Il prezzo dinamico Game Pass è arrivato senza annuncio e senza pagina di supporto. Se ne è accorto un ex abbonato statunitense che, tornato sulla pagina di iscrizione dopo un mese di pausa, si è visto proporre l’abbonamento Ultimate a 16,09 dollari al mese per dodici mesi invece dei 22,99 di listino.
Il caso è finito su Reddit e da lì lo hanno ripreso TheGamer e Insider Gaming. Nei commenti al post originale altre persone hanno riferito cifre diverse fra loro, 18 e 20 dollari al mese, il che è la parte interessante: l’importo cambia da persona a persona.
Cosa è successo, e cosa non è successo
Serve fissare i limiti di quello che sappiamo. Non è un cambio di listino: il prezzo agevolato vale per i primi dodici mesi, poi l’abbonamento torna alla cifra piena. Non è un’offerta pubblica: non compare in un comunicato, non ha un codice promozionale, e chi non se la vede proposta non ha un modo per chiederla. E soprattutto non è confermata da Microsoft, che al momento non ha commentato. Restano segnalazioni di utenti, coerenti fra loro ma non verificabili dall’esterno.
La persona che ha aperto il caso ha spiegato di essere negli Stati Uniti, di essere stata dentro e fuori dall’abbonamento per quasi due anni e di averlo lasciato da circa un mese. È il profilo classico a cui si prova a fare riacquisizione: uno che ha già pagato, che è uscito da poco e che è ancora nella lista.
Il precedente sta in casa Sony, e non è andata bene
Il prezzo variabile in base all’utente non è una novità nel settore. All’inizio del 2026 era toccato a PlayStation sperimentare qualcosa di simile sui singoli giochi, con differenze fra un account e l’altro che Insider Gaming aveva descritto come quasi raddoppiate in alcuni casi. Lì l’esito fu una brutta figura, perché quando i prezzi si scoprono diversi la reazione di chi ha pagato di più è sempre la stessa.
La differenza fra i due casi conta. Sony variava il prezzo di acquisto di un prodotto, Microsoft starebbe variando il costo d’ingresso a un servizio in abbonamento, dove il ricavo si misura sulla durata e non sulla singola transazione. Per un servizio, uno sconto sul primo anno è aritmetica ordinaria. Se riacquisire un cliente perso costa meno della differenza fra 16,09 e 22,99 dollari moltiplicata per dodici mesi, l’operazione conviene comunque. È la spiegazione più noiosa e anche la più probabile.
Quello che rende la cosa scomoda è il calendario
Conta dove cade lo sconto. Il 4 settembre 2026 Microsoft ha comunicato che dal mese di novembre Xbox Cloud Gaming smette di essere illimitato. Il monte ore compreso diventa di quindici ore al mese in Ultimate, dieci in Premium e cinque in Essential, e le ore in più si compreranno a un prezzo che l’azienda annuncerà solo a novembre. Alle critiche l’azienda ha risposto con una stima, dicendo che la misura riguarderà il 4% degli abbonati. Vale la pena tradurlo in persone. Microsoft non pubblica il numero di iscritti dal 2024, quando parlò di 34 milioni, e una stima del Wall Street Journal del luglio 2026 parla di circa 30 milioni: il 4% di quella base fa circa 1,2 milioni di account.
Nella stessa settimana, quindi, il servizio toglie una funzione a chi è già dentro e offre uno sconto personalizzato a chi è appena uscito. Sono due decisioni che rispondono a due problemi diversi, ma per chi paga sono lo stesso servizio, e la lettura che ne viene fuori è che restare abbonati sia il modo peggiore di trattare con Microsoft. La prima ondata di giochi di settembre, con sette titoli fra cui Call of Duty: Black Ops Cold War e RuneScape: Dragonwilds, non è il tipo di offerta che compensa la differenza.
Chi si è visto proporre la cifra ridotta ha comunque accesso a tutto il pacchetto Ultimate: oltre cinquecento giochi su console e computer, le uscite del primo giorno, il Fortnite Crew, EA Play e Ubisoft+ Classics. Ci sono dentro anche le quindici ore mensili di cloud che dal mese di novembre diventeranno il tetto per tutti. Vale la pena controllare la propria pagina di iscrizione prima di rinnovare a prezzo pieno, perché al momento è l’unico modo per sapere se il conto che ci viene proposto è lo stesso del vicino.


