Martedì 4 agosto, alla chiusura delle contrattazioni, Electronic Arts smetterà di essere una società quotata. La data è nel documento che l’azienda ha depositato giovedì 30 luglio presso la SEC, l’autorità di vigilanza sui mercati statunitensi: tutte le approvazioni regolatorie necessarie a completare la fusione sono state ottenute, e la chiusura è attesa in quella giornata, salvo le condizioni contrattuali di routine.
L’operazione vale circa 55 miliardi di dollari, 210 dollari per azione in contanti. A conti fatti sarà il più grande leveraged buyout mai completato, cioè l’acquisizione in cui la maggior parte del prezzo viene coperta a debito, con gli attivi e i flussi di cassa della società comprata usati come garanzia per ripagare il prestito. Il primato precedente apparteneva ai 45 miliardi dell’utility texana TXU nel 2007.
Diciannove anni dopo, il record lo prende un editore di videogiochi.
Chi comprerà cosa
Il fondo sovrano saudita PIF, che gestisce gli investimenti pubblici del regno, arriverà al 93,4% di EA. Il restante si divide tra Silver Lake, società di private equity specializzata in tecnologia, con il 5,5%, e Affinity Partners con l’1,1%: quest’ultima è il fondo di Jared Kushner, genero di Donald Trump. Insieme si prendono i giochi del catalogo, da EA Sports FC a Battlefield e Mass Effect, compresi i titoli Star Wars in mano allo studio.
L’accordo era stato annunciato a settembre 2025 e approvato dagli azionisti a dicembre dello stesso anno. La chiusura era in calendario per il 30 giugno 2026, poi è slittata perché mancavano le revisioni antitrust e quelle sulla sicurezza nazionale. L’ultima tessera è caduta a Bruxelles, come avevamo scritto quando l’Unione europea ha dato il via libera.
Il debito non fa domande trimestrali, ne fa di peggiori
La lettura ottimistica dell’operazione è nota da settembre 2025: una società fuori dalla borsa smette di dover rendere conto ogni tre mesi, e quindi può permettersi progetti lunghi e rischiosi. Su carta è vero. EA uscirà dal Nasdaq e non pubblicherà più risultati trimestrali per gli analisti.
La struttura dell’operazione racconta però un’altra scadenza. In un buyout a leva il debito lo porta in pancia la società comprata, e gli interessi si pagano con la cassa che la società genera. Le pressioni non spariscono: cambiano interlocutore, e passano dagli azionisti ai creditori, che sui tempi sono meno pazienti di un fondo indicizzato. Le voci di bilancio che producono cassa prevedibile in EA hanno un nome solo, e sono le modalità a squadre di FC e Madden con le loro carte giocatore.
Il 4 agosto non cambierà nulla di visibile per chi gioca. Il momento da tenere d’occhio è il primo listino prezzi delle valute virtuali che uscirà dopo, e il primo progetto a lungo termine che verrà annunciato: se il secondo non arriva mai, sapremo quale delle due letture era giusta.


