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The Great Villainess: Strategy of Lily: uno strategico serio nascosto dietro dietro uno stereotipo anime

Tempo di lettura: 3 minuti

Il filone “villainess” in senso stretto è quello della akuyaku reijou: una protagonista reincarnata dentro un otome game, il dating sim giapponese pensato per un pubblico femminile, nei panni della nobildonna condannata a un finale rovinoso, che sfrutta la memoria di una vita precedente per evitarlo. The Great Villainess: Strategy of Lily non segue questa formula alla lettera: Scarlet non viene reincarnata da nessuna parte e non ha idea di trovarsi dentro un gioco, prende in prestito solo l’archetipo di superficie (nobildonna accusata ingiustamente, ripudiata dal fidanzato, condannata alla ghigliottina) per costruirci sopra tutt’altro. Sviluppato da Alliance Arts, One or Eight e WSS Playground e pubblicato dalla stessa Alliance Arts, il gioco usa quel trope come vernice narrativa e riserva l’energia vera al comparto tattico. Ne parlo solo ora, a un anno dal debutto su Steam, dopo che una redazione italiana, Gamezilla, lo aveva intercettato in un pezzo di annuncio già nell’aprile 2025.

La premessa è da manuale del genere. Scarlet, duchessa dallo spirito ribelle, viene accusata ingiustamente dell’assassinio dell’Imperatore e condannata alla ghigliottina. A salvarla è Lily, capitana della tecnologica Stream Airship, e insieme guidano una rivolta contro l’Impero. Il twist è che lo fanno trasmettendo ogni battaglia in diretta, diventando di fatto le prime streamer della storia. Fin qui, tropi riconoscibili. Sulla mappa tattica, però, il gioco smette di scherzare. Il combattimento prende in prestito il triangolo delle armi da Fire Emblem, ma il vero cuore del sistema sono le linee di rifornimento: le truppe collegate al quartier generale ricevono bonus enormi, restare tagliati fuori significa morte quasi certa, e applicare la stessa tattica al nemico permette di ribaltare battaglie che sembravano perse. Sopra la mappa vola la Stream Airship, un’arma capace di condizionare l’intera zona di gioco: blocca le avanzate nemiche, taglia i rifornimenti o convince interi reparti alla resa attraverso la propaganda trasmessa in diretta.

Il bivio più citato dalle recensioni è quello tra catturare ed eseguire i generali nemici. Attivando la Capture Stream si possono catturare vivi, e portarli tutti dalla propria parte è l’unica strada per il finale positivo. Giustiziarli accumula potere e spinge Scarlet verso la via della Demon Queen, alterando in peggio il resto della storia. È una conseguenza vera, non la solita barra di karma messa lì per decorazione. Il character design è di Rolua, illustratrice nota nell’ambiente Vtuber di Nijisanji (l’agenzia giapponese dietro decine di streamer virtuali), e si vede. Lo stile anime marcato ha convinto anche Checkpoint Gaming, che descrive un cast capace di far affezionare al giocatore Scarlet e Lily fin dalle prime ore di gioco. Se cercate altri esempi recenti della stessa estetica applicata a un vero gioco tattico e non solo a un artbook, ne ho parlato anche a proposito di Edge of Memories.

Sul fronte tecnico non è tutto oro: le note di patch pubblicate dal team parlano esplicitamente di interventi per l’ottimizzazione della memoria e per i cali di framerate nelle schermate più affollate, segno che i primi mesi post lancio non sono stati indolori. E il ritmo della campagna, soprattutto nell’atto finale del percorso “Happy Ever After”, richiede parecchio grinding: lo segnalano sia Indiecator sia 3rd-Strike, che pure promuove il gioco per l’audacia con cui rompe gli schemi del genere tattico. La componente yuri tra le protagoniste è dichiarata già nella pagina Steam del gioco, gestita tramite legami e dialoghi senza contenuti espliciti: un tratto che AV Club avvicina più a titoli apertamente saffici come I’m in Love with the Villainess che alla vulgata etero a harem invertito su cui il filone è nato. Il gioco è uscito il 24 luglio 2025 a 29,99 dollari, gira anche su Steam Deck con status “Playable” (non “Verified”, secondo la scheda di GG.deals), e un anno dopo il punteggio non è crollato: 78 su Metacritic e “Molto positive” su Steam, con l’85% di pareri favorevoli su 1.468 recensioni (l’italiano resta tra le lingue mancanti).

Il verdetto: se anche gli altri strateghi indie iniziassero a rubare dirigibili e generali nemici invece di limitarsi a ricopiare Fire Emblem, avremmo finalmente una buona scusa per liberare un po’ di spazio nel backlog e giocare qualcosa di davvero nuovo.

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