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Halo di Activision: Frank O’Connor indica tre strade possibili, rispondendo a un post su LinkedIn

Tempo di lettura: 4 minuti

L’Halo di Activision ha, secondo Frank O’Connor, tre strade possibili, nessuna facile e nessuna garantita. O’Connor è stato per quasi vent’anni direttore creativo del franchise e ha lasciato 343 Industries, ora chiamata Halo Studios, nel 2023. Lo ha scritto commentando un post su LinkedIn, e la sua risposta è stata ripresa da Gaming ProMax e da Gamebastion, che rilancia un articolo di IGN.

Il post a cui risponde

Il post è di Genevieve Harrison, ex responsabile della comunicazione dei dirigenti di Xbox sui social, e parla di come Activision potrebbe gestire la serie. Harrison scrive che il talento non è una cartella da trascinare dal team di Call of Duty a quello di Halo. Aggiunge che Activision sa gestire fino in fondo una franchise enorme e che questa disciplina potrebbe servire a Halo, ma non arriva a salvare Xbox: Microsoft ha pagato 68,7 miliardi di dollari per Activision Blizzard, e per lei Activision è Xbox. Conclude che spera funzioni, perché vorrebbe un altro grande Halo.

O’Connor, che aveva iniziato con la serie lasciando Official Xbox Magazine per entrare in Bungie durante lo sviluppo di Halo 2, ha risposto con “3 strade”, ciascuna delle quali potrebbe funzionare. Premette che nessuna è facile, garantita o per forza praticabile.

Prima strada: l’Halo classico

Nel primo scenario O’Connor propone un Halo “classico”, con il movimento, il sandbox e lo sparatutto di sempre, pensato per il pubblico di base e con dimensioni tali da avere successo con quel pubblico. Deve però essere abbastanza attraente da crescere oltre. O’Connor osserva che il multiplayer di Halo funziona meglio con più giocatori, per pura matematica.

È la strada più prudente, e il rischio è esattamente quello: un Halo che torna a fare quello che faceva, in un mercato che da quando Halo 3 dominava il multiplayer si è spostato parecchio.

Seconda strada: reinventare tutto

Nel secondo scenario O’Connor propone qualcosa di nuovo e moderno, che reinventi il gioco e l’universo in un modo sorprendente. Parla di un gioco d’azione e sandbox: forse una nuova versione dello sparatutto in prima persona, forse un gioco di ruolo d’azione ma fondamentalmente diverso. Il successo verrebbe da una storia forte, dall’uso della proprietà intellettuale e da un piccolo vantaggio iniziale dovuto alla curiosità.

O’Connor non prova a definire che aspetto avrebbe, e il motivo è ovvio: una reinvenzione vera, per definizione, non si descrive in anticipo. Secondo Gaming ProMax è la strada con il potenziale più alto e il rischio più alto allo stesso tempo, perché la curiosità regala solo un vantaggio iniziale e poi il gioco deve reggersi da solo.

Terza strada: Halo dentro il modello Call of Duty

La terza è quella che Gaming ProMax riassume con un soprannome, Call of Halo: prendere la proprietà intellettuale e il sandbox di Halo e tradurli nella zona di comfort di Activision. Vuol dire i sistemi di progressione del giocatore e i modelli di business che l’azienda ha già visto funzionare, cicli di contenuti annuali o semestrali e un flusso continuo di aggiunte fra un’uscita e l’altra.

O’Connor la presenta come un’opzione legittima e non come una stoccata. Activision quel modello lo sa gestire meglio di chiunque altro, e l’universo di Halo potrebbe reggerlo. La domanda, semmai, è se il pubblico rimasto dopo gli anni di Halo Infinite lo accetterebbe o lo leggerebbe come una resa.

Le due raccomandazioni finali

Dopo le tre strade O’Connor aggiunge due consigli che somigliano più ad avvertimenti. Il primo, quello su cui ha insistito di più, è di assumere le persone appena licenziate: i veterani di Bungie e il personale di Halo Studios, gente che secondo lui trabocca di talento e di idee che negli anni sono state ridimensionate o cancellate. Non è una richiesta di solidarietà fra ex colleghi: una squadra nuova che parte da zero senza nessuno che conosca dall’interno il funzionamento del sandbox e le aspettative della comunità si porta dietro anni di svantaggio.

Il secondo è di non legare l’uscita ai cicli di lancio di console e servizi, di non forzare il gioco in una forma o su una piattaforma invecchiata che non lo contiene, e di non abbandonare il sandbox. Il riferimento è trasparente: Halo Infinite uscì nel dicembre 2021 insieme a Xbox Series X e S, ma dovette uscire anche su Xbox One, una console di sette anni prima che limitava quello che il team poteva costruire.

Cosa era già stato annunciato

Il 22 settembre Xbox ha annunciato altri 268 licenziamenti e il passaggio di Halo ad Activision. Secondo The Hollywood Reporter, Activision svilupperà il prossimo Halo, che la testata descrive come un capitolo principale, con un team nuovo e separato da quelli di Call of Duty. GameSpot riporta che a Halo Studios resta una piccola squadra dedicata a sostenere la comunità e i giochi già usciti. Kotaku aggiunge che Halo Studios, prima chiamato 343 Industries, aveva già avuto tagli. Sempre secondo The Hollywood Reporter, il piano di ridurre di 3.200 unità il personale di Xbox, annunciato a luglio, è arrivato a circa tre quarti. Rob Kostich, presidente di Activision, ha dato il benvenuto a Halo, Rare e World’s Edge, e Analytics Insight ricorda che lo studio Ninja Theory rischia la chiusura dopo che due accordi di vendita sono falliti.

Sul sito ne abbiamo scritto il 22 settembre e poi di persone dietro i tagli. Il 24 settembre abbiamo raccontato la tesi dell’ex producer di Doom Andrew Willis sulla finanza nei grandi giochi. Il 25 settembre c’è stata la voce di The Verge sul nuovo Halo cancellato.

Come leggere le tre strade

Sono opinioni di un ex dirigente, non un piano di Activision, e O’Connor non lavora più al franchise dal 2023. Non dicono cosa farà l’azienda né quale scelta sia più probabile. Restano utili per capire quali sono i compromessi in gioco: rivolgersi a chi già gioca, tentare qualcosa di diverso che rischia di non piacere a quel pubblico, oppure adottare un modello commerciale che funziona altrove e vedere se il pubblico di Halo lo riconosce ancora come Halo.

Cosa non si sa

Activision non ha detto che tipo di Halo sarà, né quando uscirà o su quali piattaforme, per quanto emerge dalle fonti che abbiamo letto. La squadra non è ancora stata formata, e secondo la stima dello stesso O’Connor il gioco è lontano anni anche nello scenario più ottimistico. Non c’è una risposta di O’Connor su quale delle tre strade preferisca. Non sappiamo se Activision abbia letto il post o intenda tenerne conto.

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