Una scena di Death Stranding 2, il gioco di Kojima Productions pubblicato da Sony prima della rottura su Physint

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Perché Sony ha mollato Physint: i conti dei Death Stranding e un budget già finito

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Physint, budget già sforato e scadenze mancate con l’uscita ancora lontana anni. Sono i due motivi tecnici per cui Sony ha smesso di finanziare il gioco di spionaggio di Kojima Productions, stando a un rapporto di Jason Schreier uscito su Bloomberg l’11 settembre. Il terzo motivo, quello che pesa di più, riguarda i due giochi precedenti dello studio.

Death Stranding e Death Stranding 2: On the Beach non hanno raggiunto le aspettative di ricavo di PlayStation. Lo dicono persone informate del progetto citate da Schreier, ed è il punto in cui la vicenda smette di essere una lite fra un autore e un editore e diventa un problema di conti.

Il meccanismo che ha fatto perdere soldi a Sony sul sequel

Entrambi i Death Stranding sono usciti come esclusive a tempo: prima su PlayStation, poi altrove. Il primo è arrivato su PC e in seguito sulle macchine Xbox, il secondo sta seguendo la stessa strada. La differenza è che su quelle versioni l’editore non è Sony, perché la proprietà intellettuale è di Kojima Productions e non di PlayStation Studios. Sony ha messo i soldi nello sviluppo e incassa poco o niente dalla seconda vita commerciale del gioco.

Ripetuto su un terzo progetto, con centinaia di milioni di dollari da mettere sul tavolo, quel meccanismo diventa difficile da giustificare in un consiglio di amministrazione. Il rapporto dice esattamente questo: PlayStation non voleva investire di nuovo quella cifra su un gioco che non sarebbe rimasto suo per sempre.

Concord ha cambiato le regole interne

Il quarto elemento è indiretto e riguarda un gioco che con Kojima non c’entra niente. Dopo il fallimento di Concord, lo sparatutto competitivo ritirato dal mercato due settimane dopo l’uscita nel 2024, PlayStation ha introdotto controlli di produzione più stretti, cioè tappe intermedie che un progetto deve superare per continuare a ricevere fondi. Physint non le ha superate.

È la parte più interessante della storia, perché spiega come un disastro in un genere si ripercuote su un progetto completamente diverso. Una struttura che ha appena visto bruciare un investimento grosso alza le barriere per tutti, e le alza nel momento peggiore per chi sta sviluppando qualcosa di costoso e lontano dal traguardo.

Il conto lo paga chi era in mezzo al guado.

Chi non c’è più dentro Sony

C’è poi una ragione umana che il rapporto registra senza enfatizzarla. Quando Kojima lasciò Konami e fondò lo studio indipendente, annunciò subito un accordo di lungo periodo con Sony, e da lì nacquero i Death Stranding. Molti dei dirigenti di PlayStation che avevano un rapporto diretto con lui hanno lasciato l’azienda negli ultimi anni. Un accordo costruito su persone che non lavorano più lì è un accordo che si regge solo sui numeri, e i numeri erano quelli sopra.

Il condizionale resta d’obbligo su tutto: Sony non ha commentato pubblicamente il merito, e quello che sappiamo viene da fonti anonime raccolte dal giornalista con il miglior riscontro del settore. Nella nota ufficiale dell’addio, l’azienda aveva parlato di decisione difficile e di trent’anni di rapporto creativo.

Cosa ci guadagna Xbox

Dall’altra parte Xbox ha preso il progetto e lo considera un buon investimento proprio per il motivo opposto a quello di Sony. Pubblicherà Physint su Xbox e su PC, cioè su tutte le piattaforme dove Microsoft porta i suoi giochi: il problema dell’esclusiva permanente non si pone. «Scommettere su Kojima è una scelta facile», ha detto un portavoce.

Negli accordi su Physint e su OD, l’altro gioco di Kojima Productions già in mano a Xbox, rientrano anche i diritti per il cinema e la televisione. Non è un dettaglio: la nuova amministratrice delegata Asha Sharma ha indicato più volte nell’espansione verso film e serie una delle direzioni della sua gestione, e comprarsi un autore che di quel materiale ne genera per definizione è coerente con quella linea.

Ne avevamo scritto il 10 settembre, quando l’annuncio arrivò senza spiegazioni da nessuna delle due parti. Il quadro che esce ora è meno romantico di come l’hanno raccontato entrambe. Non c’è un editore che crede nell’autore contro uno che non ci crede: c’è un editore che perdeva soldi su un modello di distribuzione, e un altro che con lo stesso gioco, distribuito diversamente, pensa di non perderne.

Resta un fatto che nessuno dei comunicati ha messo in primo piano. Physint fu annunciato nel gennaio 2024, e nel 2025 Kojima stesso disse che mancavano cinque o sei anni. Il budget concordato era già esaurito quando la macchina si è fermata, per un gioco che secondo il suo stesso autore era a metà strada.

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