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La classifica degli insulti di Counter-Strike 2 doveva denunciare i razzisti, ha fatto l’opposto

Tempo di lettura: 3 minuti

La classifica degli insulti di Counter-Strike 2 doveva servire a mostrare quanto è tossica la chat del gioco. Sta funzionando al contrario: da quando esiste, i numeri in cima sono decuplicati, e non perché il rilevamento sia migliorato. Perché la gente ha iniziato a giocarci.

Il meccanismo è quello che chiunque abbia visto una classifica pubblica poteva prevedere. CS2 Tracker, un servizio esterno che raccoglie statistiche sui giocatori di Counter-Strike 2, ha aggiunto una sezione che conta gli insulti scritti in chat e stila una graduatoria per ciascuna delle tre categorie più pesanti. Quando Kotaku ne ha scritto la prima volta, la maggior parte dei venticinque nomi in testa aveva conteggi sotto i cento, spesso fra dieci e cento. Due giorni dopo la soglia minima per entrare nella prima categoria era salita a 976.

Cosa dicono i dati raccolti dal servizio

La parte utile di questa storia sono i numeri emersi prima che diventasse una gara. Il servizio dichiara di aver misurato 494.946 giocatori e sostiene che il 17,6 per cento delle partite di Counter-Strike 2 contiene almeno un insulto, con oltre il sette per cento dei profili nel campione che ne ha usato almeno uno. TheGamer traduce la cifra in una partita su sei, che è già un dato con cui vale la pena fare i conti.

Sono cifre da maneggiare con cautela, perché il metodo non è verificabile dall’esterno: nessuno può controllare come il servizio classifica una parola, quanto pesa il contesto e cosa succede alle abbreviazioni. Ma anche prendendole con generosità verso il gioco, restano numeri che descrivono un ambiente in cui una partita su sei si scivola sull’insulto razziale o omofobo.

Da dove arrivano quelle chat

Il rilevamento degli insulti è l’ultimo passo di una vicenda cominciata a fine agosto. Il 27 agosto i giocatori hanno scoperto che il servizio indicizzava le chat delle partite e le rendeva consultabili sul profilo Steam di chiunque, senza bisogno di registrarsi: bastava incollare un identificativo nella barra di ricerca. Dexerto ha spiegato il funzionamento: i dati arrivano dalle registrazioni delle partite che il client del gioco produce da solo, dentro le quali c’è la trascrizione completa della chat, associata a mappa, turno e orario.

Tecnicamente niente di illecito, e il servizio lo rivendica: sono dati pubblici. C’è però una differenza che vale la pena mettere per iscritto. Valve conserva quelle registrazioni per una trentina di giorni, poi le butta. Il servizio esterno tiene tutto quello che è riuscito a raccogliere, per sempre, e lo lega a un nome ricercabile. Un profilo indicizzato conteneva più di 2.800 messaggi su 388 partite. Una frase detta in una lobby e una frase archiviata in un database consultabile a tempo indeterminato non sono lo stesso oggetto, anche quando la frase è identica.

Non è la prima volta che finisce così

Il precedente esiste. Nel 2025 un giocatore di Team Fortress 2 aveva costruito un contatore di insulti con tanto di classifica, per scherzo: il risultato era stato che i peggiori avevano cominciato a competere per il primo posto, e il creatore aveva chiuso tutto. A un anno esatto di distanza, qualcuno ha rifatto la stessa cosa su un gioco quaranta volte più popolato.

Che stia succedendo davvero non è una deduzione. Il creatore di contenuti Thour lo ha detto esplicitamente, e Kotaku ha verificato la cosa nel modo più semplice possibile: leggendo le chat pubbliche di chi sta in cima. Il terzo classificato in una delle categorie scrive in partita che deve arrivare primo in classifica. Le prove stanno dentro lo strumento stesso.

Cosa sta facendo Valve

Niente di visibile. I filtri linguistici di Counter-Strike 2 sono da sempre poco più che decorativi, e gli unici rilevamenti automatici che sembrano funzionare davvero riguardano i mercati esterni di skin, cioè le cose che toccano i soldi di Valve. Nel marzo 2026 l’azienda aveva bandito quasi un milione di account, ma erano bot da coltivazione di oggetti, non profili tossici: l’intervento è arrivato dove c’era un danno economico all’ecosistema.

Il tempismo non aiuta. Ad agosto il gioco ha chiuso il mese con un picco di 1.331.274 giocatori in contemporanea, il più basso da gennaio 2024, e una media in calo da mesi. Un titolo che perde utenti mentre una partita su sei contiene un insulto ha un problema di prodotto, non solo di immagine.

Sul cosa fare, la risposta più ovvia è anche la meno soddisfacente. Il servizio esterno può togliere la classifica, e forse lo farà come è successo con quello di Team Fortress 2. Ma il rubinetto sta a monte: sono le registrazioni delle partite di Valve a contenere la chat, ed è Valve a decidere chi può leggerle e per quanto. Finché quella porta resta aperta, chiudere una classifica significa aspettare che qualcuno ne apra un’altra.

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