Il mercato indie ha capito da tempo una cosa che le produzioni tripla A si ostinano a ignorare: non serve durare ottanta ore per restare in testa a qualcuno, bastano venti minuti se sono quelli giusti. Ogni tanto arriva un gioco da meno di cinque dollari a dimostrarlo di nuovo. La parte più scomoda, per chi continua a investire milioni su mappe sterminate, è che a un anno di distanza quel piccolo gioco è ancora lì, con la fila di recensioni entusiaste che si allunga invece di fermarsi alla settimana di lancio.
The Dark Queen of Mortholme è nato come progetto gratuito, offerta libera, dello sviluppatore finlandese Mosu, che ne ha firmato da solo codice e pixel art: usciva su itch.io il 16 dicembre 2024. Otto mesi dopo, il 15 agosto 2025, il publisher Monster Theater lo ha portato su Steam a 5,99 dollari, con supporto controller, achievement e localizzazione italiana. Un anno fa ne avevamo parlato anche noi al lancio, definendolo un Dark Souls al contrario in cui il giocatore veste i panni del boss finale invece che dell’eroe di turno.
La premessa non è cambiata in questi dodici mesi: sei la Regina Oscura di Mortholme, il boss finale che liquida gli eroi in una manciata di colpi. L’unico problema è che l’eroe torna sempre, ogni volta più equipaggiato e più bravo a leggere le tue mosse. Tu, invece, resti esattamente la stessa, lenta e prevedibile come ogni boss da soulslike (i combattimenti punitivi alla Dark Souls) che si rispetti, solo che stavolta il boss lo controlli tu. Tutto si svolge in un’unica sala del trono, alternando dialoghi e scontri in loop che cambiano finale a seconda delle scelte fatte: una run si chiude in 20-40 minuti, vedere tutti i finali richiede poco più di un’ora.
Chi resiste un anno su Steam senza un budget marketing
Oggi, a un anno esatto e cinque giorni dal debutto su Steam, The Dark Queen of Mortholme ha accumulato 1.879 recensioni in inglese, l’84% delle quali positive. È lo status “Molto Positiva” che la maggior parte dei giochi indipendenti senza budget marketing perde entro il primo mese. Negli ultimi 30 giorni ne sono arrivate altre 144, l’85% positive, il segno che qualcuno lo sta ancora scoprendo oggi invece di essersi limitato a comprarlo durante la settimana di uscita.
La critica specializzata l’aveva già premiato al lancio. Six One Indie lo aveva inserito tra i migliori giochi indie del 2025 e TheSixthAxis ne aveva apprezzato la capacità di affrontare domande sul senso della vita nonostante la mezz’ora scarsa di durata. Persino Rock Paper Shotgun, che sulle sue pagine recensisce soprattutto produzioni da milioni di dollari, aveva ammesso di essersene innamorato.
Il trope del villain protagonist (letteralmente, il “cattivo” messo al centro della storia invece che ai margini) sta diventando un filone a sé nell’indie. È la stessa logica dietro The Great Villainess, lo strategico che avevamo recuperato con un anno di ritardo circa un mese fa: il pubblico si è stancato di essere sempre l’eroe, e le produzioni piccole se ne sono accorte prima di chiunque altro.
Il combattimento della Regina resta lento e impacciato per scelta di design, il che rende The Dark Queen of Mortholme più un veicolo narrativo che un gioco d’azione vero e proprio. Si esaurisce in una serata, il prezzo Steam è sceso nel frattempo da 5,99 a 4,99 dollari, e oltre ai tre finali non c’è molto altro da spremere: chi cerca ore di gioco per il proprio denaro guarderà comunque altrove.
Il verdetto: Se il mercato indie continua a dimostrare che bastano venti minuti scritti bene per reggere un anno di recensioni Molto Positive, prima o poi qualcuno in una sala riunioni tripla A dovrà spiegare perché gli servono ottanta ore e un budget a nove zeri per ottenere lo stesso risultato.


