Ogni volta che un franchise storicamente maschile sposta la telecamera su una protagonista donna, il ciclo di reazioni si ripete con la puntualità di un season pass: prima lo stupore, poi il complotto immaginario dell'”agenda”, infine i primi contenuti generati con l’IA per ridicolizzarla. L’unica vera variabile, di anno in anno, è quale strumento useranno per produrli.
Il caso di questa settimana è God of War Laufey, lo spin-off sviluppato da Sony Santa Monica Studio e pubblicato da Sony Interactive Entertainment, rivelato con venti minuti di gameplay durante l’ultimo State of Play: la protagonista sarà Faye, la Gigante di Ghiaccio moglie di Kratos e madre di Atreus, qui chiamata col suo vero nome, Laufey. Dell’annuncio e delle prime reazioni avevamo già scritto: il seguito era prevedibile quanto il finale di un tutorial.
Faye ai fornelli, l’IA come arma preventiva
Alle critiche sulla direzione narrativa si sono aggiunti, riporta TheGamer, video generati con l’IA che mostrano Faye intenta a lavare i piatti o stendere il bucato: il modo più economico che internet abbia trovato per dire “rimettila in cucina” senza doverlo scrivere per esteso. Deborah Ann Woll, che presta voce e volto al personaggio, ci ha incrociato la faccia da vicino: era a una firma di autografi al Florida Supercon quando una content creator TikTok, @quinnphobic, le ha consegnato lettere e disegni dei fan invitandola a ignorare la misoginia online. Woll, filmata sul momento, non ha avuto bisogno dell’incoraggiamento.
Si aspettava di starci peggio, ha spiegato, secondo GamesRadar: non è sui social, quindi buona parte del rumore le arriva filtrato, e soprattutto ha visto abbastanza del gioco da sapere che funziona. “Totalmente indifferente”, ha detto di sentirsi, aggiungendo che va bene se non è nelle corde di tutti, ma un cattivo prodotto non lo è in nessun universo. Ha anche respinto la lettura secondo cui l’intera operazione sarebbe una dichiarazione politica: per lei, prima di tutto, resta una scelta narrativa.


