Ho ancora da qualche parte un cartoncino piegato in due con sopra una fila di caratteri maiuscoli. Era la copia “fisica” di un gioco per PC comprato quindici anni fa, quando i negozi avevano ancora gli scaffali. Il disco dentro la scatola non c’era nemmeno allora: c’era il codice. Quel codice punta ormai a un server di attivazione che non risponde, e io mi ritrovo in mano la versione cartonata di un puntatore che non punta a niente.
Ci ho ripensato guardando come è stata raccontata, tra il 25 e il 26 luglio, mezza frase di Dan Houser.
Cosa ha detto davvero il co-fondatore di Rockstar
Houser, che ha creato Grand Theft Auto insieme al fratello Sam, ha lasciato Rockstar Games nel 2020 e dal 2021 guida Absurd Ventures, la sua casa di produzione di nuove proprietà intellettuali. Al San Diego Comic-Con 2026 era lì per il podcast e i fumetti di Absurd, insieme all’ex collega Jeffrey “Lazlow” Jones. IGN gli ha chiesto da che parte stesse nella guerra tra dischi e digitale, e la risposta, riportata per intero da PC Gamer, suona così: “se la gente lo vuole, le aziende dovrebbero fornirlo”. Prima e dopo quella riga, però, Houser ha detto due volte che a lui personalmente la cosa non interessa, e ha aggiunto che la possibilità di aggiornare e correggere i giochi dopo l’uscita ha fatto bene alla qualità dei giochi stessi.
Nella stessa conversazione, ripresa anche da GamesRadar, Lazlow ha parlato della soddisfazione di avere in mano un oggetto che dimostra di aver fatto una cosa. Poi Houser gli si è accavallato sopra per dire che il supporto fisico gli piace, come piace a tutti.
Da questo materiale, nel giro di ventiquattro ore, sono usciti titoli in cui il co-fondatore di Rockstar “difende i dischi” e persino pezzi che ci leggono la speranza di un disco di GTA 6 in arrivo. Una scrollata di spalle è stata compilata come una presa di posizione.
Il puntatore dentro la scatola
Il motivo per cui la scrollata di spalle vale più della crociata è che la si può misurare. Il 24 giugno 2026 Rockstar ha confermato le edizioni di Grand Theft Auto VI e le prevendite sono aperte dal giorno dopo. La versione da scaffale, scrive VGC, contiene un codice di download dentro la scatola. Niente disco, al lancio, per il gioco su cui Take-Two ha costruito l’intero calendario fiscale dell’anno.
La Standard Edition costa 79,99 dollari, la Ultimate 99,99. Il precaricamento parte il 12 novembre, il gioco esce il 19 novembre 2026 su PS5 e Xbox Series X|S. Rockstar non ha spiegato la scelta e non ha detto se un’edizione con il disco arriverà dopo, come nota Push Square.
Il codice in scatola non è una versione più scomoda del disco. È un’altra struttura dati. Il disco contiene il gioco: lo installi offline, lo presti, lo rivendi, lo lasci sullo scaffale per dieci anni e continua a contenere il gioco. Il codice contiene l’indirizzo del gioco. Finché il negozio digitale sta in piedi e il tuo account è valido, l’indirizzo si risolve. Quando una delle due condizioni salta, in mano ti resta il cartoncino.
E il cartoncino, a differenza del disco, si dereferenzia una volta sola: bruciato il codice, non c’è più niente da rivendere. Su questo il mercato dell’usato ha già fatto i suoi conti, e li abbiamo fatti anche noi quando ci siamo chiesti se comprare significhi ancora possedere.
Il 2028 di Sony e il giradischi
Tutto questo capita mentre Sony smette di produrre dischi per i nuovi giochi PlayStation a partire dal 2028, decisione che continua a raccogliere critiche da chi i giochi li ha fatti, da Hideo Kojima all’ex presidente di PlayStation Shawn Layden, come ricostruisce Slate. Il 26 luglio Sony Electronics ha promosso il suo giradischi LX3 invitando ad ascoltare la musica come andrebbe ascoltata, cioè su un supporto fisico, e si è presa in faccia la sezione commenti al completo, racconta Notebookcheck.
La differenza tra i due formati non è il gusto del consumatore. Il vinile cresce, il disco per console cala, e le due divisioni della stessa azienda si comportano di conseguenza. Quello che nessuno dei due mercati sta discutendo è cosa succede al catalogo quando il puntatore è l’unica cosa che hai comprato: il mercato fisico dei videogiochi non è morto di morte naturale, lo hanno spento apposta.
Houser ha ragione su una cosa, tra l’altro: le patch hanno migliorato i giochi. Solo che le patch esistevano anche sui CD delle riviste, e nessuna di quelle patch aveva bisogno che il negozio restasse aperto per farti avviare il gioco.
Il verdetto: chi ha letto in giro “Rockstar difende i dischi” ha letto un titolo, non una dichiarazione: Houser dice che chi vuole il disco dovrebbe poterlo comprare, e intanto il suo gioco più famoso arriva in una scatola che contiene l’indirizzo di casa del gioco invece del gioco.


