Il cofondatore di Warhorse Studios Martin Klíma dice di sperare che GTA 6 a 80 dollari apra la strada a un listino più alto per tutti i grandi giochi. Lo ha detto in un’intervista a PC Gamer, aggiungendo che lui quel gioco non ha intenzione di giocarlo e che la sua popolarità non se la spiega. Klíma è il produttore esecutivo di Kingdom Come: Deliverance 2, uscito nel 2025.
Cosa ha detto il cofondatore di Warhorse
Klíma parte da una constatazione sul mercato: a suo dire, nelle condizioni attuali l’ultima cosa che un editore si azzarda a fare è alzare il prezzo di listino, perché tutti hanno paura della reazione. Da qui la speranza che Rockstar Games faccia da apripista: secondo il racconto di GamingBolt, Klíma considera Take-Two e Rockstar fra le poche aziende che possono permettersi di aumentare, e definisce l’aumento atteso da tempo e necessario alla sopravvivenza del settore.
Nella stessa intervista dice che GTA 6 non lo attrae per niente, che non lo giocherà a meno di esserci costretto e che non capisce da dove venga tutto questo interesse. Le due posizioni convivono perché rispondono a domande diverse: una riguarda i suoi gusti da giocatore, l’altra il conto economico del suo studio.
Settanta dollari erano lo standard, adesso non più
Settanta dollari è la cifra su cui i grandi giochi si erano assestati all’inizio di questa generazione. GTA 6 rompe quella soglia: ai preordini aperti a giugno 2026 l’edizione base costa 80 dollari e la Ultimate 100, con un upgrade all’edizione superiore venduto a parte che Xbox elenca a 20 dollari. Il cofanetto da collezione da 400 dollari, invece, non contiene il gioco ma un codice.
Sul fronte hardware l’effetto si è già visto. Secondo un rapporto di settembre 2026 i preordini hanno fatto salire del 33 per cento le vendite di PlayStation 5 nel Regno Unito e del 34 per cento quelle di Xbox Series X|S. Sono i numeri che spiegano perché Rockstar possa chiedere dieci dollari in più senza temere il contraccolpo, e perché chiunque altro lo tema.
Chi la pensa diversamente
Klíma non è isolato. David Cole, analista della società di ricerche di mercato DFC Intelligence, aveva già indicato Nintendo e Rockstar come le due aziende in grado di spostare l’asticella verso gli 80 dollari, visto che entrambe ci sono già arrivate con un gioco.
Dall’altra parte c’è chi sostiene che quella soglia resti un privilegio di pochi. Joost van Dreunen, docente alla Stern School of Business della New York University e ricercatore sull’economia dei videogiochi, sostiene che il prezzo alto sia riservato a una selezione ristretta di titoli e marchi. Descrive un mercato in cui chi supera l’asticella si allontana ulteriormente dagli altri, mentre chi non ce la fa deve giocarsela sulla distribuzione: canali nuovi, pacchetti, formule di prezzo diverse. Nella sua lettura i videogiochi stanno diventando sempre più una categoria di lusso.
Il contesto in cui arriva la dichiarazione
Nerial, Krafton e Xbox danno la misura della settimana in cui questa frase è stata pronunciata. Nerial, lo studio londinese di Reigns e Card Shark, ha chiuso dopo tredici anni per perdite accumulate in due esercizi. Krafton ha cancellato PUBG Black Budget dopo quattro anni di sviluppo. Xbox ha tagliato altri 268 posti a settembre, dopo i 3.200 annunciati a luglio.
Dall’altro lato della bilancia c’è però un dato che l’argomento del prezzo tende a lasciare fuori: a settembre 2026 Steam ha incassato 1,7 miliardi di dollari, il mese migliore della sua storia. La spesa dei giocatori, almeno su PC, non sta calando. Quello che cala sono i margini di chi produce giochi grossi, ed è una cosa diversa che chiede una spiegazione diversa.
Resta poi un passaggio che nessuno dei sostenitori del rincaro ha affrontato pubblicamente, ed è il più concreto: in che modo i dieci dollari in più per copia arrivino agli stipendi delle persone che quei giochi li fanno, invece che al margine. Finché quel passaggio non viene spiegato, l’argomento della sopravvivenza resta una previsione, e chi la formula è una parte interessata.
Cosa non si sa
Nessun editore ha annunciato un listino a 80 dollari per i propri giochi futuri, Warhorse compresa, e Klíma non ha detto a quale prezzo uscirà il prossimo gioco dello studio. GTA 6 esce il 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S: a dire se l’asticella si sposta davvero saranno i numeri di quelle settimane, non le dichiarazioni di oggi.


