Il PlayStation Store su PS5, dove Sony vuole spostare tutte le vendite dei giochi dal 2028

Offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Sony ripensa alla fine dei dischi PlayStation? La voce del questionario agli sviluppatori e le parole del presidente di Nippon Ichi

Tempo di lettura: 3 minuti

Sony potrebbe riconsiderare la fine dei dischi PlayStation, prevista per gennaio 2028? Nessuno lo ha annunciato, ma nell’ultima settimana sono arrivati due segnali che vanno in quella direzione. Il primo è una voce: secondo il conduttore del podcast Broken Silicon, noto online come Moore’s Law Is Dead, Sony avrebbe mandato agli sviluppatori un questionario enorme, con una domanda che chiede in modo indiretto se ci siano problemi nel modo in cui vende i giochi su supporto fisico. Il secondo è una dichiarazione: Kenzo Saruhashi, presidente di Nippon Ichi Software, pensa che Sony stia ascoltando le critiche dei giocatori e che la decisione potrebbe cambiare.

Cosa aveva deciso Sony

Il primo luglio 2026 Sony ha annunciato che dal gennaio 2028 tutti i nuovi giochi PlayStation usciranno solo in digitale, e che smetterà di produrre dischi per i titoli nuovi. La scelta ha provocato petizioni, boicottaggi e critiche da parte di sviluppatori ed editori per tutta l’estate. Alla gamescom di agosto diversi addetti ai lavori avevano espresso molto risentimento per come Sony aveva gestito la cosa. Nel frattempo le edizioni fisiche hanno continuato a essere annunciate, come quella di Dying Light: The Beast su PS5, di cui abbiamo scritto a settembre, e quella di Order 13. Sony finora ha ripetuto che non torna indietro: a luglio il direttore finanziario Lin Tao ha detto agli investitori che l’azienda capisce le emozioni dei giocatori ma va avanti.

Il questionario agli sviluppatori

Il conduttore di Broken Silicon ne ha parlato nell’ultima puntata, citando suoi contatti: si tratterebbe di uno dei questionari più grandi che Sony abbia mai mandato ai suoi partner, forse il più grande in assoluto. Al suo interno ci sarebbe una domanda formulata in modo indiretto per capire se gli sviluppatori vedono problemi nella vendita fisica dei giochi. Nello stesso intervento il conduttore cita le copie fisiche di Marvel’s Wolverine come prova che il disco vende ancora.

I numeri che porta vengono da una stima di Alinea Analytics: nei primi tre giorni Wolverine avrebbe venduto 1,9 milioni di copie su PS5, e i dischi avrebbero fatto il 22,9% dei circa 130 milioni di dollari incassati. Per i giochi Sony più vecchi la quota fisica sarebbe ancora più alta: il 35% dei ricavi per Marvel’s Spider-Man 2, il 37,6% per Ghost of Yōtei e quasi il 47% per Astro Bot. Sono stime di un’azienda di analisi, non dati ufficiali di Sony.

La voce non ha conferme ufficiali né documenti, e Moore’s Law Is Dead non ha mostrato il questionario. Destructoid, che l’ha ripresa, lo scrive chiaramente: un sondaggio non vuol dire una marcia indietro. Sony non ha commentato.

In parallelo, i giocatori hanno scoperto sui social un questionario per gli utenti di PS5, e molti lo stanno usando per protestare contro la fine dei dischi. Quel questionario però non fa domande sul supporto fisico: chiede un giudizio generale sulla console, dall’interfaccia al catalogo dei giochi, con spazi liberi per i commenti.

Cosa ha detto il presidente di Nippon Ichi

Kenzo Saruhashi guida Nippon Ichi Software, lo studio giapponese della serie tattica Disgaea. La sua controllata NIS America pubblica in Occidente molti giochi di ruolo giapponesi, dalle serie Ys a Trails, spesso in edizioni limitate da collezione. Parlando con Kotaku alla PAX West di inizio settembre, Saruhashi ha detto che nelle discussioni avute finora Sony sembra ascoltare molte critiche dei giocatori, e che la fine dei dischi potrebbe essere una destinazione ma la discussione potrebbe anche cambiare.

Saruhashi ha aggiunto che le edizioni fisiche limitate sono una parte importante del modello di business di NIS America, e che l’azienda intende continuare a produrle. L’intervista, pubblicata da Kotaku il 25 settembre, conferma che fra Sony e gli editori il tema è in discussione. Nei mesi scorsi anche il creatore di Disgaea aveva criticato la decisione, sostenendo che senza dischi tanto varrebbe eliminare anche la console.

Perché Sony vuole il digitale

Per Sony i vantaggi del solo digitale sono evidenti, e GamesRadar li riassume: niente costi di produzione dei dischi, niente margini da dividere con i negozi, più controllo sui prezzi del PlayStation Store e nessun mercato dell’usato che le sfugge. D’altra parte le edizioni fisiche restano importanti per gli editori piccoli, per i collezionisti e per i grandi giochi di Sony stessa.

Per ora la data resta gennaio 2028. Il segnale da guardare sono eventuali dichiarazioni di Sony nei prossimi mesi, o di altri editori che, come NIS, confermino di aver discusso della questione con la casa giapponese.

offerte in questo articolo

Nessuna offerta correlata trovata. Vedi tutte le offerte

Potrebbero interessarti