God of War Laufey annunciato e l’internet si sta comportando in maniera completamente normale

Tempo di lettura: 4 minuti

Sony ha svelato God of War Laufey allo State of Play di giugno 2026 con una corposa presentazione di ben 20 minuti di gameplay. Si tratta di uno spinoff ufficiale sviluppato da Santa Monica Studio in esclusiva per PlayStation 5. La protagonista assoluta è Laufey (nota anche come Faye), la seconda moglie di Kratos e madre di Atreus, interpretata e doppiata dall’attrice Deborah Ann Woll. Molti si chiedono perché non giocheremo nei panni di Kratos: la risposta sta nella trama. Il viaggio di Kratos e Atreus è iniziato con le ceneri di Faye, ma la sua morte fisica nel regno di Midgard è in realtà l’inizio di questo titolo. Faye si risveglia nell’Everywhen, l’aldilà delle divinità, scoprendo che i suoi piani per proteggere la sua famiglia sono in grave pericolo. Non c’è ancora una data di uscita ufficiale, ma il livello di pulizia del gameplay mostrato suggerisce una finestra di lancio fissata per l’inizio del 2027.


In questo articolo

 


Un aldilà senza Kratos: cos’è God of War Laufey

La rivelazione ha colto molti di sorpresa, ma ha perfettamente senso dal punto di vista della narrazione. Faye è sempre stata un fantasma ingombrante nella saga norrena: la conoscevamo solo attraverso i racconti di Kratos e i segni dorati impressi sulle pareti per guidare il viaggio del marito e del figlio. Questo spinoff ci porta direttamente nel momento successivo alla sua cremazione. Risvegliatasi nell’Everywhen, la terra dei morti divini, Laufey scopre che l’ordine delle cose è compromesso e che le sue strategie per difendere i suoi cari rischiano di saltare. Cory Barlog cura la direzione creativa, mentre la regia del gioco è affidata ad Ariel Lawrence. L’esclusiva PlayStation 5 promette di sfruttare a fondo l’hardware di Sony, offrendo una fluidità visiva notevole per un’avventura che si preannuncia massiccia.

resize?type=webp&url=https%3A%2F%2Fshacknews www.s3.amazonaws.com%2Fassets%2Farticle%2F2026%2F06%2F02%2Fgod of war laufey faye voice actor feature

Oltre la tossicità da tastiera: il clickbait e la dura realtà

Il titolo dell’articolo è chiaramente  ragbait non mi interessa discuterne degli incel che sclerano perché secondo loro Deboah Ann Woll è brutta e l’occidente sta crollando. Parliamo del gioco e delle meccaniche promesse.

Ormai sono 15 anni che vedo sfilare le stesse identiche pagliacciate. Più o meno da quanto la strategia di Epstein e Bannon per militarizzare una certa utenza partì da 4chan e poi venne fatta propria da Breitbart e dall’alt-right USA. Ne ho scritto qui e anche in altre sedi più blasonate. Ogni volta che un publisher decide di mettere una donna lievemente meno somigliante a una icona anime al centro della scena, la bolla social si riempie di bros isterici (ironico visto che il termine è stato storicamente coniato proprio per le donne). Come scrivevo parlando de il caso Highguard, l’internet videoludico ha sviluppato una vera e propria dipendenza dall’odio, preferendo la polemica all’analisi perché la prima fa engagement e la seconda ovviamente no. Ma francamente da quello che ho visto finora c’è molto altro di più interessante su cui soffermarsi.

God of War Laufey puts Kratos' wife in action mode around dead deities and it's coming soon - Digital Trends

Il DNA greco incontra il sangue norreno: le meccaniche di gioco

La game director Ariel Lawrence è stata chiarissima: l’obiettivo principale è fondere la fluidità aerea dei capitoli classici ambientati in Grecia con la pesantezza brutale del combattimento norreno. Laufey si muove in modo molto diverso rispetto a Kratos. È agile, scatta, si libra in volo ed esegue combo aeree senza interrompere il ritmo dell’azione. Chi ha nostalgia per l’epoca d’oro degli air juggles troverà pane per i suoi denti.

La sua arma principale non è il Leviatano, ma una spada leggendaria ottenuta nell’Everywhen dopo aver conquistato la fiducia di Rue, il guardiano dell’arma. Rue è una spada parlante con cui Faye dovrà stabilire un’intesa dinamica. Il combat system punta tutto su velocità, controllo e un’aggressività continua. A questo si aggiunge la Golden Hand of the Jötnar (la Mano d’Oro dei Giganti). Faye può sferrare un colpo di palmo dorato in grado di strappare letteralmente l’anima dal corpo dei nemici. Una volta separata, l’anima può essere colpita direttamente per infliggere danni devastanti o scagliata contro altri nemici per innescare combo creative.

god of war laufey 3 1780437597774 scaled

Mitologie in rotta di collisione nell’Everywhen

La scelta di ambientare il titolo nell’Everywhen apre le porte a scenari inediti. Non siamo più confinati ai nove regni della mitologia norrena. Nel trailer si notano figure che appartengono chiaramente alla mitologia egizia e asiatica. Questo significa che, per la prima volta nel franchise, vedremo pantheon diversi interagire direttamente nello stesso spazio di gioco.

A fare da contorno a questo viaggio nell’oltretomba ci sono spalle insolite. Oltre a Rue, il trailer introduce Phranque, un bizzarro cubo parlante che accompagna Laufey (doppiato dal lanciatissimo Jack Quaid, l’Hughie di The Boys). C’è chi teme l’effetto spalla comica fastidiosa, ma Barlog ha già dimostrato con Mimir di saper gestire la scrittura dei comprimari senza scivolare quasi mai nella macchietta. Il potenziale per esplorare la lore profonda della serie, comprese risposte a vecchi misteri irrisolti (come l’identità di chi ha suonato il corno nel 2018), è altissimo.

Il verdetto: God of War Laufey è la scommessa più rischiosa di Santa Monica Studio da anni. Se la fluidità del combat system manterrà le promesse del trailer, potremmo trovarci davanti a un nuovo successo della storica serie. Sempre che il cubo parlante non decida di non trattarci troppo sa scemi. E ovviamente in un mercato dove sulla nuova politica di ritorno alle esclusive di Sony – per usare un eufemismo – non sta convincendo proprio tutti.

Potrebbero interessarti