Un tribunale federale di Washington ha condannato James C. Williams, noto online come Archbox ed ex moderatore del subreddit r/SwitchPirates, a pagare a Nintendo of America 4,5 milioni di dollari di danni per la pirateria dei giochi Switch. La sentenza è una condanna in contumacia: Williams non ha mai risposto alla causa, e la giudice distrettuale Lauren King ha accolto la richiesta di Nintendo per intero. Ne ha scritto il sito TorrentFreak, che segue la causa dall’inizio e ha pubblicato l’ordinanza completa.
La pirateria dei giochi Switch passava secondo Nintendo da diversi “negozi pirata”, siti che offrivano al pubblico intere librerie di giochi scaricabili senza licenza. Williams, residente in Arizona, li promuoveva su Reddit, aiutava gli utenti a installare i programmi per aggirare le protezioni della console e chiedeva “donazioni” in carte regalo del Nintendo eShop, con cui comprava altri giochi da decrittare e aggiungere ai negozi. Secondo TorrentFreak, che ne scriveva a ottobre 2025, nella causa depositata a giugno 2024 Nintendo citava per nome Jack-in-the-Shop, Turtle in the Shop, NekoDrive e LiberaShop, oltre alle cosiddette sigpatches, le modifiche che permettono alla console di avviare giochi non autorizzati.
Come si arriva a 4,5 milioni
Nintendo ha chiesto il massimo dei danni previsti dalla legge statunitense sul diritto d’autore, 150.000 dollari per titolo, per 30 giochi, fra cui The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, Mario Kart 8 Deluxe e Super Smash Bros. Ultimate. Trenta giochi per 150.000 dollari fanno esattamente 4,5 milioni. La giudice ha ritenuto la cifra non irrealistica: con giochi da circa 50 dollari l’uno distribuiti gratis a moltissimi utenti, scrive nell’ordinanza, le vendite perse possono facilmente arrivare a centinaia di migliaia di dollari.
Nella decisione pesano anche i post di Williams su Reddit, che per la giudice dimostrano che sapeva di distribuire giochi protetti e lo faceva deliberatamente. In uno di questi si definiva un pirata che non avrebbe dato a Nintendo 50 dollari per un gioco. La giudice ha anche sottolineato che Williams era al corrente della causa, perché a un certo punto aveva assunto un avvocato per opporsi a una richiesta di dati rivolta a Google, ma non ha mai risposto alle accuse. Nintendo, da parte sua, non ha chiesto i danni previsti dalla legge statunitense sul copyright digitale (DMCA) né il rimborso delle spese legali, e la giudice ne ha tenuto conto a suo favore.
Una vittoria soprattutto simbolica
Oltre ai danni, la sentenza vieta a Williams di distribuire qualsiasi gioco Nintendo piratato, non solo i 30 della causa, e qualsiasi programma che aggiri le protezioni di giochi e console. Gli ordina anche di chiudere i negozi e gli account usati per promuoverli, su Reddit, Instagram, X, TikTok, Discord e Telegram. In pratica resta poco da chiudere: l’account Reddit di Williams è già stato cancellato e i negozi citati nella causa hanno chiuso da tempo, quasi tutti dopo la diffida di Nintendo di marzo 2024.
Non è chiaro se Nintendo vedrà mai i 4,5 milioni, e resta da capire come potrebbe riscuoterli. Williams non ha mai partecipato al processo e, secondo TorrentFreak, nessuna delle accuse è stata davvero messa alla prova: in una condanna in contumacia il tribunale considera vere le affermazioni di chi fa causa. È una differenza importante rispetto alla causa parallela contro Modded Hardware, depositata lo stesso giorno di giugno 2024, che si è chiusa con un accordo da 2 milioni accettato dall’imputato.
La linea dura di Nintendo contro la pirateria
Nintendo porta avanti da anni una strategia fatta di diffide, richieste di rimozione e cause in tribunale. Ad agosto 2026 l’azienda ha fatto rimuovere oltre 400 progetti di emulatori Switch da GitHub in un solo giorno. L’obiettivo dichiarato nella causa contro Williams era fermare le sue attività e, implicitamente, scoraggiare chi fa lo stesso: una cifra da milioni di dollari, anche se difficile da riscuotere, serve soprattutto a questo. La notizia è stata ripresa anche da VGC e da Nintendo Life.
Il tema della protezione dei giochi è caldo anche su PC: a settembre Denuvo ha fatto causa al cracker voices38, che aveva tolto la protezione anticopia a 26 giochi, come abbiamo raccontato. Anche lì la battaglia si gioca più sul piano della deterrenza che su quello dei soldi effettivamente recuperati.


