The Witcher 3 alza i requisiti minimi: il vero taglio non è la scheda video, è Windows 10

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La cosa più frustrante che possa capitarti in una pipeline di build è la spia rossa senza aver toccato una riga di codice. Il tuo commit non è cambiato, il tuo computer nemmeno, e la build fallisce comunque, perché qualcosa più in basso nella catena si è mosso e ha portato via un pezzo di terreno sotto tutto il resto.

Tenete a mente l’immagine, perché è esattamente quello che è successo a un pezzo di giocatori di The Witcher 3 senza che nessuno di loro abbia cambiato niente.

Partiamo dal motivo per cui ne riparliamo. CD Projekt Red ha confermato che il primo sguardo a Songs of the Past, la terza espansione annunciata il 27 maggio e attesa nel 2027, arriverà il 25 agosto all’Opening Night Live della Gamescom. Dell’espansione avevamo già scritto. Dei requisiti anche, ma la parte che conta è passata sotto silenzio quasi ovunque.

I numeri, prima di interpretarli

Questi sono i nuovi minimi, presi dalla pagina di supporto dell’azienda: processore Intel Core i5-8400 o AMD Ryzen 5 2600, scheda video GeForce GTX 1660 o Radeon RX 5500 XT da 8 GB, 6 GB di VRAM, 12 GB di RAM, 70 GB su SSD, Windows 11 a 64 bit e DirectX 12.

Quelli ancora esposti su Steam, fermi al 2015, chiedevano un i5-2500K, una GTX 660, 6 GB di RAM, 50 GB su un disco qualsiasi, DirectX 11 e Windows 7. La RAM raddoppia, lo spazio cresce del 40% e l’SSD diventa obbligatorio.

Detta così sembra una mazzata. Poi guardi cosa sono davvero quei componenti e la mazzata si sgonfia.

Una GTX 1660 è una scheda di fascia media del 2019. Il Ryzen 5 2600 è del 2018, l’i5-8400 del 2017. Il nuovo pavimento è hardware di sette-nove anni fa, e come nota Gamereactor i nuovi minimi non sono lontani dai vecchi requisiti consigliati. CD Projekt non ha reso il gioco più pesante: ha smesso di supportare undici anni di macchine, che è una cosa diversa.

Il taglio non lo decide CD Projekt

Ed eccoci alla build rossa. Il vero filtro non è la scheda video, è il sistema operativo, e la decisione non è nemmeno polacca.

Nella sua pagina l’azienda è esplicita, Windows 11 diventa il minimo perché il supporto Microsoft a Windows 10 si è chiuso il 14 ottobre 2025, e senza aggiornamenti di sicurezza, supporto di piattaforma e driver GPU aggiornati loro su quel sistema non testano più. La stessa regola vale anche per Cyberpunk 2077.

Il guaio è che questo vincolo non si ferma al sistema operativo, si propaga verso il basso come un aggiornamento di dipendenza fatto male. Passano solo i processori ufficialmente compatibili con Windows 11. Passano solo le schede video con driver attivi su Windows 11. Il che significa che una macchina perfettamente in grado di far girare il gioco può restare fuori non perché sia lenta, ma perché sta a valle di una catena che si è spezzata a monte.

Quante persone? Secondo i dati dell’indagine hardware di Steam citati nell’analisi, Windows 11 sta al 67,74% e Windows 10 al 25,63%. Un utente Steam su quattro, in questo momento, è dalla parte sbagliata della riga.

La via d’uscita, e perché è a metà

Una cosa che quasi nessuno ha scritto: chi non vuole aggiornare può restare indietro. Su Steam e GOG si seleziona un canale beta dedicato e si continua a giocare la versione precedente, mentre su Epic Games Store la cosa non è possibile. La build si chiama The Witcher 3: Wild Hunt Classic.

Solo che serve a giocare quello che avete già. Nessuno ha confermato che Songs of the Past ci girerà, e l’aspettativa è che non lo farà. Tradotto: potete conservare i vostri 250 euro di libreria, non spenderne altri.

Che è poi il punto che mi interessa, e che va oltre Geralt. Abbiamo passato settimane a discutere di cosa significhi possedere un gioco quando il supporto fisico sparisce. Questa è la stessa domanda da un’altra porta: il gioco è vostro, il file è sul vostro disco, e a decidere se potete comprarne l’espansione è la data di fine supporto di un software che avete installato dieci anni fa e che non avete scelto voi.

Il verdetto: Sul piano hardware non c’è nessuna stangata, una GTX 1660 la trovate usata a poche decine di euro e i minimi restano fra i più bassi in circolazione per un gioco che nel 2027 avrà dodici anni: la stangata, se arriva, arriva dal calendario di Microsoft, e siccome la stessa scure è già puntata su Cyberpunk 2077 conviene abituarsi all’idea che la data di scadenza del sistema operativo diventi una voce nei requisiti minimi di tutto il resto.

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