Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

SteamDB è stata comprata da chi possiede Nexus Mods, e il motivo è il burnout del fondatore

Tempo di lettura: 4 minuti

SteamDB ha cambiato proprietario. Il sito che da tredici anni traccia ogni movimento del negozio di Valve, dai giocatori in contemporanea allo storico dei prezzi per regione fino ai file che compongono ogni singolo aggiornamento, è stato comprato da Chosen, la società che possiede anche Nexus Mods. L’annuncio è arrivato il 2 settembre sui blog di entrambe le parti. La cifra non è stata resa nota.

Vale la pena chiarire subito una cosa che confonde molti: SteamDB non è un servizio di Valve. È un database indipendente, costruito da fuori interrogando le stesse informazioni che Steam espone pubblicamente, e mostra parecchia roba che l’interfaccia del negozio non fa vedere: build, depot, manifest, cronologia degli sconti, curve dei giocatori. Chi analizza il mercato lo usa quotidianamente, e chi installa mod pure.

Un progetto nato per curiosità, finito per esaurimento

Il sito nasce nel 2013 da due persone, Pavel Djundik, che in rete tutti conoscono come xPaw, e un secondo fondatore noto con il nome Marlamin. Quando Marlamin si è fatto da parte, la gestione è rimasta praticamente su una persona sola. Nel frattempo Steam ha continuato a crescere in cataloghi, utenti e funzioni, e quello che era un passatempo ha smesso di esserlo.

Nell’annuncio, ripreso da TechSpot, Djundik scrive che dopo la pandemia e con l’arrivo dell’intelligenza artificiale l’internet che amavamo non c’è più, e con essa la sua passione. Dice di aver accumulato esaurimento e di essere andato avanti lo stesso. Un paio d’anni fa aveva già provato a passare il progetto a qualcuno, senza trovare una squadra di cui si fidasse; a gennaio ha ricominciato a cercare, e questa volta l’ha trovata. La versione integrale, con la spiegazione di come la ricerca è andata, sta sul resoconto di Rock Paper Shotgun.

La motivazione è la parte meno tecnica e più importante di tutta la vicenda. Un pezzo di infrastruttura su cui poggiano giornalisti, sviluppatori indipendenti ed editori è rimasto in piedi per anni perché una persona ci metteva le sue serate, e ha cambiato mano quando quella persona non ce l’ha fatta più. Non è un caso isolato: è il modo in cui funziona buona parte degli strumenti gratuiti su cui il settore fa affidamento.

Cosa cambia domani, e cosa fra due anni

Nell’immediato, niente. Chosen ha promesso che nome, marchio, comunità e identità di SteamDB restano dove sono, e che il sito continuerà a esistere come sito a sé. Djundik resta ad affiancare la nuova squadra per i prossimi mesi durante il passaggio di consegne.

Le modifiche annunciate stanno dietro le quinte: una squadra pagata a tempo pieno al posto di una persona, investimenti su infrastruttura, sicurezza e scalabilità, manutenzione dell’estensione per browser e miglioramento della copertura dei giochi tracciati. Il dettaglio della lista è su Inven Global.

Sul lungo periodo c’è un’idea tecnica che spiega perché l’acquisizione ha un senso industriale e non è solo un salvataggio. SteamDB conserva anni di storico su build, file e aggiornamenti dei giochi; Nexus Mods gestisce l’installazione delle mod. Incrociare le due cose vuol dire che un gestore di mod può riconoscere la versione esatta del gioco installato e avvisare prima che una patch in arrivo rompa la configurazione. Chiunque abbia visto Skyrim aprirsi e chiudersi dopo un aggiornamento automatico capisce il valore della cosa. Nexus Mods stessa, però, ammette che una funzione del genere è ancora lontana.

Perché mezza comunità non è contenta

Le reazioni sotto l’annuncio sono state tutt’altro che entusiaste, e la paura principale ha un nome preciso: il paywall. Il timore, riportato fra gli altri da Power Up Gaming, è che funzioni oggi gratuite finiscano dietro un abbonamento una volta che qualcuno deve far quadrare i conti. A questo si somma il credito che Nexus Mods ha con la sua stessa utenza: la piattaforma si porta dietro anni di polemiche su moderazione e sulle regole per la rimozione delle mod.

Nei commenti raccolti da GamingOnLinux torna la parola che ormai accompagna ogni passaggio di proprietà di un sito indipendente, e la previsione che il fondatore sparirà nel giro di qualche mese. È una diffidenza che si è guadagnata sul campo negli ultimi dieci anni di acquisizioni, per quanto in questo caso non ci sia ancora niente di concreto da rimproverare a nessuno.

Il metro di giudizio, per fortuna, esiste già ed è stato fissato da loro. Ad agosto Victor Folmann, che Chosen l’ha fondata e che di Nexus Mods è il proprietario, aveva chiesto pubblicamente di essere giudicato sui risultati dei dodici mesi successivi, promettendo un modding installabile con un clic. Il primo di quei dodici mesi è passato e l’acquisizione di SteamDB è la prima mossa concreta.

Resta un cortocircuito. Djundik dà la colpa del suo esaurimento alla pandemia e all’ascesa dell’intelligenza artificiale, che ha reso il web un posto diverso da quello per cui aveva cominciato. A comprarlo è la stessa azienda che a inizio agosto ha imposto ai modder tre etichette obbligatorie per dichiarare come hanno usato l’IA nelle proprie mod, sotto minaccia di provvedimenti. Su questo punto specifico, chi vende e chi compra la pensano allo stesso modo.

La previsione da segnarsi, così fra un anno si verifica: se entro settembre 2027 le curve dei giocatori e lo storico dei prezzi sono ancora consultabili senza registrarsi, l’operazione avrà fatto quello che prometteva. Se per vedere la cronologia di un gioco servirà un account, sapremo che avevano ragione quelli dei commenti. La copertura completa dell’annuncio, con le dichiarazioni delle due parti, è su Kotaku e su GamesRadar.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti