Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Forsaken Realms: Vahrin’s Call esce il 27 luglio: l’action RPG fatto a mano da sette persone

Tempo di lettura: 3 minuti

Nel 2026 la scheda di un action RPG ha una voce nuova, subito sotto il supporto al controller: la dichiarazione di non aver usato intelligenza artificiale generativa. È diventata una feature, come il cloud save. Che sia diventata una feature dice sullo stato del mercato più di quanto abbia voglia di ammettere prima del secondo caffè. La scritta compare due volte nei bullet di Forsaken Realms: Vahrin’s Call, che esce lunedì.

Il gioco arriva il 27 luglio 2026 su Steam, solo PC, e porta la firma di Titan Roc, uno studio inglese del sud-ovest che si autofinanzia e si autopubblica. Niente publisher, sette persone, primo videogioco della loro vita, come raccontano nella FAQ ufficiale. Le due diciture “No generative AI” riguardano il mondo di gioco e il doppiaggio, recitato da esseri umani.

La premessa: la città di Vahrin viene sommersa da uno sciame di khraiax, bestie insettoidi che vivono sottoterra. Le Città Libere mandano gli eserciti, gli eserciti vincono contro gli insetti e vengono fatti a pezzi da qualcosa di peggio che sale da sotto le strade. Il re è morto insieme a migliaia di soldati. Voi arrivate dopo, come mercenari, e la parola importante è “dopo”: il contratto non è salvare il mondo, è ripulire un cadavere urbano ancora caldo e tenersi il bottino. Il direttore Craig Smith, nel comunicato, dice di aver voluto un mondo brutale e fangoso in cui però sopravvivano umanità e umorismo. Le ispirazioni dichiarate sono Fable, The Elder Scrolls, Il Signore degli Anelli e Warhammer, che è un modo elegante per dire “tutto quello che avevamo sullo scaffale nel 2005”.

Screenshot #2

Il gioco senza classi che non vuole essere un open world

La progressione è interamente senza classi: armi, armature, abilità, ingredienti alchemici e trappole si combinano come vi pare, e la scheda del negozio promette che potete passare dall’arciere che lancia palle di fuoco al tizio con l’ascia senza ricominciare da capo. Il combattimento è in tempo reale. Il mondo non è un open world e Titan Roc non finge il contrario: la FAQ lo descrive come diviso in zone, aree ampie cucite a mano con dungeon costruiti uno per uno, più vicino ad Avowed che alla mappa generata con lo stampino che ci propinano da un decennio.

Un dettaglio che mi ha fatto alzare un sopracciglio: il co-op era previsto ed è stato tagliato in corsa, perché sette persone al primo gioco non ci arrivavano. Uno studio che ammette di aver tolto una modalità invece di venderla come promessa dell’early access è una rarità statistica. E infatti Vahrin’s Call arriva come premium completo, prezzo pieno, zero fasi di accesso anticipato. La stessa ostinazione artigianale di False Hero, che pure faceva della rinuncia all’IA generativa un manifesto, o dell’ambizione fuori scala di Second Stone.

Screenshot #11

Poi arrivano i requisiti, pubblicati a inizio luglio insieme al primo episodio della serie video Inside Vahrin’s Call. Minimo: Intel Core i5-12400F o Ryzen 5 5600, GeForce GTX 1080, 8 GB di RAM. Consigliato: i5-13600K, RTX 2070, 16 GB. L’installazione occupa 12 GB. Dodici giga di gioco che chiedono una CPU di dodicesima generazione: l’Unreal Engine 4 presenta il conto a chi non ha un team di ottimizzazione, e sette persone il team di ottimizzazione non ce l’hanno.

C’è poi la questione che ci riguarda da vicino. Al lancio il gioco parla inglese e basta. Il finlandese è nei piani degli sviluppatori, le altre lingue arriveranno solo se le vendite le pagheranno. Tradotto: lunedì l’italiano non c’è e non ha nemmeno una data. Sul perché il finlandese venga prima, la spiegazione più probabile è che uno dei sette sia finlandese.

I numeri intanto crescono: 100.000 wishlist a inizio maggio, 150.000 a metà luglio, cinquantamila in dieci settimane senza un publisher che pagasse la campagna. Le chiavi stampa si chiedono compilando un modulo sul sito, che è quanto di più vicino a un ufficio PR possa permettersi uno studio di sette persone. Nessuno all’esterno ha ancora giocato abbastanza da dire com’è: lunedì lo scopriamo tutti insieme, con le recensioni degli utenti che arriveranno prima di quelle della stampa.

Il verdetto: Titan Roc ha costruito a mano un mondo che vuole farsi esplorare senza classi, senza publisher e senza generatori di testo, e il 27 luglio scopriremo se sette persone bastano a reggerlo per le ore che promette; se il combattimento in tempo reale regge quanto il fango che gli hanno messo intorno, mi toccherà ammettere che la scritta “No generative AI” era la cosa meno interessante della scheda.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti