Wind mi è arrivato addosso mentre inseguivo un pacco che ci ha messo undici giorni ad attraversare due regioni, con quattro cambi di hub e un tentativo di consegna a un citofono che non è il mio. In rete un pacchetto che si perde così lo ritrasmetti e amen. Nella vita vera ti tocca il portale del corriere, che ti mostra la stessa riga da sei giorni.

Questo qui invece la consegna la mette al centro e ci costruisce sopra un gioco. Lo sviluppa Bloom & Gloom Games, che nelle domande sull’accesso anticipato della scheda Steam si descrive come una squadra di dieci persone, e lo pubblica Three Friends. È stato annunciato al PC Gaming Show del 7 giugno 2026 e uscirà su PC, prima in accesso anticipato. Data: da annunciare.

Il mezzo si chiama Ermes ed è una moto-aereo senziente, cioè guida su strada e poi si alza in volo. Il carico ha un peso, il carburante conta, e strade, scorciatoie, meteo, vento e atterraggi sbagliati fanno parte del viaggio. Alcune consegne sono delicate e vanno maneggiate con cura, altre sono pesanti e ti rovinano la salita (e la discesa). I lavori fruttano risorse, le risorse potenziano Ermes, Ermes ti apre consegne più difficili.

Il payload conta, e qui non c’è la ritrasmissione

Detta così sembra il solito ciclo da gestionale, ma la differenza sta in cosa viene messo dentro il pacchetto. In una rete il payload è indifferente al trasporto: un byte pesa uguale a un altro, e se qualcosa si perde il protocollo lo rimanda. Qui il contenuto determina la fisica del viaggio, e non esiste nessun livello sotto che ripari l’errore al posto tuo. Se atterri male, hai atterrato male.

Lo stesso principio governa la casa. Le decorazioni non compaiono da un menu: vanno consegnate alla base, una alla volta, quindi ogni oggetto è una spedizione andata a buon fine. E in base a cosa porti e a dove lo metti, tu e la ciurma ricevete bonus che servono ad andare avanti. È l’unico modo onesto di legare la personalizzazione al gioco invece di appiccicarla di lato, ed è anche il motivo per cui immagino sessioni lunghissime spese a spostare una lampada di tre centimetri.

Il modo più rapido per capire come si muove Ermes è guardarlo.

La cornice narrativa è lo zio Umberto, sparito mentre indagava su una nuvola sospesa sopra l’arcipelago. Lo si ritrova facendo consegne, conoscendo la ciurma e capendo come funziona il posto: la storia principale, dicono gli sviluppatori, nella versione in accesso anticipato non si potrà chiudere.

Santa Rosa è l’Adriatico, e lo dice la scheda

Il posto si chiama Santa Rosa e sulla pagina Steam viene descritto come una versione nostalgica di un arcipelago del mare Adriatico: paesini, strade panoramiche, caffè affacciati sull’acqua, gente che aspetta un pacco e una quantità sospetta di pirati volanti. Lo zio si chiama Umberto, la moto si chiama Ermes. L’ambientazione italiana qui non fa da fondale: è la mappa su cui si gioca.

Su questo mi aspetto tre commenti sotto il pezzo, quindi lo dico subito: l’italiano c’è. Le lingue supportate sono dodici e la nostra è fra quelle, interfaccia e sottotitoli, cosa tutt’altro che scontata per uno studio di dieci persone a Malmö. Nella stessa settimana Six Second Shadow e Probably Stolen sono passati sulla mia scrivania senza una riga in italiano, quindi il confronto lo faccio volentieri.

Quello che invece non c’è ancora sono i requisiti: sulla scheda la sezione esiste ma è compilata a “da definire” riga per riga, processore, memoria, scheda video e spazio su disco compresi. In un gioco a mondo aperto con fisica del carico, meteo e volo, sapere che macchina serve non è un dettaglio, ed è la prima cosa che chiederei a un playtest. Le iscrizioni al playtest sono aperte con la richiesta di accesso, e la partecipazione la decide lo studio.

Il termometro intanto sale. Sul tabellone dei giochi in crescita di SteamDB, al 7 settembre 2026, Into the Wind sta a 7.429 follower con 1.516 guadagnati nei sette giorni precedenti, e al momento della scrittura la scheda compare nella vetrina del Future Games Show. Fuori dall’Italia lo hanno ripreso Gematsu e Gamereactor, qui da noi praticamente nessuno, il che è buffo per un gioco ambientato in un posto che assomiglia alla costa dove molti di noi vanno in vacanza. Se vi interessa la stessa operazione fatta con meno cartolina e più violenza, c’è Scirocco Thugs.

Il verdetto: Se la guida di Ermes regge come dice lo studio, Into the Wind è il gioco di consegne che Death Stranding non ha mai voluto essere, cioè uno in cui arrivare è un piacere e non una penitenza. Se invece il volo è un teletrasporto travestito, resta un bel posto dove non succede niente.

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