Il survival zombie in accesso anticipato è il genere che vive di luna di miele. Escono, i primi diecimila giocatori si estasiano per aver trovato scatolette di fagioli in un garage abbandonato, il punteggio Steam schizza oltre il 90% e poi, mese dopo mese, quella percentuale scende insieme all’entusiasmo di chi aveva comprato in anticipo un mondo promesso “completo” tra cinque anni. VEIN sta attraversando esattamente questa fase adesso, ed è per questo che vale la pena guardarlo da vicino invece che aspettare la 1.0 come se fosse dietro l’angolo.
Il gioco è sviluppato e pubblicato da Ramjet Studios, un team di due persone che ha bootstrappato l’intero progetto senza publisher esterni, disponibile su Steam in accesso anticipato dal 24 ottobre 2025 a 19,99 dollari. Chi vuole testarlo senza spendere può scaricare la demo gratuita, limitata a una piccola porzione di mappa e a un livello massimo di 50 invece di 100, direttamente dal sito ufficiale. L’ambientazione è la solita apocalisse zombie rurale americana: raccogli risorse, difendi la casa, ricostruisci quel poco di società che resta, da solo o con amici.
Il paragone che tutti fanno, sviluppatori compresi, è con Project Zomboid visto in prima persona, con qualche innesto di DayZ per la componente open world. Il lancio ha colto di sorpresa gli stessi Ramjet: oltre 11.000 giocatori simultanei nella prima settimana e recensioni iniziali al 92% positive, al punto che lo studio ha dovuto rallentare lo sviluppo per gestire assunzioni e burocrazia invece di shippare la patch successiva. Oggi il dato complessivo resta “Molto Positivo” al 90% su oltre 7.000 recensioni in inglese, ma quello degli ultimi trenta giorni è sceso al 78%: la luna di miele, appunto, è finita da un pezzo. Nei primi mesi la stampa di settore giudicava la reazione della community in linea con quel 92% iniziale: il problema arriva quando un consenso così alto deve reggere il peso delle aspettative gonfiate dal successo.
Rubinetti, contatori e fagioli in scatola: la vera sopravvivenza è nella manutenzione
Alla creazione del personaggio scegli un’occupazione, tipo pompiere, ladro o semplicemente disoccupato, più tre specialità iniziali tra cui scasso, vitalità o forza: è più o meno l’unica cosa che il gioco ti lascia decidere prima di abbandonarti in un’America rurale dove ogni zombie ti vede, ti sente e ti annusa con un realismo che rende inutile qualunque tentativo di correre in tondo. La rete elettrica e quella idrica sono simulate per intero, quindi puoi tagliare la corrente a un intero paese per rallentare chi ti insegue, ammesso che tu abbia capito come funziona il cablaggio prima di lui. Coltivare, cucinare, riparare un’auto pezzo per pezzo, rinforzare una casa contro i saccheggiatori: il gioco ti dà tutti gli strumenti di Project Zomboid e li mette in soggettiva, che è esattamente il motivo per cui la gente lo compra nonostante il prezzo pieno di bug tipico di ogni Early Access. All’uscita gli stessi zombie spawnavano alle spalle dei giocatori con un tempismo da jump scare involontario, un problema che Ramjet ha dovuto correggere in fretta insieme all’aggiunta del supporto ai controller, arrivato con mesi di ritardo rispetto a quanto promesso.
Il problema è la distanza tra la mappa attuale, circa 4×4 chilometri, e quella promessa, 14×14, insieme a NPC, predoni e insediamenti che secondo la stessa roadmap dello studio richiederanno qualcosa come cinque anni di sviluppo a tempo pieno per essere completati. Nel frattempo gli aggiornamenti arrivano con una certa costanza: l’ultimo grande, la patch 0.024, ha aggiunto oltre sessanta nuove location, la gestione delle sottoinventarie negli zaini e la raccolta di piante selvatiche, oltre a un sistema di dipendenze ancora in lavorazione. È tanta roba per due persone, ma resta comunque un cantiere aperto: le animazioni sono spesso segnaposto e il multiplayer, per stessa ammissione della community, regge meglio con due o tre amici che con un intero server pieno di sconosciuti.
Se cercate un altro survival co-op da tenere d’occhio mentre aspettate che VEIN si avvicini alla mappa promessa, Stormforge gioca nella stessa categoria di ambizione dichiarata e budget ridotto, con tutti i rischi che questo comporta.
Il verdetto: VEIN nella sua fase attuale è già più profondo di quanto un survival zombie con due sviluppatori in croce abbia il diritto di essere, ma quel 78% di recensioni recenti racconta cosa succede quando prometti una mappa quattro volte più grande e la community inizia a fare i conti sulla dita: se Ramjet non accelera sul contenuto prima che la pazienza finisca del tutto, tra un anno staremo qui a scrivere il necrologio di un altro survival morto di ambizione.


