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Xbox a 799 dollari e schede video più care: l’intelligenza artificiale nel gaming cosa ci ha dato in cambio?

Tempo di lettura: 4 minuti

Dal primo agosto una Xbox Series X con lettore di dischi costa 799,99 dollari. Al lancio, nel novembre 2020, ne costava 499,99. Microsoft ha spiegato il perché senza girarci intorno in un post su Xbox Wire: i prezzi di memoria e storage sono saliti di oltre due volte e mezzo, e l’azienda si aspetta un altro raddoppio entro l’autunno del 2027. La console è la stessa di sei anni fa. A essere cambiato è chi compra i chip che ci stanno dentro.

Su IGN, la responsabile hardware Jackie Thomas ha messo in fila la stessa storia dal lato PC e ha chiuso con una domanda che merita una risposta per esteso: in cambio di cosa. Perché il conto è già sui listini, mentre l’elenco di quello che l’intelligenza artificiale ha effettivamente consegnato a chi gioca si scrive in quattro righe.

Il conto: schede video, console, e un raddoppio già annunciato

Tra il 27 e il 31 luglio NVIDIA ha alzato il prezzo dei kit che vende ai partner, cioè il pacchetto chip grafico più memoria GDDR6 e GDDR7 con cui ASUS, MSI e gli altri assemblano le schede. AMD ha notificato ai partner un rincaro di almeno il 10% il 31 luglio, dopo averlo rimandato, stando alla stessa ricostruzione, per un mese per paura di perdere quote. Nessuna delle due ha pubblicato un listino nuovo, e i negozi non hanno aspettato che lo facessero: in un aggiornamento di fine luglio TechSpot scrive che comprare una GeForce da 16 GB costa il 10-15% in più rispetto a poche settimane prima, con gli assemblatori che avvertono di possibili aumenti fino al 40%.

Sulle console la sequenza è la stessa e dura da un anno e mezzo. Sony ha portato la PS5 con lettore a 649,99 dollari ad aprile, secondo ritocco in meno di dodici mesi. Valve ha alzato lo Steam Deck OLED da 549 a 789 dollari a maggio. Nintendo porterà Switch 2 a 499,99 dollari il primo settembre. Bloomberg riferisce che Sony starebbe valutando di spostare la PS6 al 2028 o al 2029 per la stessa ragione. Sarebbe il divario più lungo mai visto tra due PlayStation. Sul mercato americano si aggiungono i dazi, che Sony ha citato per prima quando ha annunciato il rincaro parlando genericamente di pressioni economiche, ma i dazi non spiegano perché i prezzi salgano anche dove non si applicano.

La responsabilità non è tutta dei data center, e su questo punto abbiamo già scritto. Il 25 giugno diciassette tra privati e piccole aziende hanno depositato una causa collettiva alla corte federale della California del Nord contro Samsung, SK hynix e Micron, che insieme controllano circa il 90% del mercato mondiale della DRAM, la memoria comune di PC, telefoni e console. L’accusa è di essersi coordinate per stringere la produzione, usando il passaggio alla memoria ad alta banda per l’IA come pretesto per smettere di fabbricare i formati più vecchi. Il conto secondo gli attori è un più 700% in quattro anni. Samsung e SK hynix si erano già dichiarate colpevoli di cartello sulla DRAM negli Stati Uniti nel 2005, con multe e condanne a dirigenti. Le accuse depositate a giugno restano da provare, e nessuno dei tre ha ancora risposto in giudizio.

Cosa è arrivato in cambio, in ordine cronologico

Una cosa buona c’è, e ha otto anni. Il DLSS è arrivato nel 2018 con la RTX 2080: usa una rete neurale per ricostruire un’immagine ad alta risoluzione partendo da un rendering più leggero, cioè fa girare meglio i giochi su hardware più modesto. Ha avuto un debutto pieno di artefatti, poi è migliorato, e AMD, Intel e Sony hanno costruito la propria versione. Rendere un gioco più accessibile a chi ha una macchina vecchia è un guadagno vero.

Il secondo capitolo è la generazione di fotogrammi, arrivata il 12 ottobre 2022 con la RTX 4090: qui la scheda non ricostruisce l’immagine, la inventa tra un fotogramma e l’altro. Quasi quattro anni dopo resta divisiva per una ragione tecnica precisa: i fotogrammi inventati alzano il numero sul contatore ma non riducono il ritardo tra il comando e la risposta a schermo, e in un gioco competitivo quel ritardo si sente. Chiamiamola pari.

Il terzo capitolo è il DLSS 5, presentato a marzo al GTC, la conferenza annuale di NVIDIA. La demo mostrava Grace Ashcroft di Resident Evil Requiem con labbra più piene, pelle più liscia e occhi più luminosi, girava su due RTX 5090 e ha prodotto un rigetto immediato, che avevamo raccontato quando è successo. Jensen Huang ha risposto che i giocatori sono “completely wrong” e che non è un filtro ma controllo generativo a livello di geometria. A maggio il produttore di Capcom Masato Kumazawa ha detto a Eurogamer che la rabbia dei fan dimostra una cosa: il design originale di Grace era quello giusto. Un fornitore ha ritoccato la protagonista di un cliente e il cliente ha ringraziato il pubblico per averla difesa.

Il quarto è Gaming Copilot, l’assistente ancora in beta che Microsoft ha infilato nella Game Bar e che sui portatili ROG Xbox Ally si richiama tenendo premuto un tasto. Provandolo su Ally X, Gizmodo gli ha chiesto come si cambia arma in Indiana Jones e l’Antico Cerchio e si è sentito rispondere che c’è una ruota degli oggetti sul dorsale. Non c’è: si usa la croce direzionale. A gennaio ASUS ha aggiunto un aggiornamento che permette di rimappare quel tasto, così da non evocarlo per sbaglio.

La proposta dell’industria: togliere l’etichetta

Dal 2024 Valve chiede a chi pubblica su Steam di dichiarare se ha usato IA generativa, e la dichiarazione finisce sulla pagina del negozio. Tim Sweeney, amministratore delegato di Epic Games, sostiene che quella casella non abbia senso, perché l’IA “sarà coinvolta in quasi tutta la produzione futura”: lo ha scritto su X nel novembre 2025 e lo ha ripetuto a giugno in un’intervista a PC Gamer, dove ha definito la scelta di Valve “irresponsabile” e ha parlato di una lettera scarlatta cucita addosso agli sviluppatori. Sull’Epic Games Store, dove Sweeney decide, quella casella non esiste.

Il ragionamento regge solo se l’etichetta serve a giudicare il metodo. Serve a scegliere il prodotto: chi paga il 15% in più una scheda video rispetto a giugno vuole sapere cosa ci gira sopra, e finora l’IA nei videogiochi si è presentata come una faccia rifatta e un consiglio sbagliato sui tasti. Togliere la casella non cambia il prodotto, cambia solo cosa si vede prima di pagarlo.

Il DLSS 5 esce in autunno su Starfield, Hogwarts Legacy, Assassin’s Creed Shadows e Resident Evil Requiem. Scommetto che la prima cosa che farà chi ha appena pagato 799 dollari una console sarà cercare la voce nel menu delle opzioni per spegnerlo. Huang dirà che sbagliamo noi.

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