Il logo dell'Esports Nations Cup, il torneo rinviato dal 2026 al 2027

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La guerra tra USA e Iran rinvia di un anno l’Esports Nations Cup di Riyadh

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L’Esports Nations Cup (ENC), il torneo internazionale a squadre nazionali previsto a novembre 2026 a Riyadh, in Arabia Saudita, slitta a novembre 2027. Lo ha reso noto il 18 agosto 2026 l’Esports Foundation (EF), la fondazione no profit legata al fondo sovrano saudita che organizza il torneo, in un comunicato ufficiale. La decisione arriva dopo consultazioni con le parti coinvolte e, dice l’EF, non cambia l’impegno verso il torneo né verso i movimenti esport nazionali già finanziati in vista dell’evento.

Nella nota ufficiale l’EF parla genericamente di incertezza legata al più ampio contesto regionale, senza nominare nulla di specifico. Il CEO Ralf Reichert ha dichiarato che la decisione non è stata presa alla leggera. La testata di settore Hotspawn collega però esplicitamente il rinvio alla guerra in corso tra Stati Uniti e Iran e alle sue ricadute sui paesi vicini, Arabia Saudita compresa, e nota che l’EF aveva già spostato l’evento gemello, l’Esports World Cup, da Riyadh a Parigi a maggio 2026 per la stessa ragione. Un’altra differenza: quello spostamento aveva cambiato città mantenendo le date, mentre qui il torneo resta a Riyadh e cambia solo anno.

L’ENC avrebbe dovuto svolgersi dal 2 al 29 novembre 2026 con 16 discipline diverse, coinvolgendo squadre e federazioni di oltre 100 paesi. Tra le discipline in programma c’erano anche gli scacchi, con un torneo a 128 giocatori le cui qualificazioni erano già concluse.

Il rinvio lascia in sospeso proprio le squadre che si erano già qualificate. Dodici mesi di distanza dal nuovo torneo sono abbastanza perché rose, forma e persino gli equilibri interni di alcuni giochi cambino, e l’EF non ha ancora detto come gestirà i posti già assegnati: se saranno confermati d’ufficio, se le qualificazioni andranno rifatte, o se si troverà una via di mezzo. Per i giocatori professionisti la differenza non è teorica, perché un posto in una competizione internazionale pesa sui contratti e sugli sponsor.

C’è poi il lato dei soldi. L’EF finanzia da mesi i movimenti esport di diversi paesi in vista dell’ENC, e nel comunicato assicura che quel sostegno prosegue: è la parte della nota rivolta a chi ha già speso in previsione di novembre, dalle federazioni nazionali alle organizzazioni che avevano costruito il proprio calendario attorno al torneo. Un anno di attesa in più significa un anno in più di costi senza la vetrina che doveva ripagarli.

Resta da capire cosa succede all’Esports World Cup del 2027, che l’Arabia Saudita ha finora presentato come il pilastro del proprio piano sportivo. Se l’incertezza regionale che ha spostato l’ENC vale anche per l’altro torneo, la scelta tra cambiare sede e cambiare anno tornerà sul tavolo. La differenza tra le due opzioni non è organizzativa: spostare un evento a Parigi lo salva ma lo porta via da Riyadh, che è esattamente il contrario di quello che quegli investimenti dovrebbero ottenere.

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