Una scena di Concord, una delle quattro serie nuove nate su PS5 e già spenta

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PlayStation 5 ha prodotto quattro proprietà intellettuali nuove in sei anni, e due sono già chiuse

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Il mercato ha passato sei anni a spiegarmi che il futuro erano i giochi a servizio, e intanto le nuove IP Sony di questa generazione si contano su una mano a cui manca il pollice. IP sta per proprietà intellettuale, che nel gergo del mestiere vuol dire una serie che prima non esisteva: su PS5 ne sono nate quattro, e due di quelle quattro sono già spente.

Il conto nasce da una discussione su ResetEra, un forum molto frequentato da chi lavora nel settore, e l’ha rimesso in fila Tech4Gamers l’11 settembre. La lista è questa: Returnal nel 2021, Destruction AllStars nello stesso anno, Concord nel 2024 e Saros ad aprile 2026. Il termine di paragone che fa il danno è PS4, a cui la stessa conta attribuisce ventuno serie nuove lungo tutto il suo ciclo di vita.

Due spente: una in due settimane, l’altra in silenzio

Delle due morte, quella che se n’è andata senza che nessuno ci facesse caso è Destruction AllStars, il gioco di scontri fra auto di Lucid Games uscito a febbraio 2021. Il 26 maggio 2026 è stato tolto dalla vendita sul PlayStation Store, e il dettaglio che dice tutto è che i server per giocare insieme erano già offline dal 2024 per guasti mai riparati. Lo spegnimento definitivo è fissato al 25 novembre 2026. Media della critica: 62 su Metacritic e su OpenCritic, fra i peggiori voti mai presi da un’esclusiva PlayStation di questa generazione. Lucid intanto era passata a Tencent nel 2023, e da allora lavora come studio di appoggio sui giochi degli altri.

L’altra l’abbiamo vista morire tutti. Concord è uscito il 23 agosto 2024 a 39,99 dollari, nella prima settimana su Steam ha tenuto meno di 700 giocatori contemporanei e in totale non ha superato le 25.000 copie fra le due piattaforme. Server offline il 6 settembre, due settimane dopo il lancio, rimborsi a tutti, e a ottobre Firewalk Studios chiusa. Sony l’aveva comprata l’anno prima.

Restano Returnal e Saros, cioè lo stesso gioco a cinque anni di distanza. Lo dico senza cattiveria e lo avevamo già scritto: Housemarque ha preso la formula del primo, le ha aggiunto una progressione che resta fra una partita e l’altra e l’ha rifatta meglio. Il risultato è ottimo, e qui la ricostruzione di Tech4Gamers sbaglia: liquidare Saros come un gioco accolto al massimo in modo decente non sta in piedi con un 87 di media su Metacritic e un nove su dieci di Gamereactor.

Il problema di Saros è un altro, ed è più noioso. Secondo la società di analisi Alinea ha venduto circa 300.000 copie in due settimane, a ottanta euro, su un parco installato che Sony dichiara intorno ai 94 milioni di console. Un roguelite, cioè un gioco in cui si ricomincia da capo a ogni morte tenendo solo una parte dei progressi, resta roba per un pubblico ristretto anche quando lo firma il proprietario della piattaforma.

Il vuoto non si riempie con quello che è stato cancellato

La quinta serie nuova ci sarebbe stata, e adesso la pubblica qualcun altro. A metà giugno PlayStation Studios ha comunicato a Kojima Productions la cancellazione di Physint, il gioco di spionaggio annunciato nel 2024; il 10 settembre Xbox ha detto che lo pubblica lei. Sony ha parlato di una «difficile decisione» di farsi da parte, e sulle ragioni vere l’abbiamo raccontata a parte: budget già esaurito, tappe di sviluppo saltate e la proprietà del gioco in mano allo studio e non a PlayStation.

Quello che resta in cantiere lo conosciamo. Intergalactic: The Heretic Prophet di Naughty Dog ha finito le riprese a fine agosto e sulla scheda PlayStation ha ancora la data da confermare. Fairgames, lo sparatutto a rapine di Haven Studios, è ricomparso il 10 settembre dalla pagina di un test chiuso, sotto il nome in codice Project Espresso. Dallo studio se n’erano andati prima la fondatrice Jade Raymond e poi il direttore creativo. Due titoli, di cui uno senza data e uno che dopo tre anni non ha ancora trovato la sua forma.

Prima di dare la colpa alla fantasia, guardate il calendario

Qui però tocca fare la cosa meno divertente, cioè smontare un po’ il numero prima di usarlo come clava. Un gioco a budget alto oggi si porta via cinque, sei, anche sette anni di lavoro: una generazione cominciata nel novembre 2020 produce per forza di cose pochi debutti, perché i progetti avviati dopo l’arrivo della console escono adesso o devono ancora uscire. Poi c’è il problema di cosa si accetta come serie nuova. Destruction AllStars l’ha sviluppato uno studio esterno, Saros si dichiara da solo un successore spirituale del gioco precedente, e i ventuno titoli attribuiti a PS4 mettono nello stesso mucchio cose di dimensione e ambizione molto diverse. Il numero vale come ordine di grandezza, non come pagella.

Resta che due di quelle quattro erano giochi a servizio e sono state spente entrambe, e che i soldi non evaporano: vanno in un posto invece che in un altro. Il quadro intorno lo dice meglio del conto. Dal gennaio 2028 i nuovi giochi PlayStation non usciranno più su disco. E il 31 agosto Ilari Kuittinen ha lasciato Housemarque dopo trentatré anni: è il terzo fondatore di uno studio PlayStation ad andarsene in poco tempo, dopo Ted Price di Insomniac e Brian Fleming di Sucker Punch.

Nessuno di questi fatti, da solo, dimostra niente. Messi in fila danno l’immagine di un’azienda che sta stringendo, non che sta seminando.

Il verdetto: quattro serie nuove in sei anni non sono una catastrofe, sono il prezzo di aver puntato tutto sui seguiti sicuri e sui giochi a servizio. Il guaio è che i giochi a servizio li hai spenti tu, e quello che ti resta in mano è un gioco senza data e uno che dopo tre anni non sa ancora cosa vuole essere.

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