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State of Decay 3 rifiuta di morire: Undead Labs lascia Xbox, ma il gioco è ancora vivo

Tempo di lettura: 2 minuti

C’è un tipo di processo che ogni sviluppatrice impara a temere prima ancora di sapere cosa sia un puntatore: quello che chiudi, che sparisce dalla finestra, che ti concede persino la soddisfazione del “Termina operazione”, e che dieci secondi dopo è ancora lì nella lista, immobile, defunto ma presente. In gergo Unix si chiama processo zombie: un programma che ha finito di eseguire ma continua a occupare una riga nella tabella dei processi, perché il genitore non ha ancora letto il suo codice di uscita. Morto sulla carta, vivo nell’elenco.

State of Decay 3 era diventato esattamente questo. E per una volta la cosa è una buona notizia, perché Undead Labs ha appena confermato che il gioco non è stato cancellato.

Lo studio ha affidato la rassicurazione a un comunicato pubblicato tra Reddit e Discord: “Oggi Undead Labs inizia un nuovo capitolo. Stiamo uscendo da Xbox e, anche se non possiamo ancora condividere tutti i dettagli, possiamo dirvi questo: State of Decay 3 è ancora in arrivo. Il team sta lavorando duramente. I sopravvissuti restano uniti.” Tono da survivor che parla alla community di un survival: coerente fino all’ultimo byte.

Il contesto lo conoscete già, se avete letto del reset di Xbox. La CEO Asha Sharma ha annunciato tagli per circa 3.200 posti di lavoro nell’arco dei prossimi dodici mesi, precisando però che nessun progetto first-party gia annunciato viene cancellato. Undead Labs non chiude: passa a una nuova proprietà, con i fondi per completare il gioco. In termini di sistema operativo, il genitore stava morendo e il figlio è stato adottato da un altro init prima di finire orfano davvero.

Il genitore muore, l’orfano sopravvive

Vale la pena ricordare quanto fosse diverso lo scenario cinque giorni fa. Undead Labs figurava tra gli studi dati a rischio chiusura: vendita, scorporo o spegnimento se non fosse saltato fuori un compratore. Nella stessa tornata di report, Ninja Theory era stata mostrata al pubblico con il trailer di Senua nove giorni prima di sapere che, come studio Xbox, non sarebbe più esistita. Detto altrimenti: la vendita, qui, è l’esito buono. Il ramo else era peggio.

Restano tre incognite, e sono quelle che contano. La prima: chi ha ereditato il processo. Il nuovo proprietario è ancora acquirente ignoto, e secondo GameFile lo studio sarebbe già stato comprato: la conseguenza pratica è che Xbox non deciderà più cose come l’arrivo del gioco su Game Pass. La seconda: la IP di State of Decay resta a Undead Labs, quindi il patrimonio migra con i suoi dati. La terza: il gioco era stato annunciato al showcase anche per PS5, ma con l’uscita da Xbox resta da confermare se la nuova gestione manterrà quella rotta. La finestra di lancio, per ora, è ancora il 2027.

C’è una simmetria quasi troppo perfetta in tutto questo. Uno studio che si chiama Undead Labs, un gioco sui morti che non restano morti, un franchise che Xbox ha provato a mandare in SIGKILL e che si è rifiutato di terminare. Otto anni sotto Microsoft senza pubblicare un titolo, un’alpha andata bene, un reveal in pompa magna e poi la lista dei condannati: se lo scrivessi come design document te lo boccerebbero perché troppo sopra le righe.

Il verdetto: il gioco è vivo, ma “vivo” qui significa un orfano riassegnato a un genitore che non ha ancora un nome. Se il nuovo proprietario porta pazienza fino al 2027 lo festeggiamo; se lo compra solo per rivenderlo a pezzi, avremo semplicemente imparato che anche i processi zombie, prima o poi, qualcuno li fa terminare.

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