Molly e il gatto Mio sul pianeta morente di Ylem's Cat

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Ylem’s Cat, l’anteprima: il gatto non è un accessorio, è il modo in cui il gioco ti parla

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Ylem’s Cat mi ha ricordato il pomeriggio in cui ho capito perché la caldaia lampeggiava tre volte e poi si spegneva. Manuale perso, assistenza chiusa, sito del produttore con un modello simile ma non quello. Ci sono arrivata guardando quando lo faceva e cosa succedeva prima: reverse engineering di un elettrodomestico, senza documentazione e senza il codice sorgente.

Il gioco funziona esattamente così, e lo dichiara. Lo sviluppa e lo pubblica Diamond Cat Studio, che sulla scheda Steam compare col nome cinese 钻石猫 in entrambe le caselle, ed è arrivato il 25 agosto 2026 dentro l’ondata di annunci della gamescom. Si gioca nei panni di Molly, che cerca la madre scomparsa su un pianeta che sta morendo.

La premessa la conoscete già: dopo un disastro un gatto misterioso, capace di cambiare forma, la salva. Lei lo chiama Mio dal verso che fa, e da lì in avanti condividono lo stesso battito. Che non vuol dire andare d’accordo, precisa la scheda, perché resta un gatto: ha le sue abitudini, i suoi umori e una scia di domande dietro.

Un sistema senza documentazione, e il gatto è il debugger

La parte interessante non è il gatto in sé (di gatti giocabili ne abbiamo visti abbastanza), è dove lo studio ha messo la progressione. Sulla scheda la sezione si chiama combattimento ed esplorazione guidati dalla conoscenza, e l’elenco delle cose da osservare è concreto: l’orbita che si sposta del Gigante, la pulsazione di Ylem, i movimenti delle Sentinelle. Sono comportamenti di sistema. Nessuno te li spiega, li deduci guardandoli abbastanza a lungo, e quella deduzione è ciò che ti tiene vivo in combattimento.

È la differenza fra leggere una documentazione e leggere un log. La documentazione ti dice cosa dovrebbe succedere, il log ti dice cosa è successo davvero, e in un sistema senza manuale il secondo è l’unica fonte che hai. Qui il log ha quattro zampe: Mio ha le sue curiosità, e lo studio scrive che vale la pena tenerlo d’occhio perché ci sono problemi che solo lui può risolvere, a volte con eleganza e a volte molto meno.

Attorno c’è l’impalcatura narrativa, e resta volutamente oscura: cosa sono i giganti silenziosi, cos’è il gigante neonato, perché le Sentinelle danno la caccia al gatto e cosa sia il gatto in primo luogo. Ogni filo, dice la scheda, torna alla madre scomparsa.

Due lingue, una scheda grafica da 2019 e nessuna data

Qui finisce la poesia e cominciano i numeri, che sono la parte che mi interessa di più e anche quella che i comunicati non raccontano mai.

Le lingue supportate sono due: inglese e cinese semplificato, entrambe con doppiaggio completo. L’italiano non c’è, e con due sole lingue in lista non me lo aspetto nemmeno al lancio. I requisiti minimi dichiarati sono un processore Intel Core i5-8400 o un Ryzen 5 1600, 8 gigabyte di memoria e una scheda video GeForce RTX 2060 SUPER da 8 gigabyte, oppure una Radeon RX 6600. I consigliati salgono a una GeForce RTX 3060 Ti o a una Radeon RX 6800 XT, con 16 gigabyte di memoria di sistema. Per un’avventura in terza persona di uno studio piccolo è un minimo alto: significa che il gioco poggia su illuminazione e resa in tempo reale che non si scalano tirando giù due cursori.

La data non esiste. Sulla scheda c’è scritto “Coming soon” e basta, non c’è un prezzo, non ci sono recensioni e i curatori che l’hanno guardato sono due. Una testata di settore ha notato la stessa cosa a fine agosto: dello sviluppo si sa pochissimo e la finestra di uscita non è mai stata annunciata. Anche il primo filmato di gioco è passato dentro il flusso della gamescom senza un canale che lo reggesse, e non ho trovato un trailer ufficiale su una pagina dello studio.

Il segnale però è forte. Sul tabellone dei giochi in crescita di SteamDB, al 7 settembre 2026, Ylem’s Cat sta a 4.610 follower con 1.983 guadagnati nei sette giorni precedenti. La comunità è più che raddoppiata in una settimana, e per un annuncio senza data e senza demo vuol dire che l’idea del gatto ha funzionato da sola. Fuori l’hanno ripreso Gematsu e Noisy Pixel, in mezzo alle decine di annunci che abbiamo messo in fila nel riepilogo della Opening Night Live.

Il verdetto: Se il comportamento di Mio è davvero il linguaggio con cui il gioco comunica, Ylem’s Cat è la cosa più interessante uscita da quella serata di annunci. Se invece è un compagno che miagola quando c’è una porta segreta, abbiamo un altro gatto in un altro rudere, e ne abbiamo già parecchi.

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