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The Elder Scrolls VI, Jason Schreier aggiorna la stima: 2028 (se tutto va bene)

Tempo di lettura: 2 minuti

Ieri ho aggiornato un pacchetto npm e la barra di progresso è rimasta bloccata al 47% per venti minuti buoni, poi si è sbloccata tutta insieme come se non fosse successo niente (lezione della vita da developer: non fidatevi mai delle percentuali, sono lì solo per farvi sentire meno soli). Jason Schreier ha appena fatto lo stesso identico servizio a un’attesa molto più affollata della mia: quella per The Elder Scrolls VI. Durante un Bloomberg Live Q&A del 7 luglio 2026, il giornalista ha detto che il gioco di Bethesda Game Studios è ancora almeno 2-3 anni di distanza, il che sposta la finestra di lancio più probabile al 2028, con ottime chance di sconfinare nel 2029. Non è una data ufficiale: né Bethesda né Xbox hanno mai confermato un periodo di uscita.

Un “at least” che pesa come un floor, non come un target

La domanda, durante un Q&A dedicato più che altro alla ristrutturazione della divisione Xbox, era diretta: quanto manca a Elder Scrolls VI. Schreier ha risposto con quella parolina, “at least”, che qualunque sviluppatore riconosce all’istante: non è una stima puntuale, è un valore minimo garantito, il floor sotto cui la stima non scenderà mai, con lo sforamento verso l’alto che resta pienamente in gioco. Tradotto in calendario: 2028 nella migliore delle ipotesi, 2029 in quella più probabile, oltre non è escluso.

Non è il solo timeout a segnare la stessa ora

Già a maggio, l’insider di Windows Central Jez Corden aveva piazzato lo stesso identico intervallo, 2028 o 2029, sul podcast The Xbox Two, aggiungendo che i remaster di Fallout sarebbero arrivati prima, probabilmente nel 2027. Due fonti indipendenti che convergono sullo stesso range non fanno una certezza, ma valgono più di un rumor isolato: è il genere di cosa che in un repository chiamereste un test che passa due volte di fila con seed diversi.

Cosa dice davvero Bethesda: playable build e un contatore che riparte dal 2023

A giugno, in un’intervista a Entertainment Weekly, Todd Howard ha confermato che la maggioranza dello studio è al lavoro su Elder Scrolls VI, con una frase che suona più come commit message onesto che come hype da trailer: “sappiamo che dobbiamo farlo per bene, ed è passato tanto tempo”. Il gioco, ha ribadito Howard in più occasioni, è già giocabile in build interne e gira su Creation Engine 3, il motore successore di quello usato per Starfield. Il dettaglio che conta per fare i conti: il teaser risale al 2018, ma la produzione piena è partita solo nel 2023, a Starfield spedito. Il contatore giusto da guardare non è il timer di otto anni che gira sui social, è quello di un ciclo produttivo AAA di cinque, sei anni partito da lì: e infatti torna 2028-2029.

Le risorse liberate altrove finiscono nel buffer di Elder Scrolls VI

Matt Booty, capo dei contenuti Xbox, ha visto il gioco di persona e lo ha descritto come qualcosa che sta venendo bene, aggiungendo che manca solo il momento giusto per mostrarlo. Nello stesso periodo, però, Microsoft ha dimezzato il team ESO e tagliato fuori altri quattro studi dalla scuderia. In un’azienda, i thread liberati da un processo terminato non spariscono: vengono riassegnati a quello con la priorità più alta. Qui la priorità più alta ha un nome solo, ed è quello di questo articolo.

Il verdetto: segnatevi 2028 come caso ottimistico e 2029 come caso vero, poi smettete di controllare la barra di caricamento: non si muove più veloce solo perché la fissate.

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