Immagine promozionale di Grand Theft Auto 6, al centro del processo di Glasgow sui licenziamenti in Rockstar

Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Negli atti del processo Rockstar spunta GTA 6 Online: si parlava di 32 giocatori

Tempo di lettura: 4 minuti

Il riferimento a GTA 6 Online, la modalità multigiocatore di Grand Theft Auto 6, torna a comparire dove non ci si aspetterebbe: negli atti difensivi depositati in tribunale. Negli scritti che Rockstar Games ha presentato al tribunale del lavoro di Glasgow compare il riferimento a un formato online da 32 giocatori, discusso dai dipendenti in un server Discord.

Il contesto è il processo sui 34 sviluppatori licenziati nell’ottobre 2025, di cui abbiamo raccontato l’apertura. Take-Two Interactive ha consegnato a Game Developer le memorie iniziali delle due parti, e da lì si capisce su cosa si giocherà la causa. L’udienza dovrebbe andare avanti fino al 16 ottobre, cioè fino a poco più di un mese dall’uscita del gioco.

Trentadue giocatori, ma attenzione a cosa significa

La frase negli atti parla di un “formato online da 32 giocatori” citato dai lavoratori dentro quella che l’azienda chiama Stanza C, e Rockstar la usa per dimostrare quanto fosse riservata l’informazione condivisa. Come nota Dexerto, questo non vuol dire che la modalità online uscirà con un tetto di 32 giocatori: vuol dire che di quel formato si stava parlando, e che all’epoca era considerato segreto.

Conviene aggiungere due cose che nei titoli in giro si perdono. La prima è che il dettaglio non è nuovo di questa settimana: era già emerso a gennaio 2026, quando People Make Games aveva letto i documenti al centro dei tribunali di Glasgow, e la memoria depositata adesso lo ribadisce.

La seconda è che 32 non è un numero grosso. In GTA Online, cioè la modalità del capitolo precedente, una sessione ospita trenta giocatori attivi più due posti da spettatore: trentadue in tutto. Se il seguito si muovesse sulla stessa misura, non sarebbe un salto in avanti, sarebbe la conferma dello stesso impianto. Game Rant fa notare che il riferimento è talmente breve da non permettere di stabilire nemmeno a quale servizio si applichi con certezza.

Nelle sue memorie Rockstar scrive di essere stata gravemente preoccupata dalla scoperta che dei dipendenti stessero condividendo informazioni riservate sul numero di giocatori previsto per un servizio online non ancora annunciato. Per il resto su GTA 6 Online continua a non esserci niente di ufficiale.

Apple, Coca-Cola e la postura di una banca di Wall Street

La parte che ha fatto il giro dei social è la descrizione che Rockstar dà della propria cultura interna. Nel documento ottenuto da Game Developer, lo studio scrive che proteggere i segreti di gameplay e design di GTA 6 è paragonabile ad Apple che protegge l’iPhone o a Coca-Cola che protegge la sua formula. Da qui, aggiunge, la scelta di adottare quella che chiama la postura di sicurezza di una banca di Wall Street.

Il resto dell’elenco è preciso e dice molto su come si lavora dentro quegli uffici. Tutti i visitatori firmano accordi di riservatezza. I collaboratori esterni vengono accompagnati dalla sicurezza. Il lavoro da remoto è fortemente limitato, i supporti di memoria esterni sono vietati e i telefoni, i tablet e i portatili personali non possono collegarsi ai sistemi aziendali. Le fotografie sono proibite. Sulle finestre degli edifici è stata applicata una pellicola oscurante dopo che qualcuno aveva provato a fotografare dentro gli uffici usando droni.

Cinque investigatori a tempo pieno più un direttore si occupano solo di cercare fughe di dati. Lo studio cita anche il precedente che gli è costato di più: la fuga del 2022, con decine di video di sviluppo non finito finiti in rete. Era partita da un attacco di phishing che ha dato a un hacker l’accesso al computer di un dipendente, e da lì ai canali Slack interni.

Le tre stanze, e la talpa nel Discord

Il cuore della difesa di Rockstar è il Discord del sindacato, gestito dall’Independent Workers’ Union of Great Britain, il sindacato britannico dei lavoratori indipendenti. Lo studio chiede al tribunale di immaginarlo come una sequenza di stanze fisiche. Nella ricostruzione ce ne sono tre: una piccola riservata al comitato sindacale, una media aperta agli iscritti, e una terza in cui a ottobre 2025 c’erano quasi 350 persone, comprese quelle poi licenziate. In quella terza stanza, scrive l’azienda, la maggior parte degli utenti era irriconoscibile perché usava pseudonimi, e la paragona a una stanza dove centinaia di persone indossano una maschera. Dentro, sostiene Rockstar, c’erano anche ex dipendenti, concorrenti e un giornalista.

La versione dei lavoratori è un’altra, e riguarda proprio come Rockstar sapesse cosa succedeva in quelle stanze. Nelle loro memorie sostengono che l’azienda avesse una talpa nel server almeno dal febbraio 2024, un dipendente junior che riferiva al responsabile delle risorse umane Charlie Kinloch. In ventuno mesi ci sarebbero stati almeno ventisei fra incontri e comunicazioni sul server, circa metà avviati da Kinloch, con screenshot, registrazioni, numeri degli iscritti e nomi degli attivisti.

Il calendario che i licenziati mettono in fila è quello che pesa di più. Il 18 ottobre 2025 nel server viene annunciato il superamento della soglia del 10% di iscritti, quella che nel Regno Unito apre al riconoscimento sindacale obbligatorio. Il dato arriva a Kinloch il 20 e di nuovo il 22. Il 24 il vicepresidente della sicurezza informatica chiede accesso al server. La sera del 29 ai dirigenti arrivano gli elenchi dei dipendenti da rimuovere. I licenziamenti cominciano la mattina dopo.

Cosa dice l’azienda, cosa dice il sindacato

Rockstar respinge la lettura antisindacale e sostiene di aver licenziato per una rottura irreparabile del rapporto di fiducia, dovuta alla condivisione di informazioni riservate e a messaggi che definisce diffamatori verso i dirigenti. Come prova che il sindacato non c’entri, cita il fatto di aver licenziato anche tre persone in Canada che non erano iscritte. La posizione pubblica dello studio, ribadita a processo iniziato, è che i licenziamenti riguardino condotta grave e non attività sindacale.

I lavoratori sostengono invece di essere stati convocati per un colloquio informale, di aver ricevuto lettere di licenziamento già pronte con accuse generiche e senza possibilità di replica, e di essere stati accompagnati fuori dall’edificio. Dopo i licenziamenti, scrivono, il server sindacale si è svuotato in pochi giorni e le iscrizioni sono calate, riportando il sindacato sotto quella soglia del 10%.

Il gioco esce il 19 novembre su PlayStation 5 e Xbox Series X e S. Il verdetto, quasi certamente, arriverà dopo.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti