Nei giochi di esplorazione la progressione si compra sempre allo stesso modo: trovi l’oggetto, l’oggetto apre la porta, la porta ti dà l’oggetto dopo. È un sistema che funziona da quarant’anni e che ha un difetto strutturale: premia chi raccoglie, non chi capisce. Outer Wilds ha dimostrato che si può fare diversamente, cioè legare l’avanzamento a quello che il giocatore ha compreso invece che a quello che ha in tasca, e da allora ci hanno provato in pochi.
Forklift Flowerpot: Botanical Investigator ci prova, e lo fa da una posizione che nessuno si aspetta: sei un muletto.
Lo sviluppa Michael Mato, da solo, sotto l’etichetta Too Much Tomato. La scheda Steam indica il 2026 come anno di uscita, senza giorno.
Tre stagioni, un interruttore
L’arcipelago si attraversa guidando e navigando, in un mondo aperto non lineare in 2.5D realizzato con uno stile che imita la plastilina. La meccanica centrale è che le stagioni si cambiano a comando, e sono tre.
Nella Stagione Ventosa le raffiche dalle Isole Fisarmonica spazzano il territorio e aprono percorsi che prima non c’erano. Nella Stagione Umida la pioggia da Monte Sorgivo copre la terra e nutre le piante, cambiando cosa cresce e dove. Al culmine della Stagione del Raccolto compaiono funghi elastici e piante da frutto, e compare anche il tuo capo, che vuole sapere perché non ti sei presentato al turno.
Quest’ultimo dettaglio è la cosa più intelligente della presentazione, perché dice in una riga che il gioco ha un’idea sul lavoro e non solo sulle piante. La sintesi che ne danno altri cataloghi è più esplicita: cambiare le stagioni serve a risolvere enigmi, licenziarsi in silenzio dal proprio impiego da muletto e smantellare un’industria della logistica dominata dalle patate.
Il ragno che tiene insieme gli indizi
Lo strumento con cui si avanza si chiama The Web, ed è una bacheca su cui si collegano gli indizi raccolti per far emergere la cospirazione. È il pezzo su cui il progetto si gioca tutto: se collegare due nodi è un gesto meccanico che il gioco valida o rifiuta, diventa un elenco di compiti travestito da indagine. Se invece la connessione richiede di aver capito come funziona una pianta in una certa stagione, allora la promessa regge.
Da fuori non si può stabilire quale delle due sia, e chi scrive un’anteprima onesta lo deve ammettere.
Il resto del quadro è incoraggiante. Lo sviluppatore ha annunciato di aver raggiunto la fase alpha con il gioco giocabile dall’inizio alla fine, che per un progetto in solitaria è il momento in cui si smette di sperare e si comincia a rifinire. A maggio è passato dallo showcase Six One Indie con un filmato di gioco, e la scheda Steam adesso elenca anche schermo condiviso e Remote Play Together, cioè roba che non c’era nella presentazione iniziale.
Un dettaglio che sposta le aspettative: tra le etichette compaiono ora anche gioco di carte e costruzione del mazzo. Nella descrizione ufficiale non se ne parla, quindi o è materiale non ancora annunciato o è una lettura degli utenti che hanno visto qualcosa nei filmati. Vale la pena tenerlo d’occhio, perché un investigatore botanico con un mazzo di carte sarebbe un incrocio che non esiste da nessuna parte.
Il verdetto: Forklift Flowerpot promette la cosa più difficile del genere, cioè far avanzare il giocatore con quello che ha capito invece che con quello che ha raccolto: se The Web mantiene, è il gioco di cui parleremo a fine anno, e se non mantiene resta un bellissimo muletto che guida in mezzo alle piante.


